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ALBERTO NEMO, “6 X 0” (DIMORA RECORDS / NEW MODEL LABEL)

Come suggerisce il titolo, sei brani compongono il secondo lavoro del cantante / compositore veneto Alberto Nemo.

Siamo in territori al confine tra musica elettronica, colonne sonore, classica contemporanea: composizioni ‘palindrome’, composte in un verso e registrate all’incontrario, sull’esempio di quanto a suo tempo ideato da Jocelyn Pook per la colonna sonora di “Eyes Wide Shut”.

Un lavoro dal sapore sperimentale, con suggestioni ‘avanguardistiche’, accompagnato dal cantato ‘lirico’ e dolente di Nemo, che si staglia su tappeti ‘ambientali’ che possono evocare fabbriche abbandonate, cattedrali gotiche da archeologia post-industriale.

Un ‘esercizio di ascolto’ che offre un’esperienza diversa dal ‘consueto’; la brevità del lavoro (una ventina di minuti) e delle singole composizioni evitano l’effetto ‘prova di resistenza’ offrendo un’esperienza che, se avvicinata con curiosità, può affascinare.

SNOWAPPLE, “WEXICO” (AUTOPRODOTTO)

Prendete tre ragazze olandesi con trascorsi tra lirica, jazz e gospel; portatele al sole del Messico, facendole incontrare con le sgargianti tinte sonore del luogo: se riuscite a immaginare questo matrimonio sonoro, riuscirete a farvi un’idea delle Snowapple, qui al quarto capitolo della loro vicenda discografica.

Otto pezzi dalla consistenza cangiante, con suoni certo fermamente radicati nella tradizione messicana (qualche suggestione rock,vagamente indie e psichedelica) tra percussioni, qualche ‘corda’ e occasionali fiati facenti alla musica popolare del luogo, ma che si mescolano con un cantato (tra inglese e spagnolo) frutto delle diverse esperienze delle tre, tra cori con qualche accento spiritual, eleganza jazz, spunti da trio vocale anni ’40 e qua e là qualche acuto ‘lirico’.

Il risultato è divertente, coinvolgente, all’insegna di toni accesi, ma senza negarsi qualche episodio più riflessivo, e parentesi quasi esclusivamente cantate ‘a capella’.

Un disco per lo più allegro, i cui ritmi ‘saltellanti’, da orchestrina mariachi e la cui luminosità fanno quasi spontaneamente nascere un sorriso.