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NOBEL 2013 – MEDICINA: JAMES ROTHMAN, RANDY W. SCHEKMAN, THOMAS C. SUEDHOF

Ottobre, tempo di Nobel: come il mio solito, riprendo gli annunci delle premiazioni, perché insomma, è il caso ogni tanto di ‘volare alto’, di farsi un’idea su a che punto è arrivata l’umanità, nella scoperta di se stessa e del mondo che la circonda…

Riprendo da LA STAMPA.IT:

“Possono essere considerati gli esploratori delle cellule, i tre vincitori del Nobel per la Medicina 2013. Gli americani James E. Rothman e Randy W. Schekman, premiati insieme al tedesco Thomas C.Suedhof, hanno gettato le basi per studiare in modo nuovo le malattie, partendo cioè dagli errori che avvengono nel cuore delle cellule.

È un campo che è appena agli inizi, ma che secondo alcuni potrebbe avere un grandissimo impatto sulla medicina del futuro, confrontabile perfino a quello che ha avuto la scoperta della struttura a doppia elica del Dna. Così come la chiave per capire molte malattie si nasconde nei geni, nella macchina complessa che fa funzionare le cellule c’è il grimaldello per comprenderne molte altre: da quelle del metabolismo, come il diabete, ad alcune malattie del sistema nervoso, compresa la schizofrenia, fino alla fibrosi cistica.

È un Nobel nel quale c’è anche un pizzico di ricerca italiana, considerando che nella bibliografia delle motivazioni viene citato lo studio coordinato da Cesare Montecucco, dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell’università di Padova. «Per noi le cellule sono come delle cittadelle medioevali, chiuse da una cinta di mura e con un vivacissimo traffico fra esterno e interno», spiega Montecucco. Rothman, Schekman e Sudhof hanno il merito di aver superato le «mura» che proteggono le cellule e di avere osservato da vicino il traffico che trasporta continuamente fuori dalle cellule le molecole utili a tutto l’organismo, `impacchettate´ all’interno di vescicole.

A Schekman va il merito di aver scoperto i “semafori” che regolano il traffico cellulare: sono i geni che producono le proteine che regolano la circolazione delle vescicole w li ha identificati confrontando le cellule di un microrganismo semplicissimo come il lievito. Rothman si è concentrato su un altro aspetto cruciale: il “portone” che lascia uscire dalle cellule le molecole utili all’organismo. Ha scoperto cioè l’insieme di proteine che permette alle vescicole di fondersi con la membrana cellulare e di rilasciare all’esterno il loro contenuto in modo corretto. Sudhof si è occupato del `software´ che regola i semafori, assicurando che tutte le merci siano trasportate al posto giusto nel momento giusto. Il suo punto di partenza è stato lo studio dei segnali trasmessi da una cellula all’altra grazie al trasporto degli ioni di calcio.

Rothman, Schekman e Suedhof sono arrivati alle loro scoperte in modo indipendente e insieme hanno gettato le basi per comprendere il meccanismo complesso che permette all’organismo di funzionare agendo dall’interno di ognuna dei miliardi di cellule che lo costituiscono. È la strada per riuscire a considerare da un punto di vista completamente nuovo malattie molto comuni, come il diabete, e per gettare le basi per future generazioni di farmaci.”

NOBEL 2012: MEDICINA (REPRISE)

Riporto qui di seguito l’articolo scritto da MARGHERITA DE BAC per il Corriere della Sera:

“Un giorno il tutore della scuola gli disse: «John sai cosa ti consiglio? Lascia perdere la biologia. Non è roba per te». Il ragazzo aveva 15 anni e, già allora, una tenacia di ferro. Anziché arrendersi e cambiare materia non si scoraggiò perchè la scienza gli piaceva davvero tanto. La sua perseveranza, unita a curiosità e intuito, hanno sconfessato completamente le previsioni dell’insegnante. Il britannico John Gurdon, classe 1933, assieme al giapponese Shinya Yamanaka, 50 anni, ha vinto il premio Nobel per la medicina e la fisiologia grazie a ricerche rivoluzionarie. In epoche diverse hanno dimostrato, che le staminali adulte, già diventate tessuti, possono tornare indietro e recuperare le capacità di totipotenza delle cosiddette staminali bambine dell’embrione. Dunque specializzarsi a loro volta e diventare cellule cardiache, renali, cerebrali ed essere utilizzate per terapie salvavita. Riparare tessuti degenerati e costruire farmaci contro malattie che attualmente non hanno soluzione. Gurdon è stato il precursone di queste scoperte. Nel 1962, l’anno in cui nacque il più popolare Yamanaka, dimostrò che la riprogrammazione era possibile, se a certe condizioni, con esperimenti sugli anfibi. Riuscì a far nascere un girino dopo aver inserito il nucleo di una cellula dell’intestino di una rana in un’altra cellula svuotata a sua volta del Dna. Era la prova che il destino delle staminali adulte non è segnato: contengono tutte le informazioni necessarie per costruire un nuovo individuo. Proseguire il cammino toccò al collega giapponese, un chirurgo ortopedico conquistato dal fascino della vita in laboratorio. Dimostrò nel 2006 che la reversibilità è possibile anche nell’uomo.

STAMINALI «ETICHE» – Mise a punto le cosiddette cellule riprogrammate Ips. In pratica erano nate le staminali «etiche», un indirizzo condiviso dai cattolici che non ammettono l’impiego dell’embrione come materia di esperimenti. Giulio Cossu, vicepresidente dell’Associazione Luca Coscioni (domenica a Milano concluso il congresso nazionale), professore di medicina rigenerativa a Londra, è certo che le Ips siano il futuro, non solo perchè rasserenano le coscienze: «Hanno dei vantaggi rispetto alle embrionali perchè sono autologhe, vengono prese dal malato. Mai come quest’anno i Nobel sono stati assegnati con trasparenza e rispetto del merito». Vinse il premio dello svedese Karolinska Institute anche Martin Evans, lo scopritore delle staminali embrionali. Per completare la «cordata» non manca che Ian Wilmut, lo scozzese padre della pecora Dolly, il primo mammifero clonato nel 1997, un coraggioso biologo della riproduzione, oggi pensionato. All’annuncio del premio, la cerimonia di consegna a Stoccolma l’8 dicembre, Yamanaka ha ringraziato il Giappone: «Ero un oscuro ricercatore, senza il sostegno del mio Paese non avrei ottenuto questo risultato meraviglioso, mi sento investito di una responsabilità immensa, portare le mie scoperte al letto dei pazienti», ha espresso la sua gioia in una conferenza stampa a Kioto, dove lavora. «La mia soddisfazione più grande? Vedere come la mia ricerca di base abbia avuto sviluppi utili per la salute umana, non mi aspettavo questo riconoscimento», l’ha accolto Gurdon, oggi in attività a Cambridge. Entusiasta alla notizia Elena Cattaneo, direttore del laboratorio di biologia delle cellule staminali all’università di Milano: «Fenomenale. La scoperta di Yamanaka ha fatto riscrivere i libri di biologia». Festeggia Giuseppe Novelli, genetista dell’università di Tor Vergata e ricorre a un’immagine semplice per spiegare la rivoluzione: «Sono riusciti a rimettere indietro l’orologio della biologia. Quando le cellule si specializzano, abbigliano il loro Dna in modo diverso. Ma è possibile spogliarle e farle tornare bambine, immature».

FONTE: CORRIERE.IT

NOBEL 2012: MEDICINA

Come d’abitudine anche nel mio vecchio blog su Splinder, anche qui su WP riporto le notizie riguardanti l’assegnazione dei Nobel. Oggi  è stata la volta della Medicina:

“Il premio Nobel per la Medicina e’ stato assegnato al giapponese Shinya Yamanaka e al britannico John Gurdon. Secondo il Comitato i due medici hanno rivoluzionato ”la comprensione dello sviluppo delle cellule staminali”.

I due specialisti sono stati premiati per le ricerche che hanno consentito di scoprire che ”le cellule mature possono essere riprogrammate per diventare pluripotenti” ovvero non piu’ differenziate per un particolare tipo di tessuto.

”Con la riprogrammazione delle cellule umane gli scienziati hanno creato nuove opportunita’ di studio delle malattie e di sviluppo dei metodi per la diagnosi e la terapia”, ha dichiarato il Comitato.

Gurdon e Yamanaka, che saranno premiati in una cerimonia ufficiale il prossimo 10 dicembre in occasione dell’anniversario della morte del fondatore Alfred Nobel, nel 1896, sono oggi incaricati rispettivamente all’Istituto Gurdon di Cambridge e all’Universita’ di Kyoto, in Giappone.

A causa della crisi economica la Fondazione Nobel ha ridotto di recente la somma premio di 10 milioni di corone svedese attribuita individualmente dal 2001, a 8 milioni di corone (circa 930 mila euro).

Lo scorso anno erano stati l’americano Bruce Beutler, il lussemburghese Jules Hoffmann e il canadese Ralph Steinman ad ottenere l’onoreficenza per il loro lavoro pionieristico sul sistema immunitario.”

(FONTE: ASCA)