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CRISTIAN GRASSILLI, “PRESENTE” (AUTOPRODOTTO)

Cantautore e psicoterapeuta, Cristian Grassilli ha unito passione e professione, spesso usando la musica per far meglio conoscere la malattia mentale.

“Presente” è il terzo (mi pare) disco di un percorso che ha portato il cantautore bolognere a collaborare anche con Guccini, per il suo “L’Ultima Thule”.

I dieci brani che compongono “Presente” costituiscono in gran parte un inno alla vita, a vivere il ‘presente’ senza tante recriminazioni per il passato o paure per il futuro, a volersi bene, all’insegna di una ‘Leggerezza’ (per citare uno dei titoli) che nei tempi attuali è più che mai necessaria.

La seconda parte del disco si apre anche ad altre tematiche: i rapporti padre – figlio, lo sfruttamento dell’Africa, l’ossessione per la ricchezza…

Un lavoro inserito nei binari più canonici di un cantautorato svolto il più delle volte in ballate dal sapore di canzoni popolari, con qualche vaga concessione pop.

A tratti si avverte la mancanza di qualche variazione in più, sia nelle scelte sonore, sia nel ‘tono’ dei brani, che talvolta sembra un po’ troppo ‘paternalistico’.

RONCEA, “PRESENTE” (DISCHI SOTTERRANEI / LIBELLULA MUSIC)

È un disco importante, per l’italo-francese Nicolas J. Roncea, il suo quarto; importanza non esaurita dalla sola scelta di esprimersi, per la prima volta, in italiano, ma che ha più a che fare con la volontà di ‘vuotare il sacco’, mostrandosi ‘come si è ‘, con tutto il proprio campionario di emozioni, senso di inadeguatezza, paure, perdite amorose di fronte alle quali è difficile rassegnarsi, modo di approcciare la vita… senza che tutto questo voglia dire che il disco sia improntato su toni plumbei: è più che altro una sorta seduta di ‘autoanalisi’, una fotografia del proprio ‘presente emotivo’, come suggerisce anche il titolo.

I suoni sono all’insegna di un indie rock fatto di ‘abrasioni controllate’, momento semiacustici, ‘tentazioni pop’, la vena cantautorale che nonostante l’evidenza data alle Parole cerca di non private di senso la parte sonora della questione.

Assieme a tre compagni di strada – Simone Pozzi a batteria e percussioni, Manuel Volpe su basso, synth e chitarre, Giulia Provenzano alle tastiere, oltre che con la sua vocalità eterea – Nicolas J. Roncea dà vita a un disco giocato soprattutto emotività, riuscendo così a stabilire un contatto con l’ascoltatore.