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I ROMANI SI SONO ROTTI IL C***O DI ESSERE PRESI PER IL C**O

Immagino che nel pomeriggio, in attesa dei risultati definitivi, vagonate di opinionisti (sempre gli stessi) si eserciteranno in ponderose analisi sulla bassa affluenza alle elezioni… che tra l’altro ha stupito pure me: insomma, la ‘scelta secca’ secondo me avrebbe dovuto favorire un maggior afflusso… invece, niente… ci ritroviamo col rischio di un Sindaco di Roma eletto da metà della metà degli aventi diritto: in pratica il 25 per cento della popolazione che sceglie per tutti. La morte della democrazia. Ora, invece di stare  a seguire per ore i perché e i percome, leggetevi il titolo, il motivo sta tutto lì. Sono vent’anni che a Roma cambia poco o nulla: e prima Rutelli, che col Giubileo doveva succedere chissà che; e poi Veltroni, il ‘supersindaco’ con la Festa der Cinema e le periferie degradata e poi Alè, Magno!! coi suoi cinque anni di vuoto cosmico… e beh, a un certo punto i romani si sono pure rotti il ca**o… Io ho votato un pò per dovere, un pò per principio (le motivazioni le trovate un paio di post addietro), ma la convinzione che Marino possa realmente cambiare le cose è scarsina…  e col senno di poi non mi meraviglio. Al netto delle dissertazioni che sentiremo nel pomeriggio, la realtà  è semplice: i romani si sono rotti i co***oni.

IL MIO VOTO A IGNAZIO MARINO

“Marino è contro la vita e la famiglia”. E’ lo slogan che in questi giorni campeggia su manifesti attaccati sui muri di mezza Roma, di fronte al quale ci si può indignare oppure assumere il classico atteggiamento cinico del ‘vabbè, è politica, tutto ci può stare’. Si può sorvolare insomma… però… però, quanta volgarità: a questo punto si sarebbe potuti tranquillamente arrivare ad un ‘Marino è uno str***o’ e nessuno si sarebbe potuto lamentare. Siamo arrivati all’insulto gratuito, alla povertà di idee che porta  a slogan non più solo semplicistici, ma bassi, piuttosto volgari… senza contare la questione di fondo, ovvero: ma si può fare una campagna elettorale dicendo solo male dell’avversario, affermando che ‘non bisogna lasciare Roma in mano alla sinistra’? Ma che ca**o di ragionamento è? Va bene, è così da vent’anni, l’importante è denigrare l’avversario – e intendiamoci, anche la sinistra ci ha messo tanto del suo – ma arrivare a dire che ‘tizio è contro la vita e la famiglia’: ma che c***o mi significa? Ma che argomento è? Ovvio, qualcuno potrebbe rispondere, un argomento da ‘destra’… eppure, eppure non è che Marino abbia fatto dei manifesti dicendo “Alemanno è fascista”, per dire…  Già prima che a Roma apparissero ‘sti manifesti, comunque, ero intenzionato a votare Marino, ma con l’idea del ‘diamo il voto al meno peggio’: del resto,  sono le regole del gioco: al primo turno si vota ‘quello che ci piace’ (nel mio caso, De Vito), al secondo turno, bisogna scegliere… non andare a votare non mi passa manco per l’anticamera del cervello, stante che fino a che avremo la possibilità di esprimerci è meglio approfittare… e allora, votiamo Marino, pur con tutte le perplessità del caso, a partire da una conoscenza alquanto dubbia dei problemi di Roma (dove ha vissuto ben poco), dal non avere alcuna esperienza amministrativa, dall’essere sostenuto da una maggioranza che già ora si preannuncia sarà litigiosa  e intenzionata a lottare per il potere… speriamo almeno che si circondi delle persone giuste  e non si faccia imporre scelte ‘col bilancino’ solo per accontentare tutti. L’alternativa del resto è il nulla: intendiamoci, Alemanno non ha fatto poi così male… il problema è che Alemanno non ha fatto manco così bene; insomma: Alemanno a Roma non ha fatto proprio: ha posto come motivazione il bilancio dissestato e ha lasciato che tutto rimanesse com’era: il problema dei rifiuti sta ancora lì (la differenziata al centro di Roma non può bastare, Roma non è solo il centro); il trasporto pubblico fa schifo al c***o, le strade  e i marciapiedi sono dissestati, quando fanno due gocce Roma continua ad allagarsi… tutto è rimasto com’era, e taccio degli scandali, delle assunzioni dubbie, di quelle ‘facili’ presso le società   dei trasporti e della nettezza urbana (guarda caso proprio i due servizi che a Roma funzionano peggio)… la tanto sbandierata questione sicurezza resta, anzi: la cosa più grave è che sembra che a Roma ci siano fin troppe persone in possesso di un’arma da fuoco,  e pronte a utilizzarla… Se poi tutto degenera, scade nell’abbrutimento e come argomento si usa “Marino è contro la vita e contro la famiglia”, beh in fondo al netto di dubbi e perplessità, mandare via Alemanno diventa anche una questione di principio.

IO STO CON MARCO

Ancora una volta, Pannella ‘dà scandalo’: ancora una volta non ci mette solo le parole (quello, sono buoni tutti), né la faccia (già prerogativa di pochi), ma anche il corpo, fino a rischiare l’estremo punto di non ritorno. Ricatto, l’hanno chiamato alcuni. Esibizionismo, l’accusa lanciatagli più di frequente; in alternativa la si butta sull’ironia: la dieta, il digiuno che ogni tanto fa bene… provate voi, a ottant’anni suonati, a stare per una settimana senza bere né mangiare, altro che ‘dieta’. Pannella dà scandalo perché oggi, nell’epoca della politica che si limita  a ‘ciarlare’, dei voltagabbana, dello spettacolo avvilente di chi, in questi giorni, sta cercando in tutti i modi di restare aggrappato alla poltrona, ci mette il corpo. In molti dicono ‘dai Marco, adesso basta’: perché dà fastidio, serve  a ricordarci che per degli ideali ci si può anche immolare, che l’estremo sacrificio non riguarda solo realtà lontanissime da noi, come il Tibet, ma – orrore!!! – anche in Italia, nell’anno di grazia 2012 ci sono ancora principi per i quali qualcuno è disposto a battersi rischiando la vita… Dà scandalo, Pannella, perché ci ricorda che noi ci sentiamo tanto democratici, tanto ‘evoluti’, mentre in realtà – se è vero che la democrazia di una Nazione si misura anche e soprattutto nel modo in cui sono trattati i più deboli – beh, non è che stiamo messi così bene… del resto, abitiamo nella stessa Nazione dove qualche settimana fa un Governo non ci aveva pensato due volte a tagliare i fondi per gli ammalati di S.L.A., già questo da solo basterebbe… Ma Marco Pannella dà scandalo soprattutto perché si erge a difesa dei carcerati: già, perché – diciamocela tutta – ma che ce ne frega dei carcerati? Finché Pannella promuoveva l’aborto e il divorzio (ossia quelle ‘cose’ su cui ad alta voce la gente era contraria, ma a favore delle quali si è schierata nella solitudine della cabina elettorale, perché non si sa mai: un matrimonio finito male, una figlia nei casini), tutto bene, ma il carcere?  Il carcere è sempre ‘problema di altri’. L’italiano ‘medio’ ancora oggi nel 2012 pensa che ‘beh, ma se stanno in carcere qualcosa avranno fatto’; l’italiano medio è lo stesso che se provi a parlargli di chi sta in galera ti risponde: “beh, ma li fanno lavorare”… senza contare la classica risposta: “ahò, e c’hanno pure la televisione!!!”. Poi certo, stare in sei in una cella da due persone, in carceri malsane, gelide d’inverno, torride d’estate, passare le ore a guardare il soffitto, una sola ora per guardare il cielo, e chi se ne frega, che se stanno in galera un motivo ci sarà pure… Però intanto in carcere ci si continua a suicidare; si suicida anche il personale penitenziario; in carcere oltre il 40 per cento dei detenuti è lì ‘in attesa di giudizio’ (rivedersi il film con Sordi ogni tanto non fa male, che l’Albertone nazionale mica ha detto solo ‘macarone io me te magno), ovvero senza essere stata manco processata; e poi c’è la questione, che sembra un luogo comune, del ‘carcere dove vanno solo i poveracci’: peccato che è la semplice verità, visto che chi ha i soldi può permettersi di far prolungare i processi all’infinito e godere così della prescrizione, con la conseguenza inaccettabile che davvero per alcuni ‘la legge e più uguale che per altri’. Tutto questo Pannella continua a ricordacelo, mettendo il suo corpo in prima linea… certo, se giornali e tv si degnassero ogni tanto di far parlare anche lui, invece delle solite quindici persone (Gasparri, Bindi, Cicchitto, Finocchiaro, etc…) forse non sarebbe costretto a questi gesti estremi… ma i signori Floris,Vespa, Santoro, Formigli, etc… di Pannella se ne fregano. Così ancora oggi Pannella è costretto a farsi sentire, peraltro nell’assordante silenzio del signor Bersani e di quasi tutto il PD (ad eccezione di Ignazio Marino, unico da quelle parti ad aver mostrato sensibilità per il tema della condizione carceraria) e mi dispiace di non aver ancora letto una parola di Grillo in merito; se non altro Vendola, almeno un ‘tweet’ di solidarietà l’ha scritto. Io sto con Marco, è il cosiddetto ‘ashtag’ che in queste ore corre su Twitter testimoniando l’adesione alla battaglia di Pannella; io non sono su Twitter, e allora mi limito a diffondere via Facebook e spendere qualche minuto del mio tempo per offrire la mia solidarietà a Marco Pannella cui su WordPress.

IO STO CON MARCO, PERCHE’ E’ UNO DEI POCHI CHE ANCORA RIESCE A SCANDALIZZARCI, COSTRINGENDOCI A GUARDARE CIO’ CHE TROVIAMO PIU’ COMODO IGNORARE.