Posts Tagged ‘Milan’

R.I.P. CARLO PETRINI (1948 – 2012)

Poi vai a dire che è tutta una coincidenza, che il ‘fato’ non esiste, etc… Proprio nei giorni in cui la morte di Morosini, arrivata a poche settimane da quella di Bovolenta (e in contemporanea con quella della pallavolista Veronica Gomez), fa tornare alla ribalta la riflessione sui limiti dello sport, su quanto a fondo sia giusto spingere il motore della macchina umana per raggiungere dei risultati, con il corollario del ‘convitato (più o meno) di pietra’, ossia il tema del doping, ecco che se ne va Carlo Petrini. Come molti sapranno, Petrini, ex calciatore di Milan, Torino, Roma e Bologna tra le altre, venne implicato nel primo grande scandalo del calcio scommesse a inizio anni ’80; vent’anni dopo, già malato, ha scritto un libro, “Nel fango del dio pallone” che credo non dovrebbe mancare nella libreria di nessun appassionato di sport, e non solo. Anzi, se consideriamo l’importanza del calcio in Italia (dio pallone non è certo una definizione casuale), probabilmente quello di Petrini è uno dei libri più importanti usciti in Italia negli ultimi 50 anni. Un libro talmente scomodo, perché scritto non da un ‘esterno’, ma da uno che certe cose le visse in prima persona, assumendo nel contempo il valore di un’autentica confessione, da venire pubblicato solo da quella benemerita editrice che è la Kaos Edizioni. Naturalmente il libro suscitò polemiche e col tempo è diventato una sorta di ‘testo maledetto’, che si tira in ballo nelle discussioni sul doping, ma che si cita sempre malvolentieri… In quelle pagine, Petrini descriveva le situazioni grottesche e surreali nei quali si venivano a trovare i giocatori della sua generazioni, costretti a ingurgitare e a ‘spararsi’ di tutto pur di mantenere alte le proprie prestazioni, con buona pace di ogni etica e tutela della salute dei calciatori, all’epoca ancora piuttosto ingenui (oggi le cose sono diverse e se un giocatore prende qualcosa, sa benissimo se quel qualcosa è legale o meno). Oltre a questo, Petrini portò alla luce del sole il verminaio del calcio scommesse, raccontando da ‘interno’ i ‘patti’ alle spalle di certi risultati (altro tema tornato alla ribalta negli ultimi mesi, il mondo cambia poco). Petrini è morto per un tumore, dopo essere diventato semicieco: a quanto pare, tutte conseguenze legate in maniera minore o maggiore a quanto assunto quand’era calciatore. Il mondo del calcio di fronte alle sue dichiarazioni ha reagito nel modo più subdolo: non potendo contestare, l’ha praticamente ostracizzato; vi chiedo: quante volte avete visto Petrini alla Domenica Sportiva? Lascio a voi la risposta… Anzi, per come è stato trattato, è già un risultato che qualcuno quando si ricorda il suo nome si ricordi di chi era… Ovviamente, chi dice che “il re è nudo” invece di essere ascoltato deve essere condannato all’esilio…

UN CAMPIONATO MEDIOCRE

E’ un campionato strano, quello in corso, il cui unico filo conduttore sembra essere quello della mediocrità; fatti due conti, la Spagna porta due semifinaliste in Champion’s e tre in Europa League, la Germania una semifinalista in Champion’s, dopo aver portato due squadre nei quarti di Europa League; anche l’Inghilterra (una semifinalista in Champion’s) e il Portogallo (una in Europa League), fanno meglio di noi. Eppure parliamo del Milan come una squadra di fenomeni, cosa che tutto sommato non è, o meglio: di fenomeno ce n’è uno, si chiama Ibrahimovic e senza di lui il Milan chissà dove stava. Se penso che la Roma con tutti i problemi (di impostazione tattica, di giovane età della squadra, di riassetto societario, di infortuni) che ha avuto,  e con risultati più che mai altalenanti, si è ritrovata a  lottare per il terzo posto fino a ieri (e non è detto che non rientri nelle prossime partite), mi dico che si, il campionato italiano è evidentemente mediocre. La partita di ieri non l’ho vita, o meglio: ho visto il primo tempo, e più che altro ascoltato l’inizio del secondo, fino al 4 – 0, andandomi ad occupare d’altro. La Roma ha mostrato una volta una fragilità psicologica disarmante: se si va sotto, specie fuori casa (diverso quando succede sul proprio campo, forse davanti ai propri tifosi scatta qualcosa in più), non si recupera. Ieri però a impressionare negativamente è stato l’atteggiamento fin dai primi minuti: indolente, quasi disinteressato, ben diverso da ciò che ci si potrebbe aspettare da una squadra che vincendo la partita si manterrebbe in piena corsa per il primo posto… Chissà cosa gli gira in testa… Poi vabbè, ti guardi t’intorno (ci si riconsola con l’ajetto, come si dice a Roma) e vedi che ognuno ha le sue: la Roma soffre di sindrome bipolare, l’Inter tira a campare (il ‘fenomeno’ Stramaccioni ha rimediato sei gol in due partite); non parliamo del Napoli, che aveva tutte le carte in regola per lottare per lo scudetto e adesso si trova lì, quasi allo stesso punto della ‘barcollante’ Roma; l’Udinese può essere soddisfatta così, allo stesso modo della Lazio, i cui tifosi incomprensibilmente non sono mai contenti; del Milan ho già parlato, la Juve continua a fare sfracelli: certo Conte è stato bravo, ma non si può non pensare che la concorrenza è poi modesta, e si limita al solo Milan… anzi, al solo Ibrahimovic. Nel frattempo c’è un altro scandalo scommesse in vista, che potrebbe mandare a carte quarantotto tutto quanto, scombinando mezza classifica e rendendo sostanzialmente inutile quanto successo fino ad adesso…

MILAN – ROMA 2 – 1

Campionato, ventinovesima giornata

STEKELENBURG: 7,5 Fino a cinque minuti dalla fine gioca una partita ‘normale’, senza venire preso a pallonate dagli attaccanti avversari, avendo modo di mostrare tutte le sue capacità e salvando il risultato in almeno tre occasioni. Capitola sull’unico grave svarione difensivo.

TADDEI: 6 Il suo principale limite continua a essere la tenuta atletica, ma purtroppo questo è un problema di ‘anagrafe’: fino a quando regge se la cava egregiamente, cala sulla lunga distanza.

HEINZE: 7 Vabbè, ormai nel suo caso il commento è sempre lo stesso: grande partita di sostanza, grinta  e carattere.

KJAER: 5,5 L’insufficienza è forse ingenerosa, perché in fondo gioca la sua miglior partita del 2012 e offre una delle migliori prestazioni in maglia giallorossa; peccato che a cinque minuti dalla fine si lasci scappare Ibrahimovic e faccia la proverbiale ‘frittata’.

ROSI: 6,5 Un’ampia sufficienza, ancora una volta di ‘incoraggiamento’: rispetto alle ultime uscite sembra più deciso, meglio in difesa che in fase offensiva, ma di grossi errori non ne commette.

MARQUINHO: 6,5 Lus Enrique torna a dargli un posto da titolare, e il giocatore lo ripaga con una prestazione più che discreta.

DE ROSSI: 5,5 Per i primi venti minuti si vede poco; cresce sulla distanza, ma poi fa il pasticcio del rigore, e non si riprende più.

GAGO: 6,5 Partita ‘onesta’, senza grandi lampi. Lo sostituisce

LAMELA: Senza voto; troppo tardi per incidere.

OSVALDO: 6,5 Segna il gol dell’illusoria speranza, ci riprova ma senza successo.

TOTTI: 5,5 Partita opaca, senza lampi e rovinata dall’errore in apertura di secondo tempo. Lo sostituisce

BOJAN: 5,5 Quando ha il pallone trai piedi tende a strafare, cercando soluzioni improbabili (non sei Messi) e sciupando palloni altrimenti interessanti.

BORINI: 6 Stavolta si vede poco, ma non gli si può chiedere di portare la croce e cantare; acciaccato viene sostituito da

PJANIC: 7 Entra subito in partita, dando il suo solito grande contributo.

LUIS ENRIQUE: 5 Ormai la Roma sta accumulando un’ampia casistica di sconfitte: stavolta è stato il turno della buona prestazione, buttata alle ortiche da tre errori dei singoli (vedi alle voci Kjaer, De Rossi e Totti), da cui scaturiscono il rigore e il gol di Ibrahimovic e il mancato gol di Totti. Lascia perplessi la scelta di partire con Marquinho anziché Pjanic; la Roma gioca una partita di grande attenzione in difesa (almeno fino al gol del 2 – 1), e in avanti continua ad essere poco pericolosa. Dispiace il voto basso, ma vedere una squadra che, a prescindere da come giochi, perde, è frustrante.