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IN CHE MANI SIAMO

A me la notizia delle dimissioni dei Ministri PDL è arrivata ieri, mentre ero a cena con gli amici (dopo aver visto Sacro GRA: grandissimo, ne parlerò prossimamente) … Non tale da rovinarmi la serata, ma da incupirmi in parte l’umore si…  mio padre l’altro giorno guardando un servizio al Tg notava come, nelle immagini i politici di qualunque schieramento, pur nella gravità della situazione, ridessero più o meno tutti. Il problema italiano in fondo è tutto qui: una classe politica (e forse, una classe dirigente più largamente intesa, a partire dai sindacalisti, per arrivare ai grandi industriali) che di fronte alla gravità della situazione magna e sghignazza alle spallacce nostre… tanto a loro in fin dei conti non gliene frega un ca**o, le tasche e la panza piena grazie a stipendi faraonici e pensioni d’oro…

Che il Governo Napolitano – Letta – Alfano fosse ostaggio di ‘quell’altro’ è stato chiaro fin dall’inizio: in sei mesi di Governo, per rimanere solo al dato fondamentale, il tasso d’interesse sul debito pubblico si è mosso poco o nulla, segno della sostanziale incapacità del Governo di prendere provvedimenti seri. Quello che è peggio, è che ‘quell’altro’  è riuscito a far approvare in lungo e in largo la sua linea politica, basta guardare alla sola questione dell’IMU; gli altri, a cominciare dal PD, hanno fatto la figura dei cani che abbaiano, ma che poi con un adeguato scappellotto, li metti a cuccia… Peraltro poi, qua non ci sono né IMU né IVA che tengono: ricordo a tutti che un solo 0,50 per cento di tasso in più sul debito comporta un aggravio di circa 10 miliardi euro per il bilancio dello Stato… se invece di perdersi in ciance, o di buttare improbabili ‘decreti del fare’, il signor Letta avesse operato per ridurre il tasso di uno 0,50 – 1 per cento, si sarebbero liberate risorse per una ventina di miliardi: a quel punto, altro che IMU, IVA e via dicendo; ma questo non è successo, e il risultato è che nei prossimi giorni il tasso su debito arriverà probabilmente al 5 – 6 per cento, buttando alle ortiche i famosi ‘sacrifici’… col risultato che l’anno prossimo le tasse verranno ulteriormente aumentate.

Questo è ciò che comportano, nell’immediato, le dimissioni dei Ministri del PDL… peggio loro di ‘quell’altro’; perché insomma, se uno dice ‘buttati a mare’, e tu ti ci butti, la colpa è tua. Così come, ancora una volta, innegabili sono le responsabilità gravi e prioritarie del PD: il PD che ha avallato in fretta e furia la rielezione di Napolitano; il PD che ha avallato il Governo Letta – Alfano, quindi un Governo a guida Democrazia Cristiana, che di sinistra non ha mai avuto un ca**o; il PD che non è riuscito a ottenere mezzo provvedimento, finendo per avallare tutti i ‘desiderata’ del PDL, come una brava muta di cagnolini al servizio del loro padrone.  Ribadisco: il PD Berlusconi lo ama, lo vuole e gli serve, perché così mantiene in vita il ‘nemico’ contro cui ragliare, nascondendo la sua abissale vuotezza di idee; e comunque il PD non ha potuto certo pensare al Governo, impegnato come è stato nell’ennesima ‘resa dei conti’ interna: del resto un partito che sceglie Epifani come segretario, si candida automaticamente alla totale ininfluenza.

Cosa succederà adesso? Due le strade; la prima: il PDL chiede la riforma della giustizia per andare avanti, viene approvato un provvedimento di amnistia o indulto (ieri Napolitano l’ha già invocato), viene salvata la situazione di ‘quell’altro’, le dimissioni rientrano, il Governo va avanti. La seconda non la spiego nemmeno, perché includerebbe la bancarotta totale dell’Italia e forse la guerra civile… Resta il fatto che l’attuale classe politica sta facendo giochini di potere e di poltrone alle spalle nostre… e noi qui, come co***oni, ad andargli appresso. L’unico aspetto positivo della faccenda è che il MoVimento Cinque Stelle in questo modo tornerà a rafforzarsi, unica forza politica a proporre un sostanziale cambiamento.