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WOLVERINE – L’IMMORTALE

L’immortalità è uno degli eterni sogni dell’umanità… tuttavia, ottenerla può trasformarsi in una maledizione, se ciò vuol dire vedere progressivamente scomparire i propri cari; lo sa bene Logan – Wolverine che l’ha imparato a proprie spese nel corso della sua già lunga esistenza e che (dopo i tragici eventi di X-Men: Conflitto finale) ha deciso di ritrarsi a vivere nei boschi, in uno stato semibestiale, tormentato dagli incubi in cui torna a fargli visita il suo perduto amore Jean.

A far tornare Logan alla civiltà sarà una sua vecchia conoscenza, un giapponese divenuto magnate della tecnologia, apparentemente in possesso di una ‘cura’ per l’immortalità del protagonista (che a dirla tutta, immortale non è, essendo ‘solo’ dotato di un fattore di guarigione che permette al suo corpo di ‘autoripararsi’: più che all’immortalità siamo di fronte ad un invecchiamento molto rallentato, ma queste sono forse questioni da nerd che al grande pubblico interessano poco… va peraltro ricordato che ‘L’Immortale’ è una delle classiche incomprensibili aggiunte della distribuzione italiana, il film originariamente s’intitola The Wolverine e basta) , ma che nasconde ben altri fini e che porterà il nostro nel bel mezzo di una lotta per la successione, con tanto di Yakuza e ninja assortiti.

Alla quinta apparizione nei panni del ‘mutante artigliato’ (senza contare il cameo in X-Men: l’inizio) e con la sesta (il prossimo film dedicato agli ‘uomini X’) già in rampa di lancio, Hugh Jackman non sembra per nulla stufo del personaggio che ne ha lanciato la carriera, culminata con la nomination agli Oscar di qualche mese fa. L’attore australiano torna sul luogo del delitto e, forse ancora di più che nel film dedicato alle origini di Wolverine, si assume il compito di portare sulle spalle tutto il peso del prodotto finale: “Wolverine l’immortale”  non offre altro se non due ore di sano divertimento (seppure con una parte centrale con troppi ‘tempi morti’), ma nulla di più. L’assoluta mancanza di pretese è forse il miglior pregio di un film che si svolge all’insegna dei moduli consolidati del genere – l’action movie tout-court ancor più di quello ‘cinesupereroistico’ – senza regalare alcun sussulto, almeno non agli spettatori più smaliziati.

Il maggior difetto del film sta forse nella scelta di  un regista, James Mangold e di sceneggiatori, Mark Bomback e Christopher McQuarrie, che per quanto validi a livello generale, sembrano non aver compreso che i film dedicati ai supereroi sono qualcosa di diverso rispetto ai normali film d’azione; oppure, c’è da temere, è il trend che ormai finisce per identificare i due generi con poco riguardo per le conseguenze… del resto basta pensare al modo, fin troppo ‘libero’, in cui è stato trattato il materiale di riferimento (una bellissima saga firmata da Chris Claremont e Frank Miller), non solo prendendosi delle libertà rispetto alla scansione temporale di certi avvenimenti nella serie originale, ma anche pasticciando (come ormai avviene fin troppo spesso) con le caratteristiche di certi personaggi, che peraltro con la saga originale non c’entravano nulla, ripresi da altre storie di ambientazione nipponica del personaggio.

Un ulteriore campanello d’allarme sull’evoluzione di un ‘sotto-genere’ che, se originariamente era tenuto a un certo rigore nel rispettare storie e protagonisti, dovendo attirare inizialmente soprattutto lo zoccolo duro degli appassionati, col progressivo successo dei vari film dedicati ai supereroi e l’allargamento ad una platea molto più vasta, la maggior parte della quale nulla sa dei ‘trascorsi cartacei’ dei protagonisti, finisce per prendersi fin troppe libertà creative: e il risultato in questo caso è il totale stravolgimento di character come Silver Samurai e Vyper… discorsi da nerd, forse, ma in fondo anche i fumetti in qualità di opere letterarie, esigerebbero forse un maggior rispetto.

Se non altro, Jackman è come al solito efficace, attorniato da un cast in cui i partecipanti, soprattutto le protagoniste femminili, se la cavano abbastanza discretamente, nonostante si siano trovati a partecipare ad un film non indimenticabile.