Posts Tagged ‘Peter Truffa’

LA PLAYLIST DI NOVEMBRE

(Anche se ormai specificare il mese è un filo superfluo, visto che ‘ste playlist le pubblico un mese si e tre no…)

Gassman Blues Junkfood + Gabrielli

The Contorsionist    Monobjo

Closer         Godblesscomputers

I’m All Right     The Hangovers

Voglia                Scimmiasaki

L’ultima cena     Cesare Malfatti

The Abacist       Suz

How to erase a plot  Armaud

Art School     Peter Truffa

Across The Universe  Joseph Martone And The Travelling Souls

Uomo con la chitarra Limone

Il Taglia teste   Lebowki

Buco Nero         Teo Manzo

Malaga (un altro Margarita) Bosco

PETER TRUFFA, “ART SCHOOL” (LADY LOVELY LABEL)

Un nome ‘da film’ per una vicenda che sul grande schermo potrebbe essere raccontata: ai tempi dei ‘cervelli in fuga’, un esempio di ‘cervello in arrivo’: newyorkese di nascita, dopo aver mosso i primi passi nel mondo musicale nei primi anni 2000, Peter Truffa la sua ‘america’ sembra averla trovata qui da noi, grazie all’incontro ed alla collaborazione con Mr. T-Bone prima e Giuliano Palma & The Blue Beaters poi, fino a giungere a questo suo primo disco solista, confezionato assieme ad un manipolo di collaboratori, tra cui Bunna.

A metà strada tra un Ep e un full length, “Art School” attraverso i suoi sei brani propone un sintetico compendio delle varie declinazioni dei ‘suoni in levare’: dal reggae più classico, allo ska, dal rocksteady alle contaminazioni swing; un breve ma intenso viaggio dalle tinte solari, in cui prevalgono gli episodi più movimentati, ma senza dimenticare la rilassatezza tipica del genere di riferimento.

Peter Truffa canta e si occupa di piano e tastiere assortite, con Andy Stack ‘factotum’ a chitarre, basso e batteria, le percussioni di Larry McDonald, il sax alto di Danilo Pala, Bea Zanin ad imbracciare il violoncello e a contribuire alle voci nell’episodio conclusivo.

Un lavoro che ripropone con efficacia e vitalità gli stilemi tipici del genere, in cui si fa apprezzare l’azzardo della cover – tutto sommato riuscita – di una pietra miliare del rock come “The River” di Springsteen.

Un esordio positivo, che lascia intatta la curiosità per un seguito, magari più ‘corposo’.

DOTVIBES, “SHINE A LIGHT” (AUTOPRODOTTO)

Gruppo proveniente dai dintorni di Torino (Biella, Pinerolo), i Dotvibes sono in circolazione dal 2005: da allora, hanno dato alle stampe un primo Ep, “Drop the love Bomb”,nel 2009, tagliando in seguito l’importante traguardo del primo lavoro sulla lunga distanza, “Inside this bubble” (che vedeva la collaborazione, tra gli altri, di Bunna degli Africa Unite e Peter Truffa dei Bluebeaters).

A qualche anno di distanza, la band piemontese torna con una nuova produzione: un Ep (scaricabile gratuitamente dal sito Internet della band: http://www.dotvibes.it) di sei tracce (quattro delle quali inedite) che prosegue il sentiero intrapreso nei precedenti lavori, all’impresa di un suono che, mantenendo le proprie solide radici in Giamaica, cerca di ‘contaminarsi’, aprendosi ad altri generi.

Il quintetto, che nel 2008 ha tra l’altro vinto l’Italian Reggae Contest, organizzato da Rototom Sunsplash, propone una formula che non può non risentire della ‘scuola torinese’, riuscendo però a darle uno stile sufficientemente autonomo: elettronica (tra accenti che sfiorano il dancefloor e più consuete suggestioni dub) e flirt con l’hip hop si alternano o si mescolano, arricchendo la base reggae, offrendo un pugno di brani che, va da sé, definire ‘solari’ ed ‘estivi’ è quasi banale, ma dopotutto in estate siamo e i suoni dei Dotvibes sono più che mai adatti al clima.

L’inglese è la lingua prediletta, ma non si disdegna l’italiano (‘Non mi volto mai’ è l’unico esempio, e finisce per essere uno degli episodi migliori del disco, assieme ad ‘I’m here’, dalle tinte vagamente cyber), affidando i testi alla vocalità femminile di Estelle che, priva di qualsivoglia ammiccamento, finisce per rivelare una sensualità tutta particolare.

Il disco, frutto dell’ormai costante collaborazione con Paolo Baldini degli Africa Unite, è stato anticipato dal singolo Now Think About It, il cui video è stato trasmesso anche da MTV.