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DISCHI: TOP 20 2018

La mia classifica, trai dishi recensiti nel blog.

 

1) GENOMA, “MOSTRI, PARANOIE E ALTRI ACCADIMENTI”

2) SNOWAPPLE,  “WEXICO”

3) PRISCILLA BEI, “FACCIAMO FINTA CHE SIA ANDATO TUTTO BENE”

4) MEGANOIDI, “DELIRIO EXPERIENCE”

5) SAVANA FUNK, “BRING IN THE NEW”

6) CAPABRO’,  “MUSICANORMALE”

7) MATERIANERA, “ABYSS”

8) ELLEN RIVER, “LOST SOULS”

9) QUADROSONAR, “FUGA SUL PIANETA ROSSO”

10) ARTURA, “DRONE”

11) MARTE, “METROPOLIS IN MY HEAD”

12) SAMUELE GHIDOTTI, “L’INFERNO DOPO LA DOMENICA”

13) FABRICA, “BAR SAYONARA”

14) MONOBJO, “DIANA’S MIRROR”

15) ARCANO 16, “XVI”

16) MARTYR LUCIFER, “GAZING ALL THE FLOCKS”

17) TRUEMANTIC, “TRUEMANTIC”

18) ROPSTEN, “EERIE”

19) ALEA AND THE SIT, “GENERATION”

20) ME, PÉK E BARBA, “VINCANTI”

 

PLAYLIST 2/2018

Consueta periodica selezione di estratti dai dischi recensiti sul blog.

 

Rosemary    Tosches

Sono ancora qui    Chris Agnoletto

Illogica    Fabrica

L’attesa vuol cura    Davide Peron

Mona    Artura

Benighted & Begotten    Martyr Lucifer

Disease in my head    Cube

How I ate my brother    Exspectans Ver

Heart(less)    Fallen

Seikilos   Gli Archimedi

 

MARTYR LUCIFER, “GAZING ALL THE FLOCKS” (SEAHORSE RECORDINGS)

Il nome dell’artefice del progetto dovrebbe già suggerire qualcosa: difficile immaginare che ‘Martyr Lucifer‘ (attivo con questo progetto ormai dal 2011) faccia reggae o indie-pop… siamo, lo si sarà immaginato, dalle parti del (almeno per me) ‘caro, vecchio metallo’, del quale secondo me non ce n’è mai abbastanza…

Martyr Lucifer si colloca in particolare in quel filone dark / gothic che dagli anni ’90 in poi è andato a ‘sciacquare i panni metallici’ nelle acque oscure generate da band come Sisters of Mercy o Fields of The Nephim.

Alfieri del genere furono, tra gli altri, i Paradise Lost e qui il cerchio si chiude, dato che uno dei compagni di strada di Martyr in quest’occasione è il batterista Adrian Erlandsson, già componente di quel gruppo.

Ispirato alla criptozoologia (lo studio degli animali più o meno leggendari), “Gazing all the flocks’ è un disco che ripercorre con efficacia strade già battute, all’insegna di una riuscita alternanza tra parentesi più tirate e momenti più rilassati, improvvise accelerazioni e parentesi di dolcezza, il ricorso frequente al doppio cantato maschile / femminile – a fianco di Lucifer l’ucraina Leìt – atmosfere e suggestioni a cavallo tra letteratura horror e mitologia, con un riferimento alla favola di Leda e del Cigno.

Melodia e ardore sonoro, voci ora decadenti ora angeliche, qualche grido e alcuni ‘ruggiti’; chitarre che puntano a creare un muro sonoro compatto, senza essere eccessivamente monolitiche e anzi a conferire dinamicità; gli immancabili synth e un po’ di elettronica a rafforzare certe impressioni ‘dark’ e vagamente ‘industrial’, la sezione ritmica ad addensare il tutto.

12 pezzi che possono piacere agli appassionati del genere, forse intrigare i più curiosi, forse col solo limite di brani che in qualche occasione si allungano un po’ troppo: il metal è genere dove spesso ci si fa ‘prendere la mano’…