Posts Tagged ‘Mauro Ermanno Giovanardi’

VASCO BARBIERI, LUCA GUIDI, HYPE ZULU: SINGOLI

Vasco Barbieri, “Love Remains” – Singolo (Maqueta Records / Artist First)

Due vite e qualcosa in più: la vicenda umana di Vasco Barbieri s’interrompe bruscamente a sette anni, con un coma e la necessità di ricominciare tutto da capo; una seconda vita che poi troverà la realizzazione nell’arte, recitata, cantata e suonata.

Oggi, si avvicina il traguardo del primo lavoro solista, preceduto da questo singolo, nato in un periodo di disorientamento e di riflessione sulle ‘cose importanti’, tra cui, prevedibilmente, l’amore.

Un pop cantato in inglese, dominato da ariosità orchestrali, che può ricordare alla lontana tanti più o meno illustri predecessori.

Efficace comunque la scelta di ricorrere a una ricchezza sonora, che porta con sé anche una certa vivacità di toni.

Luca Guidi, “Equatore” – Singolo (Non è mica dischi / Noteum)

Terzo di cinque brani, accompagnati fa altrettanti video, a costituire il primo progetto solista di Luca Guidi, dopo le esperienze coi Betta Blues Society e la collaborazione con Mauro Ermanno Giovanardi.

Guidi non è comunque da solo: lo accompagna, nella parte visuale, Guido Celli e infatti il progetto prende il nome di “Sudoku / I giorni senza”: il primo termine, allegoria dei rapporti amorosi, è il titolo del disco di Guidi, il secondo quello del ‘poema per immagini’ di Celli.

“Equatore” ci canta e suona della ‘mancanza’ alla fine di un rapporto e dei modi, un po’ illusori, per colmarla: atmosfere sospese, affidate all’essenzialità di chitarra e voce.

Il video è girato nella campagna di Fondi, dominata da colori tenui, e interpretato da Jessica Belletti.

Hype Zulu, Come no – Singolo (Maqueta Records / Artist First)

Dal coro delle voci bianche di Santa Cecilia a trap e dintorni: è la parabola di Leoluca Zarfati, romano, classe ’98, che in questo 2020 ha cominciato a fare le cose sul serio, sfornando tre singoli (e riscuotendo un certo riscontro sulle piattaforme digitali, a cominciare da Tik Tok), in attesa di pubblicare il primo lavoro sulla lunga distanza.

Le incertezze tipiche dell’inizio di ogni relazione sentimentale sono il tema di un pezzo che non a caso esce in prossimità dell’estate, classica stagione degli amori che non si sa se dureranno una vita o solo il tempo di una vacanza.

Il clima è insomma ‘leggero ma non troppo’, e Hype Zulu offre una lettura n chiave trap (cercando evadere da certi luoghi comuni del genere), del tipico filone del pop italico estivo.

Se non piace l’autotune, però, c’è poco da fare…

GABEN, “VADO” (VINA RECORDS)

Secondo lavoro da solista per Alessandro Gabini, in arte Gaben, noto alle cronache musicali per le svariate esperienze che lo hanno portato a collaborare con autori del calibro di Mauro Ermanno Giovanardi e Cristina Donà oltre che con la sottovalutata Francesca Lago e, a più riprese, con Violante Placido, tra l’altro autrice di uno degli undici pezzi qui presenti.

I cenni biografici allegati al disco ci parlano di un autore dai trascorsi grunge, noise, punk, hardcore e hi hop… riferimenti che, in minore o maggiore misura, ritroviamo anche in “Vado”, lavoro che si potrebbe definire all’insegna di un cantato rumoristico, giocato su una continua alternanza tra momenti di melodica rilassatezze e improvvise frustate elettriche, lungo il quale si lascia la scena anche a un’elettronica dagli accenti vagamente industriali.

Un cantato che ondeggia costantemente tra noia, disincanto e rabbia (un’attitudine che potrebbe per certi versi ricordare quella di Bugo) all’insegna di una scrittura da minimo quotidiano, con riflessi da flusso di coscienza, pensieri e immagini che si affastellano con risultati vagamente surreali, sul filo del nonsense, affrontando un campionario di temi consueti, tra rapporti personali, relazioni sentimentali, incertezze lavorative, prospettive esistenziali.

Un cantautorato per gli anni ’10, insomma: vagamente ossessivo, velatamente allucinato… reazione plausibile alle ossessione e alla paranoie del quotidiano contemporaneo.