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AA.VV., “TRA LE PALE DEI MULINI” COMPILATION (LIBELLULA MUSIC)

Libellula Music è una delle tante etichette che affollano il sottobosco sonoro italiano, quello che va comunemente sotto l’aggettivo di ‘indipendente’; per presentare Ronzinante, la propria divisione booking, viene pubblicata questa compilation, scaricabile gratuitamente online.

Otto pezzi per otto tra cantautori (la maggior parte) e band: nomi ancora ben al di là dal raggiungere l’audience del ‘grande pubblico’, ma nemmeno dei perfetti esordienti: autori che con i loro primi lavori hanno già offerto prove di livello: dall’attitudine ludica di Losburla, all’ironia disincantata di Edoardo Cremonese, passando per l’ispirazione folk di Nicolas J. Roncea (questi già recensiti in questo blog) fino al cantautorato di stampo un filo più ‘classico’ di Marco Notari.

Gli Eugenio in Via di Gioia ripercorrono i sentieri della musica popolare e gli Etruschi from Lakota alzano il ritmo e offrono il loro contributo in termini di ‘far casino’; le suggestioni vagamente jazz dei Med in Italy si affiancano alla solarità southern dei Solotundra.

Ce n’è, insomma, per tutti i gusti o quasi: una nuova, ottima occasione, per scoprire nomi fuori dai soliti circuiti del pop di consumo nazionale.

LOSBURLA, “I MASOCHISTI” (LIBELLULA MUSIC / AUDIOGLOBE)

Losburla, ovvero: Roberto Sburlati che, dopo la consueta gavetta e una collaborazione di lungo corso con Marco Notari, giunge con “I Masochisti” alla prima prova solista.

Il giovane (ma non troppo: classe 1981) cantautore originario dell’astigiano ma torinese d’adozione appare essere un nuovo (ed ormai cominciano ad essere parecchi) esponente di quella nuova generazione che, tenendo conto degli illustri predecessori, declina la tradizione attraverso sonorità vicine all’indie rock, attente al lato melodico della questione, ma senza negarsi ogni tanto qualche abrasione, qualche stridio, tra allusioni post  punk, accenni stoner e qualche suggestione psichedelica, spinta fino al tentativo vagamente sperimentale della title track conclusiva, che sfora gli otto minuti di durata.

Le tematiche trattate sono quelle consuete: sprazzi di quotidianità tra riflessioni sul sè e sui rapporti interpersonali al tempo dei blog, dei social network e dell’immancabile brusio di sottofondo proveniente da televisori perennemente accesi. Uno sguardo volto al disincanto, tra malinconia e un pizzico di cinismo, tradotto attraverso un cantato dai toni spesso dimessi, ma pronto ad assumere note di derisione da un lato, o colorarsi di rabbia (comunque mai sopra le righe)dall’altro.

Tessiture chitarristiche tenui ed avvolgenti, che come detto non si negano qualche frustata elettrica, dominando l’ensemble strumentale, arricchito dalla profondità sonora conferita da piano e tastiere: ne sono ‘responsabili’ Luca Cognetti per le prime e Andrea Bergesio per i secondi, ad accompagnare la voe e i bassi di Losburla, collaborazione che si è estesa alla fase di produzione, registrazione e mixaggio.

Per Losburla / Sburlati un esordio convincente, che si lascia ascoltare in modo abbastanza piacevole, anche se per certi versi sembra ancora mancare di un’impronta stilistica maggiormente marcata, che lo differenzi in maniera più decisa dagli altri lavori del filone del cantautorato – indie di ultima generazione.

MARCO NOTARI, “IO?” (LIBELLULA MUSIC)

Dopo i due precedenti lavori, targati 2006  e 2009 (e inframezzati da un EP), torna Marco Notari, con un lavoro che segna la raggiunta maturità stilistica del cantautore toninese. I dieci brani di “Io?” si muovono su coordinate sonore che mescolano vari riferimenti, senza abbracciarne in pieno nessuno, ma non per questo perdendo di consistenza: di volta in volta si respirano atmosfere rock, folk e pop (nell’accezione positiva del termine), conditi con retrogusti elettronici (in qualche caso il paragone alla lontana coi concittadini Subsonica viene quasi spontaneo, ma probabilmente è frutto in gran parte della suggestione data dalla medesima provenienza geografica), inseriti in un contesto che rimanda direttamente al solco della tradizione cantautorale italiana.

Il titolo tradisce la natura per lo più introspettiva del lavoro, che si muove tra soliloqui ai fini del flusso di coscienza e omaggi a figure importanti nella vita dell’autore (a cominciare da ‘Dina’, dedicata alla nonna e a un particolare episodio da lei spesso rievocato), ma in più di un’occasione ci si apre anche all’esterno, come nella veemente critica alla vivisezione e agli allevamenti intensivi di ‘La terra senza l’uomo’, cantata dal punto di vista delle tante vittime di queste pratiche, quella a una società italiana ipnotizzata dalle ‘divinità” catodiche e ‘pallonare’ (‘Hamsik’) o alla guerra vista come strumento di affermazione dei sistemi economici (‘L’invasione degli ultracorpi’). Marco Notari parla di sè e del mondo senza usare troppi giri di parole, all’insegna di una concisione che talvolta rasenta l’ellissi, ma senza perdere tuttavia di immediatezza.

Un percorso nel quale ad aiutarlo giungono alcuni collaboratori, in primis Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione, autore della copertina e compartecipe di uno dei brani e Dario Brunori.

“Io?” ripropone dunque Notari come uno degli autori più interessanti della sua generazione, riaffermando l’impressione che grazie a lui e ai suoi ‘giovani’ colleghi che negli ultimi due – tre anni si sono posti all’attenzione di un pubblico altrettanto giovane,  la tradizione cantautorale italiana abbia finalmente cominciato a vivere una nuova fase.

LOSINGTODAY