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NOBEL 2012: ECONOMIA

Il premio Nobel per l’economia 2012 è stato assegnato ad Alvin E. Roth e LLoyd S. Shapley.

Roth, americano 61enne, è docente ad Harvard, mentre Shapley, 89 anni, anche lui americano, insegna all’University of California. L’accademia reale delle scienze svedesi ha attribuito il premio ai due studiosi «per la teoria delle allocazioni stabili e per le analisi sulla configurazione dei mercati». I due economisti si divideranno un premio di 8 milioni di corone svedesi, poco meno di 1 milione di euro.

Il premio, si legge nelle motivazioni, riguarda un problema economico fondamentale: come abbinare agenti diversi nel miglior modo possibile. Per esempio, continua l’Accademia svedese, gli studenti devono essere abbinati alle scuole e i donatoridi organi con pazienti che hanno bisogno di un trapianto. Tali abbinamenti come possono essere fatti nel modo più efficiente possibile? Quali metodi sono vantaggiosi per quali gruppi? Il premio è un riconoscimento a due studiosi che hanno risoposto a queste domande in un percorso che va dall’astratta teoria alla pratica configurazione delle istituzioni di mercato.

Roth è conosciuto per i suoi contributi nel campo della teoria dei giochi e nell’economia sperimentale. Shapley è un matematico ed economista, considerato l’esponente di punta della teoria dei giochi. Fra i successi della loro ricerca figurano modelli economici per far incontrare domanda e offerta, applicati a casi come la ricerca delle facoltà da parte degli studenti o la disponibilità di organi da trapianto per i pazienti.

FONTE: IL MESSAGGERO

NOBEL 2012: CHIMICA – APPROFONDIMENTO

“Hanno aperto la strada per progettare i farmaci del futuro, molto più precisi nel colpire il loro bersaglio rispetto a quelli attuali: è questo il merito delle ricerche per le quali Robert Lefkowitz e Brian Kobilka hanno avuto il Nobel per la chimica.

“Le ricerche di Lefkowitz hanno avuto un ruolo fondamentale perché hanno permesso di capire il modo in cui gli ormoni si legano ai recettori e come, di conseguenza, vengono regolate le funzioni delle cellule”, osserva Daniela Corda, direttore dell’Istituto di Biochimica delle proteine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “All’inizio degli anni ’80 il mondo era molto piu’ semplice – osserva la ricercatrice – e il merito di Lefkowitz e del suo gruppo è nell’aver compreso quali proteine sono cruciali per veicolare le informazioni dall’esterno all’interno delle cellule”.

Oggi le cose sono molto cambiate, soprattutto dopo che la mappa del genoma umano ha individuato oltre recettori cellulari. “Di questi quelli noti sono meno di 100, tutti gli altri non sono noti e per questo vengono chiamati ‘orfani”, rileva la ricercatrice. “E’ un campo di ricerca importantissimo, che da 40 anni sta dando risultati notevoli”, aggiunge. Basti pensare che a queste ricerche si deve l’arrivo di farmaci come i betabloccanti per curare l’ipertensione. La ricerca, aggiunge, si è affinata ulteriormente con Kobilka, che è stato il primo a studiare la struttura di un recettore. “Questo – rileva – ha permesso di capire come gli ormoni si legano ai recettori e di progettare farmaci più precisi”.
Per Francesca Cutruzzola, del dipartimento di Scienze biochimiche dell’università Sapienza di Roma, a Kobilka va il merito di aver studiato la struttura tridimensionale dei recettori, indispensabile per progettare farmaci adatti a modulare i numerosi processi biologici nei quali i recettori sono coinvolti”. Grazie a queste ricerche, osserva, “in futuro sarà possibile avere farmaci sempre più selettivi”.

Anche per l’esperto di neuroscienze Tullio Pozzan, dell’Accademia dei Lincei, per comprendere l’importanza delle scoperte premiate con il Nobel basti pensare che “tutto l’organismo funziona in base a questi recettori: basti pensare che lo stesso meccanismo del parto è scatenato dall’attivazione di recettori”. Quelle ricerche, aggiunge, “permettono alla farmacologia di sviluppare nuovi farmaci più specifici, più selettivi e con minori effetti collaterali. Già oggi sui recettori si basano numerosi farmaci, ad esempio per l’ipertensione, le emicranie, le aritmie cardiache, alcune patologie ormonali e il Parkinson”.

(FONTE: ANSA)

NOBEL 2012: CHIMICA

premio Nobel per la chimica 2012 è stato assegnato a Robert Lefkowitz e Nrian Kobilka. I due scienziati statunitensi sono stati premiati per gli studi condotti sui sensori (recettori) che si trovano sulla superficie delle cellule e che le aiutano ad adattarsi all’ambiente esterno.

In particolare i due ricercatori hanno ricostruito la mappa completa dei recettori delle proteine G, che aiutano le cellule a reagire a stimoli importanti come la luce, gli odori, i sapori, e a sostanze che regolano l’umore, come la serotonina, e ad altre come adrenalina e dopamina.

Lefkowitz, 69 anni, è nato nel 1943 a New York e attualmente insegna nella Duke University, KobilKa, 57 anni, è nato nel 1955 a Little Falls e insegna fisiologia cellulare nell’università di Stanford.

Nei giorni scorsi sono stati resi noti i nomi dei vincitori anche del Nobel per la medicina, andato al britannico John Gurdon e al giapponese Shinya Yamanaka per i loro studi sulle cellule staminali, e per la fisica, andato al francese Serge Haroche e l’americano David Wineland per i loro lavori sui “metodi sperimentali innovativi per la misurazione e la manipolazione di singoli sistemi quantistici”.

FONTE: TGCOM24

NOBEL 2012: FISICA – APPROFONDIMENTO

(AGI) – Roma, 9 ott. – “Il premio Nobel per la fisica di quest’anno e’ andato a due scienziati che sono riusciti a isolare e ‘mettere sotto il microscopio’ delle singole particelle quantistiche”. E’ il commento di Ezio Puppin, presidente consorzio interuniversitario scienze della materia, sui nuovi Nobel per la Fisica, David J. Wineland e Serge Haroche. “Il mondo che ci circonda e’ fatto di oggetti che si comportano in base a leggi che per noi e’ facile comprendere – ha spiegato Puppin – visto che siamo anche noi parte di questo stesso mondo. Questi oggetti pero’ sono costituiti da un numero enorme di altri oggetti, molto piu’ piccoli, che se presi individualmente si comportano in modo molto diverso, e strano.
Le leggi che regolano il comportamento di questi oggetti sono quelle della meccanica quantistica, formulate per la prima volta negli anni 20 del secolo scorso. Una delle cose piu’ strane e’ che questi oggetti possono essere, contemporaneamente, sia delle particelle (come le palle da biliardo) sia delle onde (come quelle che si propagano sulla superficie del mare). La meccanica quantistica funziona perche’, basandosi su ipotesi tanto bizzarre, riesce a spiegare molto bene tante cose. Fino a poco tempo fa pero’ nessuno era riuscito a prendere un singolo atomo o una singola particella di luce per poterle osservare individualmente, un po’ come fa il biologo quando studia i microbi al microscopio”. “Il premio Nobel per la fisica di quest’anno – ha detto Puppin – e’ proprio andato a due scienziati che sono riusciti a fare questo, cioe’ isolare e ‘mettere sotto il microscopio’ delle singole particelle quantistiche. E, per fortuna, hanno potuto confermare che il comportamento di queste particelle e’ proprio quello strano previsto quasi un secolo fa. Ricerche, le loro, straordinarie sia per la loro importanza sia per la difficolta’ tecnica degli esperimenti compiuti, che aprono pero’ molte interessanti prospettive nel campo dei computer quantistici e delle misure di altissima precisione”.

FONTE: AGI

 

NOBEL 2012: FISICA

Il Premio Nobel 2012 per la Fisica è stato assegnato al francese Serge Haroche e allo statunitense David Wineland per aver aperto “una nuova era” nella fisica quantistica con le loro ricerche sull’interazione tra fisica e materia. I due scienziati sono stati premiati per “i rivoluzionari metodi sperimentali che hanno permesso la misurazione e la manipolazione dei sistemi quantistici individuali”, si legge nella motivazione dell’accademia reale svedese.

FONTE: TGCOM24

NOBEL 2012: MEDICINA (REPRISE)

Riporto qui di seguito l’articolo scritto da MARGHERITA DE BAC per il Corriere della Sera:

“Un giorno il tutore della scuola gli disse: «John sai cosa ti consiglio? Lascia perdere la biologia. Non è roba per te». Il ragazzo aveva 15 anni e, già allora, una tenacia di ferro. Anziché arrendersi e cambiare materia non si scoraggiò perchè la scienza gli piaceva davvero tanto. La sua perseveranza, unita a curiosità e intuito, hanno sconfessato completamente le previsioni dell’insegnante. Il britannico John Gurdon, classe 1933, assieme al giapponese Shinya Yamanaka, 50 anni, ha vinto il premio Nobel per la medicina e la fisiologia grazie a ricerche rivoluzionarie. In epoche diverse hanno dimostrato, che le staminali adulte, già diventate tessuti, possono tornare indietro e recuperare le capacità di totipotenza delle cosiddette staminali bambine dell’embrione. Dunque specializzarsi a loro volta e diventare cellule cardiache, renali, cerebrali ed essere utilizzate per terapie salvavita. Riparare tessuti degenerati e costruire farmaci contro malattie che attualmente non hanno soluzione. Gurdon è stato il precursone di queste scoperte. Nel 1962, l’anno in cui nacque il più popolare Yamanaka, dimostrò che la riprogrammazione era possibile, se a certe condizioni, con esperimenti sugli anfibi. Riuscì a far nascere un girino dopo aver inserito il nucleo di una cellula dell’intestino di una rana in un’altra cellula svuotata a sua volta del Dna. Era la prova che il destino delle staminali adulte non è segnato: contengono tutte le informazioni necessarie per costruire un nuovo individuo. Proseguire il cammino toccò al collega giapponese, un chirurgo ortopedico conquistato dal fascino della vita in laboratorio. Dimostrò nel 2006 che la reversibilità è possibile anche nell’uomo.

STAMINALI «ETICHE» – Mise a punto le cosiddette cellule riprogrammate Ips. In pratica erano nate le staminali «etiche», un indirizzo condiviso dai cattolici che non ammettono l’impiego dell’embrione come materia di esperimenti. Giulio Cossu, vicepresidente dell’Associazione Luca Coscioni (domenica a Milano concluso il congresso nazionale), professore di medicina rigenerativa a Londra, è certo che le Ips siano il futuro, non solo perchè rasserenano le coscienze: «Hanno dei vantaggi rispetto alle embrionali perchè sono autologhe, vengono prese dal malato. Mai come quest’anno i Nobel sono stati assegnati con trasparenza e rispetto del merito». Vinse il premio dello svedese Karolinska Institute anche Martin Evans, lo scopritore delle staminali embrionali. Per completare la «cordata» non manca che Ian Wilmut, lo scozzese padre della pecora Dolly, il primo mammifero clonato nel 1997, un coraggioso biologo della riproduzione, oggi pensionato. All’annuncio del premio, la cerimonia di consegna a Stoccolma l’8 dicembre, Yamanaka ha ringraziato il Giappone: «Ero un oscuro ricercatore, senza il sostegno del mio Paese non avrei ottenuto questo risultato meraviglioso, mi sento investito di una responsabilità immensa, portare le mie scoperte al letto dei pazienti», ha espresso la sua gioia in una conferenza stampa a Kioto, dove lavora. «La mia soddisfazione più grande? Vedere come la mia ricerca di base abbia avuto sviluppi utili per la salute umana, non mi aspettavo questo riconoscimento», l’ha accolto Gurdon, oggi in attività a Cambridge. Entusiasta alla notizia Elena Cattaneo, direttore del laboratorio di biologia delle cellule staminali all’università di Milano: «Fenomenale. La scoperta di Yamanaka ha fatto riscrivere i libri di biologia». Festeggia Giuseppe Novelli, genetista dell’università di Tor Vergata e ricorre a un’immagine semplice per spiegare la rivoluzione: «Sono riusciti a rimettere indietro l’orologio della biologia. Quando le cellule si specializzano, abbigliano il loro Dna in modo diverso. Ma è possibile spogliarle e farle tornare bambine, immature».

FONTE: CORRIERE.IT

NOBEL 2012: MEDICINA

Come d’abitudine anche nel mio vecchio blog su Splinder, anche qui su WP riporto le notizie riguardanti l’assegnazione dei Nobel. Oggi  è stata la volta della Medicina:

“Il premio Nobel per la Medicina e’ stato assegnato al giapponese Shinya Yamanaka e al britannico John Gurdon. Secondo il Comitato i due medici hanno rivoluzionato ”la comprensione dello sviluppo delle cellule staminali”.

I due specialisti sono stati premiati per le ricerche che hanno consentito di scoprire che ”le cellule mature possono essere riprogrammate per diventare pluripotenti” ovvero non piu’ differenziate per un particolare tipo di tessuto.

”Con la riprogrammazione delle cellule umane gli scienziati hanno creato nuove opportunita’ di studio delle malattie e di sviluppo dei metodi per la diagnosi e la terapia”, ha dichiarato il Comitato.

Gurdon e Yamanaka, che saranno premiati in una cerimonia ufficiale il prossimo 10 dicembre in occasione dell’anniversario della morte del fondatore Alfred Nobel, nel 1896, sono oggi incaricati rispettivamente all’Istituto Gurdon di Cambridge e all’Universita’ di Kyoto, in Giappone.

A causa della crisi economica la Fondazione Nobel ha ridotto di recente la somma premio di 10 milioni di corone svedese attribuita individualmente dal 2001, a 8 milioni di corone (circa 930 mila euro).

Lo scorso anno erano stati l’americano Bruce Beutler, il lussemburghese Jules Hoffmann e il canadese Ralph Steinman ad ottenere l’onoreficenza per il loro lavoro pionieristico sul sistema immunitario.”

(FONTE: ASCA)