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SORRISETTI DI CONDISCENDENZA

Le categorie di persone che non sopporto sono svariate: in realtà considero più o meno da buttare il 90 per cento del genere umano, e comunque c’è una buona parte della popolazione mondiale che se fosse obliterata libererebbe spazio… non è detto che io ne faccia parte o no: fosse per me ovviamente mi salverei, ma non credo stia a me decidere. Vabbé, nichilismo a parte… tra le varie tipologie di persone che ritengo abbastanza insopportabili c’è quella del ‘sorrisetto di condiscendenza’… sono tutte quelle persone che, davanti ad un interlocutore che la pensi diversamente da loro, assumono l’atteggiamento della maestrina con lo scolaro scemo: lo guardano e sfoggiano il sorrisetto di condiscendenza – e di malcelata compassione – di chi, in possesso della verità assoluta, guarda all’altro come un povero idiota che non sa quello che dice… il classico atteggiamento di superiorità spocchiosa di chi preferisce atteggiarsi a detentore delle massime verità sulla vita, l’universo e tutto quanto di fronte ad poveri minus habens, privi di una qualsiasi capacità di discernimento. Ovviamente tale atteggiamento nasconde la mancanza di volontà di confrontarsi, forse per paura di vedere le proprie posizioni, spacciate come dogmi, miseramente sbugiardate.

Ora, fateci caso: il sorrisetto di condiscendenza è espressione largamente diffusa tra le ‘giovani donne rampanti del PD’:  Alessandra Moretti, Pina Picierno, Alessia Mosca, sembrano fatte con lo stampino; tutte uguali, tutte con lo stesso atteggiamento, magari con qualche differenza caratteriale: Picierno ha dei modi più sguaiati, tipici della classica ‘espansività’ meridionale, mentre Alessandra Moretti potrebbe essere la maestra di una scuola di suore del nordest, ed Alessia Mosca ha l’atteggiamento un filo più algido, tipico della ‘proverbiale’ concretezza lombarda… ma alla fine, sembrano uscite tutte dalla stessa scuola, le reazioni finiscono per essere le stesse: gli manca il ditino alzato, che per fortuna ci risparmiano, ma la conclusione è sempre la solita: messe alle strette, ecco che s’innalzano sul piedistallo e sfoderano il sorrisino con cui mettere a tacere l’uditorio scemo di fronte cui, povere malcapitate detentrici della verità assoluta, sono state  messe di fronte.

Avessero ragione, l’atteggiamento sarebbe comunque sbagliato ed irritante, ma poi ad ascoltarle ci si rende che manco quello che dicono rappresenta poi la verità che il loro atteggiamento sembrerebbe sottintendere: insomma, ho sentito Alessandra Moretti a Ballarò citare la Metro C trai risultati delle giunte di sinistra a Roma… ecco, non vorrei dire niente, ma la Metro C a Roma è ben lungi dall’essere conclusa, e chissà se lo sarà mai… almeno, informarsi prima di parlare… però poi che vuoi che sia, tanto alle brutte c’è sempre il sorrisetto di condiscendenza pronto all’uso: qualsiasi cosa io dica, è la verità, e se tu la pensi diversamente sei un poveretto che non sai quello che pensi…

CAMPIONATI MONDIALI DI ATLETICA: BILANCIO ITALIANO

…che poi per certi versi uno sarebbe tentato di dire: lasciamo perdere, e invece… invece ci ritroviamo qui a fare sempre le stesse considerazioni… riflettevo qualche attimo fa che il fatto che io alla fine non sia poi manco tanto insoddisfatto denota una certa assuefazione allo stato, decisamente poco salutare, dell’atletica italiana. I Mondiali di Mosca si sono conclusi con la  ‘solita’ medaglia che quanto meno non ci fa tornare a casa a mani vuote, e meno male che il secondo posto di Valeria Straneo nella Maratona era anche poco pronosticato, ci ha regalato una bella gioia… Il punto è che ‘il resto del mondo’ va avanti, mentre l’Italia sembra non riuscire a trovare una sua ‘strada’: certo, non tutto è da buttare: Elisa Rigaudo ha ottenuto l’ennesimo ottimo piazzamento, a salvare il settore marcia, alle prese con la inevitabile transizione del ‘dopo Alex Schwazer’; i velocisti – specie in staffetta – hanno fatto vedere qualcosa di nuovo, il punto è che nelle gare veloci davvero gareggia tutto il mondo e riuscire a competere ad alti livelli non è facile; discorso diverso per i salti: c’era la grande attesa per il triplo, ma qualcosa non ha funzionato se  Donato e  Di Gregorio, entrambi atleti in grado di gareggiare per le medaglie, non sono riusciti ad andare in finale, per scarsa condizione od infortuni improvvisi; il terzo, Schembri, ha discretamente ben figurato arrivando ottavo in finale. Alessia Trost nell’altro è una grande promessa, ma non si poteva certo chiedere a lei di ‘salvare la baracca’ alla prima manifestazione importante; così come nulla c’era da pretendere dal martellista Vizzoni, che a quasi 40 anni ha onorato la sua ennesima partecipazione accedendo alla finale. Il resto, poco o nulla: le prove multiple in Italia sembra che manco si sappia cosa siano; i lanci, non pervenuti; il mezzofondo sembra una tradizione sempre più lontana nel tempo, nei 10.000 e nei 5.000 ci limitiamo a qualche comparsata.  Il problema è che abbiamo accumulato un ritardo enorme, e colmarlo è molto complicato: se si guarda il medagliere di Mosca, ci si accorge che non è più come una volta, non ci sono più Stati Uniti e Russia: c’è ovviamente la Giamaica, di Bolt e non solo, ci sono il Kenia, l’Etiopia, la solita Germania, ma anche la Gran Bretagna, che grazie alle Olimpiadi si è ‘riorganizzata’, e poi il mare degli ‘altri’… ecco, l’Italia dovrebbe almeno cercare di distaccarsi da questi ‘altri’: nessuno chiede medaglie a raffica, ma di cercare di arrivare a quelle tre, quattro, cinque medaglie che possano farci dire di non essere una Nazione di retroguardia nell’atletica mondiale, come al momento, bisogna ammettere, siamo. Soprattutto, riuscire a portare almeno un nostro atleta ad essere ‘il migliore del mondo’, cosa che non succede dalla vittoria di Gibilisco nel salto con l’asta, ormai dieci anni fa. L’impresa è molto complicata, ma non impossibile: c’è da lavorare, c’è da curare quei pochi talenti che abbiamo e cercare di rilanciare le discipline ‘storiche’ (marcia e maratona in primis) così da  poter ottenere qualche soddisfazione in più. L’anno prossimo ci saranno gli Europei, vedremo se almeno gareggiando solo coi ‘concorrenti continentali’ riusciremo a toglierci qualche soddisfazione in più…