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PERCHE’ IN ITALIA IL VERO PROBLEMA SI CHIAMA PD

Io non ce l’ho col PD; è che mi piacerebbe tanto votarlo, ma poi c’è sempre qualcosa che mi convince che quella non sarebbe la scelta giusta da fare. Il punto è che il PD non è nemmeno un partito: nel PD da sempre di partiti ne convivono almeno due, talvolta la convivenza è pacifica, nelle fasi di crisi, questa diventa turbolenta, fino a diventare una vera e propria ‘guerra tra bande’. Il PD non è un partito: è un enorme, gigantesco equivoco: un equivoco creato dalla ‘magnifica coppia’ Prodi – Veltroni, che si figuravano un ‘partitone’ sul modello americano, una formazione che, conservando un’anima ‘sociale’ fosse in grado di accomunare la Sinistra – sinistra e quella che una volta era la sinistra democristiana. Prodi e Veltroni avevano detto: i primi tempi saranno difficili, ma poi vedrete… ecco, abbiamo visto; abbiamo visto un partito sostanzialmente privo di linee guida fisse, sempre ondeggiante di qua e di là, raramente capace di dire una parola definitiva su tutto. Perché? Perché l’Italia non è l’America e perché attraverso il PD si è creato un ircocervo incapace di decidere se affiliarsi a una delle due grandi ‘famiglie’ politiche europee, la socialdemocratica  e la popolare; tutti i problemi nascono da qui… Sarebbe stato molto più facile e diretto creare una formazione realmente di sinistra, raggruppando tutto coloro che in Italia si definivano ‘di sinistra’ e ci saremmo evitati tanti problemi: si è scelto altrimenti, e questi sono i risultati, a partire dal trovarsi di fronte  a un partito che, di fronte ai suoi principali competitor, PDL e MoVimento Cinque Stelle, appare incapace di definire in modo altrettanto chiaro e puntuale la  propria proposta. La cosa peggiore, è che in questi giorni il PD sta passando per l’ennesima volta dallo ‘scontro di idee’ a quello di ‘persone’: come ampiamente previsto, a quattro mesi dalle ‘primarie’, siamo di nuovo a Bersani vs Renzi, ma se allora quella era questione interna al PD, adesso coinvolge direttamente il destino dell’Italia: perché Bersani vuole mantenere la guida del PD, perché Berlusconi sa benissimo che se Renzi si candidasse alle elezioni, per lui sarebbero cavoli amari, e allora ecco che già si possono intuire manovre di avvicinamento tra Bersani e Berlusconi il cui unico obbiettivo è togliersi Renzi dai piedi, coinvolgendo nelle trattative l’elezione del Presidente della Repubblica e la formazione del nuovo Governo… e i problemi dell’Italia? Quelli vengono dopo, l’importante è togliersi dalle palle Renzi che si avvia a diventare il nuovo Nemico Pubblico Numero Uno: fino a qualche giorno fa, la palma del ‘supercriminale da fumetto’ era saldamente nelle mani di Beppe Grillo, adesso lo scettro sta passando man mano nelle mani di Renzi… e meno male, aggiungerei: sarà divertente vedere nelle prossime settimane, Renzi ricevere le stesse accuse di Grillo, inclusa quella di ‘essere un fascista’, che vedrete non mancherà…  Per anni ci è stato raccontato che il problema dell’Italia si chiamava Berlusconi: nulla però è stato fatto per risolverlo, quando al Governo sono andate le coalizioni di centro-sinistra; poi il problema è diventato il MoVimento Cinque Stelle: ora, il MoVimento Cinque sta facendo esattamente ciò che aveva promesso in campagna elettorale; io mi chiedo cosa pretendesse Bersani: che dopo mesi in cui si sono detti di tutto, dal ‘fascista’ al ‘Gargamella’, cinque minuti dopo elezioni si andasse a braccetto? Il MoVimento Cinque Stelle si è presentato fin dall’inizio come qualcosa di diverso  e come tale, coerentemente, si sta comportando. Il problema a ben vedere è tutto del PD, nel quale tra l’altro le voci in dissenso alla strategia di Bersani e più favorevoli al ‘dialogo’ col PDL non hanno mai del tutto taciuto e che oggi riprendono vigore. Problema peraltro confermato dallo spettacolo avvilente offerto dai candidati alle primarie per l’elezione del sindaco di Roma, in quello che ancora una volta è apparso come un regolamento di conti interno, in cui il governo della Capitale c’entra poco o nulla (ne parlo qualche post più sotto). La soluzione, per il bene non solo del PD, ma di tutta la politica italiana è che si ponga fine definitivamente all’equivoco: si separino, le due anime inconciliabili del PD: una vada  a creare una formazione di stampo realmente socialista assieme SEL e magari a qualche ‘pentito’ di Rivoluzione Civile; gli altri, vadano assieme a Monti e magari a qualche pezzo meno ‘fondamentalista’ del PDL  e creino un partito di stampo popolare… Almeno così al posto di un partito dominato dalle faide interne e incapace di dire parole definitive su qualsiasi cosa, ne avremo un paio con le idee più chiare… e magari così la gente tornerà a votare  e il MoVimento Cinque Stelle finirà di avere il vento in poppa. Altrimenti, tanti auguri, perché le cose non sono certo destinate a migliorare.