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PLAYLIST 2021.2

Consueta selezione di singoli e brani estratti dai dischi recensiti sul blog

Luca Di Martino, ‘Fortuna’

Enrico Lombardi, ‘Vita’

Nochia, ‘Tonight’

Ruggero Ricci & Dylan, ‘Saturno e il tuo nome’

Battista, ‘Lasciamoci andare’

Jacopo Sanna, ‘Parallelamente’

Gidici, ‘Il teatro degli errori’

Davide Malafede, ‘Fotografia’

Salomone, ‘Come un disco rotto’

Ninfea, ‘Ad occhi aperti’

Vi Skin, ‘Nei guai’

Chris Yan, ‘I Paesaggi di Böcklin’

Alek Hidell, ‘Yolk’

So Beast ‘Punch’

Emanuele Via & Danilo Guido, ‘Afonia’

Daniele Celona, ‘Le cose che non sai’

La Serpe d’Oro, ‘Amor, la vaga luce’

LA SERPE D’ORO, “IL PANE E LA SASSATA” (SIBERIA RECORDS)

Tornano i ‘Toscani randagi‘ (citando il titolo del loro primo lavoro, uscito quattro anni fa) capitanati da Igor Vizzaz e per questo progetto che rilegge Il canzoniere popolare toscano.

I 18 brani presenti (includendo anche i vari ‘stasimi’ di ‘Sotto il ponte della Sieve’, una sorta di ‘progetto nel progetto’, nato dalla collaborazione di Vazzaz con il chitarrista jazz Claudio Riggio e Stefano Giannotti di OTEME, estratto di una registrazione originale di 70 minuti) attraversano dunque un repertorio prettamente ‘popolare’, fatto di ballate d’amore, ninne nanne, filastrocche ‘licenziose’, arrivando a al Boccaccio di ‘Amor la vaga luce’, tratta dal “Decamerone” (forse inevitabile il riferimento all’opera, ambientata ai tempi della peste fiorentina, in un disco in parte realizzato nei tempi della ‘clausura’ dello scorso anno), ma che vive anche di riferimenti contemporanei, tra lo Jannacci di ‘Sfiorisci bel fiore’ e la rilettura del ‘Folsom Prison Blues’ di Johnny Cash, qui trasferito nel carcere di Marassi.

L’operazione non si limita comunque a una ‘rilettura calligrafica’ del materiale originario: per loro stessa affermazione, i componenti de La Serpe d’Oro “Non suonano come contadini”, ma riportano la propria formazione personale, dando al tutto una veste ora blues, ora country, ora – negli episodi forse più riusciti – quella di un folk crepuscolare e vagamente ‘sghembo’ che può ricordare certe analoghe sperimentazioni condotte, ad esempio da un Cesare Basile.

Ispirati dall’opera dell’etnomusicologa Caterina Bueno, “La Serpe d’Oro” assemblano un disco variegato, che si presta a offrire qualcosa di più ad ogni ascolto.

“Il pane e la sassata” vuol dire più o meno che le cose possono andare nel migliore o nel peggiore dei modi: in questo caso, tutto scorre per il verso giusto.