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MA L’ITALIA DOV’È?

L’altro giorno guardavo le immagini di Merkel e Hollande a colloquio con Putin e mi chiedevo: E l’Italia?
Rapidamente, mi sono fatto un’altra domanda: ma ai tempi Renzi non aveva fatto un gran casino per avere la Mogherini ‘a capo della diplomazia europea’? Pensate a queste parole: ‘a capo della diplomazia europea’; poi la grana Ucraina va rapidamente peggiorando, e chi va ad incontrare Putin? Merkel e Hollande, ovvero: Germania e Francia. Non l’Europa. Germania e Francia.
Ora, ripetere l’ennesima pappardella sul fatto che l’Europa quando viene il momento delle ‘decisioni serie’, procede in ordine sparso e bla bla bla, sarebbe noioso e lo sappiamo tutti: è così da sempre e così sarà, chissà per quanto ancora.

Però, pensateci: ai tempi (si era, se non erro, dopo le elezioni europee, alla vigilia del semestre di Presidenza italiana UE), a sentire Renzi sembrava che dare alla Mogherini quell’incarico fosse questione di vita o di morte: in realtà poi molti osservatori già allora fecero notare come forse, anziché pretendere con tanta veemenza un ‘posto’ che – considerando lo stato della diplomazia UE – era poco più che ‘di rappresentanza’, fosse magari il caso di pretendere qualche commissario economico… ma no, Renzi pretendeva quel posto…
Bisogna dare il beneficio del dubbio a chiunque: magari la Mogherini in queste ore è attaccata al telefono escogitando una soluzione diplomatica eccezionale, ma è nei fatti che a incontrare Putin sono la Cancelliera tedesca e il Presidente francese. Non la Rappresentante (termine più che mai indicato: non ‘Ministro degli Esteri UE’, ma ‘Rappresentante’)  della politica estera UE Mogherini, che con tutto il rispetto sta assolvendo alla medesima funzione di tutti i suoi predecessori, ossia rilasciare dichiarazioni ad orolegeria all’insegna delle solite banalità.

Peraltro osserverei come l’Italia in tutta la questione ucraina stia rimediando la solita figuraccia: gran parte degli europei sono più o meno concordi sull’appoggiare l’Ucraina contro quella che a tutti gli effetti è una violazione della sua sovranità, anche fino a valutare la fornitura di armi, l’Italia è contraria… Attenzione, non in virtù di un impeto di ‘pacifismo’: i Ministri degli Esteri e della Difesa non si sono improvvisamente ammantati della bandiera arcobaleno della pace: come tutti possono immaginare, a monte ci sono interessi prettamente economici… la contiguità degli interessi economici italiani e russi non è certo venuta meno con la fine dei soggiorni di Putin nella villa di Berlusconi in Sardegna.

Sta succedendo, su scala molto più ampia, quanto già accaduto con la questione dei Marò, quando l’Italia, avendoli qui, lì rispedì prontamente in India perché c’erano in ballo ben altri interessi… a proposito dei marò: io non sono certo di quelli che dicono ‘liberate i nostri leoni’ e altre simili amenità; non sono di certo eroi, tuttavia sarebbe pure il caso che dopo tre anni si avviasse un processo e si formalizzassero delle accuse… anche in questo caso l’Italia ha accumulato figuracce a ripetizione; e il bello è che in Europa se ne fregano: approvano qualche risoluzione, ma il discorso di fondo è: vedetevela voi, sono affari vostri.

L’Italia è ridotta all’inconsistenza diplomatica internazionale; sinceramente, rimpiango il Ministro Terzi, che forse in quell’accozzaglia di tecnocrati che guidati da Monti ci ha ridotto ai minimi termini era uno dei meno peggio: almeno aveva esperienza diplomatica… attualmente l’Italia affida la propria diplomazia a Mogherini e Gentiloni: la prima, sarà pure una donna brava e intelligente, ma appare completamente priva del carisma necessario: insomma, già il ruolo di capo della diplomazia UE è una incarico più che altro di ‘rappresentanza’, di nome e di fatto; ma poi pensate alla Mogherini e subito dopo alla Merkel e giungete alle vostre conclusioni Gentiloni per carità: uno che nel corso della sua esperienza politica è passato con disinvoltura da un incarico ad un altro: ma mi spiegate che cos’hanno in comune le poltrone di vice Sindaco di Roma, di Ministro delle Comunicazioni e di Ministro degli Esteri? I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Merkel e Hollande parlano con Putin e Obama. Mogherini e Gentiloni rilasciano dichiarazioni. Renzi twitta.

MARO’….NNA, CHE FIGURA DI M***A!!!

Riassunto delle puntate precedenti: due fucilieri (anche detti marò in gergo militare) della marina italiana uccidono due pescatori indiani nel corso di un conflitto a fuoco: i due soldati, in missione anti-pirateria a bordo di una petroliera, avevano scambiato l’avvicinamento del peschereccio per un atto ostile. A quanto pare il tutto è avvenuto in acque internazionali, ma la petroliera è stata costretta dalle autorità indiane a seguirle sul proprio territorio: iprimo, originario e macroscopico errore, frutto evidentemente della mancanza o della poca chiarezza delle procedure da seguire in tale situazione. Le autorità indiane ritengono che i due debbano essere processati lì, quelle italiane che la cosa debba essere semmai risolta per vie internazionali.

La questione è stata strumentalizzata nelle settimane successive dalle autorità indiane a fini di propaganda politica; nel frattempo qui da noi si scatenava il cialtronismo di destra (con tanto di magliette a definire i due soldati ‘eroi’ e ‘leoni’) e di sinistra (c’è mancato solo che qualcuno abbia proposto per loro la pena di morte, in virtù del solito ‘terzomondismo d’accatto’… piccola precisazione: l’India Terzo Mondo non lo è più da parecchio).

Così, tra un pietismo del tutto fuori luogo (i due marò non sono stati certo detenuti nella peggiore prigione indiana, ma in una residenza dotata di tutte le comodità, anche con una certa libertà di movimento: ben diverso il caso di Elisabetta Boncompagni e Tommaso Bruno… se non lo conoscete, cercate in giro, si trova ampio materiale a riguardo) e accuse lanciate più o meno a vanvera, dipingendo i due come sanguinari assassini, si arriva alle feste natalizie, quando i due ottengono il permesso di trascorrere qualche tempo con le loro famiglie a casa, dopodiché tornano in India. Accordo analogo viene concluso in occasione delle elezioni, fatto sta che invece in quest’occasione il Governo italiano decide inopinatamente che i due soldati devono restare a casa e che il contenzioso semmai vada risolto da un tribunale internazionale; l’India s’inca**a, e sostiene giustamente che l’Italia non rispetti i patti. Ieri, il Governo decide di rispedire i due fucilieri in India.

Questa la breve  cronistoria di una colossale figuraccia e di una questione gestita in un modo per il quale l’espressione ‘a cozza di cena’ (inversione di consonanti) appare anche generosa, pensando che al Governo non ci sono i soliti ‘politici di casa nostra’ che in genere a competenza lasciano abbastanza a desiderare, ma dei presunti ‘tecnici’, che invece dovrebbero conoscere la materia a menadito, fin nelle pieghe più riposte. Invece, il nulla: tentennamenti, pressapochismo, incapacità di reggere il confronto con l’India, che in quest’occasione ha mostrato – casomai ce ne fosse stato il bisogno – di essere diventata una potenza geopolitica di dimensioni mondiali (basta pensare al modo timido e titubante in qui la questione è stata affrontata anche livello europeo, senza mai andare oltre mere dichiarazioni di circostanza).

Soprattutto, ed è l’aspetto più grave della vicenda, vi è stata totale e completa in capacità di prendere una decisione e di portarla alle estreme conseguenze: si è più o meno traccheggiato durante tutto il periodo di permanenza dei due soldati  in India, per poi fare improvvisamente la ‘voce grossa’ (approfittando però del fatto che i militari  erano tornati a casa), per poi prontamente fare dietrofront e rispedire i marò in India.

Complimenti, davvero: e questo era il Governo che aveva ‘fatto ritrovare all’Italia il prestigio internazionale’: si, come no, si è visto…

SCUSATE, MA… E I MARO’?

…e i marò? Ve li ricordate, vero? Si, i due soldati italiani al centro di quella intricata vicenda che in India li vede accusati di aver ucciso alcuni pescatori… ve lo ricordate, tutto il casino che venne sollevato riguardo alla vicenda, le manifestazioni, i ‘ridateci i nostri marò’, le magliette con scritto ‘liberate i nostri leoni’, le raccolte di firme, la chiamata al boicottaggio dei prodotti o dei ristoranti indiani… Da qualche tempo, silenzio… Ennesima prova della schizofrenia assoluta dell’informazione, che prima mette certi ‘casi’ in prima pagina e in apertura dei notiziari, li segue per un pò e poi li abbandona, riducendoli a cinque righe o a due parole… I ‘nostri marò’: due – tre mesi fa sembrava questione di vita o di morte, oggi il silenzio totale… Leggo su Internet che a breve comincerà il processo, che qualche prova misteriosamente ‘scompare’: forse questo servirà a far tornare in auge il caso: staremo a vedere, ma il caso è più che mai emblematico, di cosa sia l’informazione oggi…

LO STRANO CASO DEL SEQUESTRO DEI MARO’

La vicenda dei ‘marò’ sequestrati dal Governo indiano sta assumendo tratti abbastanza ‘sinistri’, specie considerando che l’India viene sempre tirata in ballo come esempio ‘virtuoso’ di ‘gigante democratico’ se confrontato alla totalitaria Cina… Poi vai a vedere con la lente d’ingrandimento e ti accorgi che in India la corruzione dilaga (più o meno come dilaga in Cina). Ora, non si è ancora capito bene cosa sia successo da quelle parti: il nodo del contendere è se effettivamente i nostri abbiano sparato ‘a cavolo’ ammazzando due pescatori, o se si tratti invece di due vicende distinte: se i nostri cioè abbiano sparato in aria a dei pirati e non c’entrino nulla con i due pescatori indiani assassinati nella stessa zona.  Quello che appare abbastanza assodato è che l’incidente sia accaduto in acque internazionali e che gli indiani in assoluto spregio di qualsiasi principio di Diritto Internazionale abbiano prelevato i nostri portandoli sul proprio territorio nazionale, prigionieri (non in galera, ma pur sempre privati della libertà): se non siamo al sequestro di persona, poco ci manca… Non solo: di fronte alle nostre rimostranze, gli indiani fanno la voce grossa, affermando che i nostri militari saranno giudicati secondo le loro leggi: molto democratico, complimenti… Che poi sembra che alle spalle ci siano delle squallide vicende di politica interna: insomma, si vogliono dipingere gli italiani come ‘brutti e cattivi’ perché in India l’italiana Sonia Gandhi è la leader di uno dei partiti principali e quindi si vuole strumentalizzare l’anti-italianismo in chiave politica, il che rende tutto più misero, e di nuovo complimenti alla ‘grande democrazia’… A ‘sto punto meglio la Corea del Nord, che è meno ipocrita. Che poi a dirla tutta, quando ho sentito ‘sta notizia la prima cosa a cui ho pensato è che i nostri avevano dovuto per forza fare i ‘Rambo’, solo che sembra che non sia esattamente così… resta il fatto che, e lo dico sotto voce, se si parlasse di soldati / militari / marinai sarebbe forse meglio: il termine ‘marò’ dà l’idea di un qualcosa di ‘distante’, di gergo militare (a me il gergo militare fa venire l’orticaria, è come se usassero un linguaggio tutto loro, come se i militari dovessero per forza un linguaggio ‘in codice’ per distinguersi dagli altri)… Per favore, usate parole comprensibili a tutti… Piccola aggiunta: in tema di militari, la settimana ha fatto segnare tre nuove vittime italiane in Afghanistan: stavolta, niente attentati, i tre sono praticamente affogati nel loro blindato Lince che si è ribaltato… Ora, io non sono un ingegnere, ma secondo me un mezzo nel quale sia possibile morire in questo modo non è poi tanto efficiente… Ma qualcuno dello scorso Governo non si riempiva la bocca un giorno si e l’altro pure coi ‘BLINDADI LINGE’??? E poi si scopre che ci si può morire affogati dentro come in un’utilitaria qualsiasi? MAH….