Posts Tagged ‘Limone’

LA PLAYLIST DI NOVEMBRE

(Anche se ormai specificare il mese è un filo superfluo, visto che ‘ste playlist le pubblico un mese si e tre no…)

Gassman Blues Junkfood + Gabrielli

The Contorsionist    Monobjo

Closer         Godblesscomputers

I’m All Right     The Hangovers

Voglia                Scimmiasaki

L’ultima cena     Cesare Malfatti

The Abacist       Suz

How to erase a plot  Armaud

Art School     Peter Truffa

Across The Universe  Joseph Martone And The Travelling Souls

Uomo con la chitarra Limone

Il Taglia teste   Lebowki

Buco Nero         Teo Manzo

Malaga (un altro Margarita) Bosco

LIMONE, “SECONDO LIMONE” (DISCHI SOVIET STUDIO)

Uno di quei dischi strani, divertenti, che ad un certo punto fanno pure venire il dubbio: ma scherza o fa sul serio? Del resto, se sei veneto e scegli di chiamarti ‘Limone’, già l’intenzione di essere – o almeno, sembrare – originale, è manifesta.

Fatto sta che, come suggerisce il titolo, Limone (al secolo Filippo Fantinato) è giunto al secondo capitolo della propria auto-biografia sonora (senza considerare esperienze pregresse); titolo che tra l’altro tradisce già di suo il gusto del gioco di parole: ‘secondo’ ordinale, ma anche secondo come ‘punto di vista’.

Limone guarda il mondo, i rapporti interpersonali e sentimentali facendoci sempre una risata sopra (per quanto velata di disincanto o malinconia): starsi tanto a dannare l’anima non conviene, alla fine; allora, ecco questi dodici brani in cui c’è un po’ di tutto, dai gatti su Facebook alle cucine dell’Ikea, da Pasolini a D’Averio, da Socrate ad Amanda Knox.

I cantautori moderni morti di diabete a forza di scrivere canzoni d’amore; i rapporti sentimentali che diventano come scontri di super eroi o le guerre di Bush; gli intellettuali da salotto che leggono libri solo per snocciolare citazioni ‘colte’ al momento giusto; l’Italia dei talk show, dei ‘fattacci’ di cronaca, degli slogan contro le ‘streghe rosse’ e i ‘gufi comunisti’…

Filastrocche per adulti, l’attitudine surrealista dell’accostamento improbabile, vestita con gli abiti di un pop leggero dai colori pastello, solo episodicamente acceso da qualche sgargiante venatura elettrica; accompagnato da Federico Pigato al basso e Christian Pagotto alla batteria, Limone si occupa di tutto il resto – chitarre e synth oltre a cantare – costruendo un disco a tratti spiazzante: certo, il gusto per lo scherzo, il gioco di parole, la ricerca di similitudini e metafore originali non è certo una novità per la canzone italiana, anzi, ne è forse uno dei filoni principali, per quanto sottovalutati… Limone si aggiunge alla lista, con un esito forse non straordinario, ma alla fine gradevole.