Posts Tagged ‘Londra 2012’

PARALIMPIADI: CONSUNTIVO FINALE

Le Paralimpiadi di Londra vanno concludendosi:  tra leultime medaglie assegnate, nessuna per l’Italia. Possiamo comunque essere soddisfatti per quanto fatto nella giornata di ieri: l’argento della staffetta di handbyke, con Zanardi, Potestà e Francesca Fenocchio, in una team ‘misto’. Altre due medaglie dal ciclismo, oro nel tandem e argento di Giorgio Farroni. Le Paralimpiadi di Londra si chiudono per l’Italia con 28 medaglie, come alle Olimpiadi per ‘normodotati’ e il tredicesimo posto nel medagliere, undicesimo per numero complessivo di medaglie. Appuntamento a Rio 2016, sperando nel frattempo di poter continuare ad assistere ad altre imprese dei nostri atleti e che l’informazione non cali il sipario per ricordarsene solo tra altri quattro anni.

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BARGNA ORO, E ALTRI TRE BRONZI

BARGNA ORO E ALTRI TRE BRONZI

La spedizione azzurra alle Olimpiadi continua a mietere successi. Ieri altre quattro medaglie: l’oro di Roberto Bargna nella gara in linea di ciclismo – categgorie C1 – 3 e tre bronzi: Federico Morlacchi nei 200 misti di nuoto – SM9, per lui è il terzo bronzo; Alessio Sarri nella sciabola, Michele Pittolo, sempre nel ciclismo, ma per le categoria C4- 5.

LEGNANTE, ZANARDI, CAIRONI…

Tre ori tre, in una sola giornata: roba che manco alle Olimpiadi per i normodotati, in una giornata di ieri in cui sono arrivati anche un argento e due bronzi. Andando con ordine, ha cominciato Assunta Legnante nel getto del peso per i non vedenti,  stabilendo il record del mondo; poi è stata la volta di Zanardi, nella 16 chilometri a cronometro dell’handbike;  dulcis in fundo, altra vittoria con record mondiale per Martina Caironi, sui 100 metri, categoria T42.  Un argento e un bronzo dal ciclismo (Ivano e Luca Pizzi e Vittorio Podestà) e un ulteriore bronzo di Matteo Betti nella spada. Vittorie a raffica nelle Paralimpiadi, mentre all’altro capo del mondo Sara Errani vinceva il quarto di finale tutto italiano di Flushing Meadows battendo Roberta Vinci… Sarò polemico, ma forse se in Italia si puntasse un pò di più sullo sport, le cose andrebbero discretamente meglio… Invece qua le parole d’ordine sono crescita, produttività, spread, primarie, alleanze. L’impressione è che così non si vada molto lontano…

ANNALISA MINETTI

Non avevo mai apprezzato granché Annalisa Minetti, con tutto il rispetto per la sua malattia. Non credo poi manco sia dipeso da lei: è più la solita questione del classico insopportabile ‘pietismo’ italico che esce fuori in certe situazioni: negli anni abbiamo visto la Minetti sfiorare la vittoria a Miss Italia e conquistare quella di Sanremo. Un concorso per ‘belle statuine’ e una rassegna canora di scarsa qualità: contesti nei quali la compassione per certe situazioni finisce spesso e volentieri per avere la meglio sul dato oggettivo: poverina è quasi cieca, facciamola vincere… Se vogliamo è lo stesso filone della ipocrisia caritatevole che portò la caraibica Denny Mendez a essere la prima vincitrice afroamericana di Miss Italia (votiamola in massa, così dimostriamo di non essere razzisti… guarda caso poi l’evento non si è più ripetuto: una basta, ma non vorremo mica mettere a rischio la purezza della razza, no? Come se poi detto tra noi vincitrici alte, bionde e con gli occhi azzurri come la Colombari corrispondessero al ‘tipo italico’, vabbè, altri discorsi…).
Comunque, ribadisco, niente mi toglie dalla testa che certi successi arrisi alla Minetti, dipendessero più che dalle sue reali doti, dal pietismo italico per il ‘diverso’, incapace di andare oltre l’apparenza per valutare in maniera obbiettiva la bellezza o la qualità della canzone… Che poi detto tra noi, una bella apparenza o una bella voce, sono doni di natura, e frutto della genetica… non è che ci voglia tanto impegno.
La Minetti ha forse ‘approfittato’ di questa ‘retorica del caso umano’, apparendo più volte nei lacrimatoi televisivi del pomeriggio, ma in fondo non gliene si può manco fare una colpa, visto che alla fine le cure costano pure…
Tutto questo per dire che quando qualche giorno fa ho sentito che Annalisa Minetti avrebbe partecipato alle Paralimpiadi correndo i 1.500 metri (avendo come guida Andrea Giocondi, uno che ha vissuto l’atletica ad alti livelli), mi sono piacevolmente stupito. L’ho rivalutata, perché un conto sono i concorsi di bellezza, un conto sono le canzonette… Ma lo sport, praticato a quei livelli, è tutt’altro paio di maniche. A parte il correre, ma pensate solo a cosa voglia dire correre non vedendoci e dovendo sincronizzare alla perfezione il ritmo con chi ti corre a fianco: se avete almeno una volta provato a correre in un parco con qualche amico, vi sarete accorti che non è facile: prima o poi uno sta davanti e l’altro venti metri dietro. E ieri sera Annalisa Minetti ce l’ha fatta: si è portata a casa un bronzo, ma è stata la prima arrivata tra le cieche totali (ai primi due posti si sono piazzate due atlete ipovedenti che correvano da sole, ammesse alla gara per questioni di ‘accorpamento’ tra categorie: un’idea secondo me anche molto discutibile), stabilendo oltretutto il record mondiale della sua categoria.
E a domanda precisa, Minetti è stata onesta, l’ha detto, che  un conto è cantare, ma questo risultato è stato veramente il frutto della fatica, delle rinunce e della volontà. Ecco: la dimostrazione che lo sport può essere veramente un canale di affermazione e di autorealizzazione per chi è colpito da una disabilità. E allora, brava Annalisa e continua così: meglio, molto meglio, passare i pomeriggi sui campi d’allenamento che ai dietro ai microfoni dei piagnistei televisivi.

OSCAR DE PELLEGRIN E ALVISE DE VIDI

Oscar de Pellegrin ha vinto l’oro nel Tiro con l’Arco alle Paralimpiadi in corso a Londra: è il terzo oro vinto dalla squadra italiana, arrivato dopo i due conquistati dalla nuotatrice Cecilia Camellini. De Pellegrin vince così la sua sesta medaglia Olimpica; un caso particolare, il suo, perché nel corso della sua carriera ha cambiato disciplina: aveva cominciato infatti col Tiro a Segno. Nella stessa giornata è arrivata invece la quattordicesima medaglia olimpica per un autentico monumento dello sport italiano: Alvise De Vidi, anche lui più vicino ai 50 che ai 40 – bella dimostrazione di longevità sportiva – ha vinto l’argento sui 100 metri della sua categoria: è peraltro la prima medaglia che De Vidi conquista sui 100:  nel corso della sua incredibile carriera, l’atleta trevigiano aveva infatti precedentemente  vinto medaglie praticamente in tutte o quasi le gare di velocità, dai 200 metri alla Maratona, passando per il mezzofondo.

OSCAR DE PELLEGRIN

ALVISE DE VIDI

A VOI

 

Con una suggestiva cerimonia d’apertura, ‘guidata’ dall’astrofisico Stephen Hawking, si sono aperte ieri le Paralimpiadi.  L’edizione di Londra è già considerata il più grande successo nella storia della manifestazione, per Paesi partecipanti, 80, e riscontro di pubblico: 80.000 spettatori alla cerimonia d’apertura, biglietti quasi esauriti. Un ulteriore passo in avanti verso la ‘parità’: io spero che un giorno non ci sia più bisogno di un evento ‘separato’, organizzato a un mese dalle Olimpiadi dei ‘normodotati’, quando i riflettori si sono spenti e nell’universo mondo ormai il calcio ha proceduto alla solita ‘occupazione militare’ dei media. Speriamo un giorno di vedere tutto organizzato nello stesso periodo, gare per ‘normodotati’ alternate a quelle per i disabili, cerimonie d’apertura e di chiusura comuni. Ci vorrà del tempo, ma prima o poi credo ci si arriverà. Nel frattempo, speriamo di poter assistere bel successo dei nostri, molto ‘quotati’ in numerose discipline, forse addirittura più degli atleti privi di handycap.

RETTIFICA: ‘CALCIO E SPORT’

A precisazione e rettifica di quanto scritto nel post precedente, intitolato “CALCIO E SPORT”,  pubblicato nella giornata di ieri, 12 agosto 2012, in merito a quanto detto riguardo al sig. Italo Cucci, pubblico la risposta dello stesso a commento del post in questione:

“Spesso chi scrive non sa leggere n’è ascoltare. Ho difeso – nei limiti del possibile – più Schwazer di Conte. Per la verità”

Questo per evitare malintesi e fraintendimenti : non so bene come funzionino queste cose su WordPress, tuttavia onestà vuole che si dia adeguato spazio al diritto di replica.