Posts Tagged ‘Miriam in Siberia’

LA PLAYLIST DELL’ANNO

I venti dischi che più mi hanno colpito tra quelli ascoltati e recensiti sul blog nel corso del 2014.

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO    I DIARI MISERABILI DI GEREMIA HOGAN
SALUTI DA SATURNO  DANCING POLONIA
IL MERCATO NERO     SOCIETA’ DRASTICA
EUA     TANTO VALEVA VIVER COME BRUTI
FRANCOBEAT              RADICI
TOMMASO TANZINI     PIENA
IO E LA TIGRE              IO E LA TIGRE
THE GENTLEMEN’S AGREEMENT    APOCALYPSE TOWN
THREE LAKES & THE FLATLAND      WAR TALES
SHIVA BAKTA         THIRD
MEZZAFEMMINA   UN GIORNO DA LEONE
CECCO E CIPO      LO GNOMO E LO GNU
LETTERA 22           LE NOSTRE DOMENICHE
MARIAN TRAPASSI   BELLAVITA
MIRIAM IN SIBERIA   FAILING
ES             SOTTILE E’ IL CUORE ENTUSIASTA – DAI TREMITI ALLE STELLE
PUNKILLONIS    ECLISSI
WORLD SERVICE PROJECT    FIRE IN A PET SHOP
ANTONIO FIRMANI & THE 4TH ROWS    WE SAY GOODBYE, WE ALWAYS STAY
CLAUDIA CESTONI    LA CASA DI CLAUDIA

LA PLAYLIST DI DICEMBRE

In attesa della classifica annuale, l’ultima playlist dell’anno…
A2                      MonoLogue
Dorothy                 Torakiki
Raise Your Hands        Miriam in Siberia
I giorni che non c’eri  Lettera 22
Verità                  Mulholland Drive
Sono Fragile            Rocio Rico Romero
The Mist                The Child Of A Creek
La Ruota                Cumbo
Io & Te                 Riva
Il mondo che avanza     Eugenio In Via Di Gioia
Madre                   Tommaso Tanzini
Ti prometto che         Claudia Cestoni
Caprilli                Quintetto Architorti

MIRIAM IN SIBERIA, “FAILING” (AUTOPRODOTTO)

I Miriam In Siberia nascono in quel di Aversa nella prima metà degli anni ’00: da allora, un Ep e due lavori sulla lunga distanza ne hanno scandito la biografia sonora, cui si aggiunge ora un terzo capitolo, che prosegue nel solco delle sonorità ‘pesanti’ che già caratterizzavano il precedente lavoro e che segna in parte una svolta stilistica, essendo il primo lavoro interamente cantato in inglese.
Il quartetto campano confeziona un disco che fa della saturazione sonora la sua principale caratteristica: un lavoro che risale alle radici ‘seventies’ dello stoner, con chitarre dalla grana sabbathiana cui si aggiunge sullo sfondo l’onnipresenza di synth dal sapore psichedelico, mentre la sessione ritmica procede con passo da pachiderma.
Lungo i cinque pezzi presenti, i Miriam In Siberia mostrano di trovarsi a proprio agio sia con atmosfere rarefatte che con momenti di più dinamico furore sonoro, all’insegna di una formula musicale capace di guardare anche alle esperienze più attuali di band come Black Mountain od Oneida.
Il risultato è un disco a tratti trascinante, magari con qualche lieve calo di tensione, ma che nel complesso riesce a mantenere vivo l’interesse dell’ascoltatore; una band da scoprire, già sulla strada per la piena maturità, ma che dà l’idea di avere ancora potenzialità da sviluppare.