Posts Tagged ‘Mezzafemmina’

LA PLAYLIST DELL’ANNO

I venti dischi che più mi hanno colpito tra quelli ascoltati e recensiti sul blog nel corso del 2014.

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO    I DIARI MISERABILI DI GEREMIA HOGAN
SALUTI DA SATURNO  DANCING POLONIA
IL MERCATO NERO     SOCIETA’ DRASTICA
EUA     TANTO VALEVA VIVER COME BRUTI
FRANCOBEAT              RADICI
TOMMASO TANZINI     PIENA
IO E LA TIGRE              IO E LA TIGRE
THE GENTLEMEN’S AGREEMENT    APOCALYPSE TOWN
THREE LAKES & THE FLATLAND      WAR TALES
SHIVA BAKTA         THIRD
MEZZAFEMMINA   UN GIORNO DA LEONE
CECCO E CIPO      LO GNOMO E LO GNU
LETTERA 22           LE NOSTRE DOMENICHE
MARIAN TRAPASSI   BELLAVITA
MIRIAM IN SIBERIA   FAILING
ES             SOTTILE E’ IL CUORE ENTUSIASTA – DAI TREMITI ALLE STELLE
PUNKILLONIS    ECLISSI
WORLD SERVICE PROJECT    FIRE IN A PET SHOP
ANTONIO FIRMANI & THE 4TH ROWS    WE SAY GOODBYE, WE ALWAYS STAY
CLAUDIA CESTONI    LA CASA DI CLAUDIA

GASPARAZZO, “MO’ MO'” (NEW MODEL LABEL)

I Gasparazzo sono una di quelle ‘belle storie’ del mondo musicale italiano ‘alternativo’: oltre dieci anni di attività, concerti in patria e all’estero, una discografia che giunge ora al sesto capitolo… tutto lontano dai riflettori, dal ‘bel mondo’ delle tv e delle radio, sul quale si sono solo occasionalmente affacciati.

“Mo’ Mo'”, ovvero: qui, ora e subito: fin dal titolo la band emiliana mostra la voglia di non perdere tempo, di andare al sodo, ribadendo il principio nella title – track, un ‘inno alla velocità’ piuttosto inusuale, in tempi in quali si invoca la lentezza, ma una velocità se vogliamo creativa, l’invito ad usare ogni momento a disposizione per esprimere sé stessi. Nove brani: su tutti, svettano ‘Cristo è là’, omaggio alla memoria di Federico Aldrovandi e Rovesciala, inno calcistico antirazzista, più che mai azzeccato ora che ci si avvicina ai Mondiali; il disco si snoda poi tra l’osservazione della realtà, come in ‘Se i posaceneri potessero parlare’, brano in collaborazione con Gianluca Conte – Mezzafemmina e il tratteggio di caratteri: il proverbiale Michelazzo (che mangia, beve e non fa un…) a Centopelle (omaggio ad un personaggio di Collodi), parentesi riflessive (Agro, Mimi ), pezzi che riportano direttamente al proprio vissuto musicale (Impulsi Nudi, Fondaco, La Tromba di Eustachio).

Il quintetto emiliano mescola sapientemente un sonorità genericamente rock a un’adeguata dose di spezie etniche, flirtando qua e là col reggae e sfociando volentieri in territori combat rock per un disco abbastanza ben equilibrato, grazie alla riuscita successione dei brani. Una gruppo da scoprire.

 

LA PLAYLIST DI MAGGIO

Canone in D Minor                         Pachelbel

Fight                                                    Grand Magus

The Secret of Gravity                    Vandemars

KABOOM! Chiude la fabbrica              The Gentlemen’s  Agreeement

Le bugie della domenica              Francesco Cerchiaro

Seventh Floor                                   Godblesscomputers

364 giorni di oblio                          Mezzafemmina

Idiosyncrasy                                    Pertegò

Per noi                                                Cesare Malfatti

Veditore di sogni                           Mangarama

E’finito il caffè                                 Gazebo Penguins

1990                                                   Soviet Soviet

Lonely Women                               Laura Nyro

Utopia                                               Goldfrapp

Lust (Angel)                                     Joe Jackson – Suzanne Vega

 

MEZZAFEMMINA, “UN GIORNO DA LEONE” (CONTRORECORDS / AUDIGLOBE)

Nell’Irpinia a cavallo tra ‘800 e ‘900, il bisnonno di Gianluca Conte si era visto affibbiare il nomignolo di ‘Mezzafemmina’ perché – non sia mai!! – usava aiutare la moglie nelle faccende domestiche… tre generazioni più tardi, quell’appellativo è stato usato come ‘alias’ artistico, in una sorta di rivendicazione delle proprie origini.

Il cammino di Conte-Mezzafemmina, torinese, classe 1982, giunge con “Un giorno da leone” al secondo capitolo sulla lunga distanza, proseguendo la collaborazione avviata nel corso del 2013 con Giorgio Baldi, attuale bassista di Max Gazzé.

Disco all’insegna di un cantautorato dei giorni nostri, pronto a sposarsi ad una certa gamma di soluzioni sonore: da un rock / pop dalle venature indie, scelta predominante, a parentesi rap, passando per la ripresa di un brano della tradizione popolare. Strumentazione ‘canonica’, all’insegna di chitarre elettriche ed acustiche, con piano da una parte e synth ed elettronica assortita a dare un pizzico di profondità e varietà in più.

Dieci brani, che si aprono con una tagliente ironia sulla moda delle ‘giornate’ dedicate a temi che poi ritornano nel dimenticatoio per il resto dell’anno e si chiudono con una riflessione sulla validità della saggezza popolare. Filo conduttore: l’osservazione della realtà, all’insegna di uno sguardo disincantato, talvolta lievemente cinico: l’omologazione delle abitudini e dei gusti, l’alienazione digitale; un ritratto dell’Italia vista dall’estero, come Paese che affossa qualsiasi aspirazione; la vicenda di un giovane che sceglie la strada della criminalità come unica via di ‘riscatto sociale’; a questi, si mescolano brani più intimi, come le riflessioni sui cambiamenti introdotti nel quotidiano da una storia d’amore, o la dedica ad una ragazza sordomuta che esprime tutto con gli occhi, fino alla ballata popolare incentrata sull’ironico destino di una prostituta rimasta incinta.

A leggerla così, “Mezzafemmina”, in quanto a idee e suoni, non offre novità sconvolgenti; eppure, la confezione del disco, all’insegna di sonorità piacevoli ma mai smaccatamente ammiccanti, e la scrittura convincente, lo rendono un disco molto più che apprezzabile.