Posts Tagged ‘Marco Bugatti’

LA PLAYLIST DI APRILE

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Strawberry Squirt   Noir Project

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French Riviera    Bruno Bellissimo

Sweet motherland    Raphael

Se tu non torni    Deluded By Lesbians (cover Bosè)

Ottogenova    Salamone

Il senso del non senso    Arturocontromano

Io sto da Piero   Marco Bugatti

Lucido     Il Terzo Istante

Mentre dormi    Calavera

Fossato 41     Russo Amorale

Vito il Pistolero    Gasparazzo Banda Bastarda

L’unica      The Black Animals

Tutto strano    Gaben

Cherry Brandy    The Incredulous Eyes

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MARCO BUGATTI, “ROMANTICO” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Terminata l’esperienza coi Grenouille – due full length e un Ep tra il 2008 e il 2012 – Marco Bugatti decide di intraprendere la carriera solista, di cui “Romantico” rappresenta la prima tappa discografica.

La ragion d’essere dei sette pezzi presenti (scelta apprezzabile, quella della brevità: concentrare le idee, focalizzandole) è quella abbastanza consueta di queste occasioni: gli inevitabili riflessi delle esperienze passate si sovrappongono alla necessità di provare qualcosa di diverso, ampliando magari l’orizzonte.

Parentesi di rock tagliente e abrasivo si affiancano così a episodi all’insegna di un più intimo raccoglimento acustico dai riflessi cantautorali, momenti ispirati da climi southern rock.

Fughe dalla realtà sognando un’esistenza diversa; instabilità lavorativa; i rapporti sentimentali con le loro complicazioni; gli ideali – sfumati – di un passato ormai non più prossimo, l’epopea delle migrazioni sud-nord degli anni ’50: temi che si susseguono all’insegna di una mescolanza di sguardi verso il sé e verso l’esterno.

Accompagnato da Fabio Giussani alla batteria, con un paio di ospiti a dare una mano qua e là, Marco Bugatti canta, imbracciando chitarra e basso, in un lavoro che mostra un artista forse ancora alla ricerca di un’identità solista più delineata; forse ancora un po’ diviso tra un passato caratterizzato da un’irruenza sonora e un possibile futuro più volto ad una maggiore compostezza cantautorale; tanto più che alla fine i brani più efficaci appaiono essere proprio quelli in cui si butta a briglia sciolta senza tanti pensieri, dando libero sfogo all’elettricità urticante delle chitarre.