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EMILIANO MAZZONI, “EMILIANO MAZZONI” (PRIVATE STANZE / NEW MODEL LABEL / AUDIOGLOBE)

È una scrittura sospesa, quella di Emiliano Mazzoni: c’è questo susseguirsi di sprazzi di ricordi, tra infanzia, adolescenza e maturità, c’è qualcosa di ancestrale: una ‘Natura’ che fa sempre da sfondo: ricorre l’erba, intesa proprio come terreno, e poi il vento, la nebbia, la Luna, la luce; del resto, Mazzoni (qui al quarto lavoro) è originario di un paese dell’Appennino modenese.

C’è un’idea dei rapporti umani, anche sentimentali, che sembra cercare essenzialità, una mancanza di filtri, un po’ come succede col contatto con la natura.

Analogo il percorso proseguito dalla proposta sonora, accompagnata da un’interpretazione costantemente sottotraccia, a tratti quasi dolente, che pur riportando qualche suggestione psichedelica e riferimenti d’oltreoceano, appare radicata nella tradizione popolare (oltre che cantautorale) delle proprie origini.

GAPPA, “PASSEGGERI” (PRIVATE STANZE / NEW MODEL LABEL / AUDIOGLOBE)

Psichiatra, cantautore e scrittore, Giuseppe Palmieri, in arte Gappa, ha percorso una strada artistica che lo ha portato a collaborare con Guccini, mentre col progetto Psicantria ha unito i due mondi.

“Passeggeri”, secondo lavoro sulla lunga distanza, è un disco più personale e squisitamente cantautorale.

Si parte col mito platonico de ‘La Caverna’, riflessione sulla libertà e sul coraggio di chi magari sceglie di abbandonare apparenti ‘sicurezze’ per andarsela a conquistare; si chiude con ‘Siddharta’e la sua illuminazione: forse due ‘eccezionalità: chi il viaggio intraprende, chi lo porta a termine: in mezzo, le persone normali, i ‘Passeggeri’ del titolo, con le loro esistenze spesso dominate dall’incertezza e magari dal tentativo di resistere di fronte a ciò cui la vita li mette di fronte, trovando sicurezze nei sentimenti, nell’amicizia, nella famiglia: commuove la dedica di ‘E cammina, cammina, cammina’ con tanto d’intervento della figlia. Esortazioni migliorare il mondo per le generazioni future, una dedica alla natia Modena colpita da terremoto del 2012.

Sprazzi blues e ballate rock, un’impronta per lo più semiacustica, vena cantautorale con echi della tradizione, ma con uno stile discretamente personale.