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TORAKIKI, “AVESOME” (SYMBIOTIC CUBE)

A un annetto di distanza dall’uscita dell’Ep Mondial Frigor, torna Torakiki (e, si, il nome deriva proprio dal gatto che faceva da comprimario nei fumetti e nei cartoni di Spank, per intenderci quello che qui da noi era doppiato con uno spiccato accento tedesco), creatura nata dalla collaborazione di Alessandro Rizzato, Giacomo Giunchedi e Kevin Perrino, coadiuvati in questo caso da Roberto Rettura (registrazione), Matilde Davoli (mastering) e Justin Bennett (mix).

Elettronica a cavallo tra sperimentalismo e capacità di coinvolgere e far muovere l’ascoltatore, tra ascendenze eighties (con qualche scoria post punk) e suggestioni contemporanee (vedi alla voce: Aphex Twin); rarefazioni ambient e ritmi dancefloor; il battito incessante del basso che dona calore e a tratti un pizzico di emotività a synth e tastiere che si muovono costantemente ai confini di territori algidi. Sette brani, trai quali si distinguono gli episodi in cui l’intervento vocale contribuisce in termini di struttura e colore emotivo, grazie alle suadenti interpretazioni di Ilaria Ippolito e Giulia Olivari.

I Torakiki superano abbastanza agevolmente la prova del primo lavoro sulla distanza medio – lunga (poco più di mezz’ora la durata complessiva del disco, il cui titolo è una storpiatura voluta dell’inglese Awesome, ‘meraviglioso’ che peraltro è anche il nome del gatto del tecnico del suono Justin Bennett, coi Torakiki sempre di gatti si finisce per parlare…), pur lasciando a tratti l’impressione di avere troppe idee e spunti a disposizione non sviluppati fino in fondo, in un lavoro che a tratti a pare un po’ ‘slegato’ tra un brano e l’altro; forse darsi più tempo su un disco di maggiore durata avrebbe maggiormente giovato alla causa.

TORAKIKI, “MONDIAL FRIGOR” EP (AUTOPRODOTTO)

Tre brani, poco più di un biglietto di presentazione, per questo trio di stanza a Bologna, ma i cui membri provengono tutti dal centro-sud Italia.

Un così esiguo numero di pezzi a disposizione non permette certo di farsi un’idea compiuta della proposta del gruppo e delle sue potenzialità: procedere per impressioni diventa allora più o meno una necessità.

Allora basterà limitarsi a sottolineare come il gruppo affondi le proprie radici negli anni ’80, con un brano di apertura dalle connotazioni fortemente new wave, per poi passare nei brani successivi a dilatare progressivamente i propri suoni, connotandoli di forti sapori ambient.

Ad ascoltare questi tre pezzi, l’impressione è comunque discretamente positiva: i Torakiki (a qualcuno il nome non risulterà nuovo: è infatti ispirato all’omonimo gatto del cartone Hello Spank, quello doppiato con l’accento tedesco, per intenderci) insomma sembrano pronti per cimentarsi sulla lunga distanza, mostrando tutto il contenuto del proprio ‘Mondial Frigor’, titolo scelto come metafora del catalogo di sogni, aspirazioni, forze e debolezze che ognuno racchiude dentro di sé.