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KILL STAR, “TRESHOLD” (AUTOPRODOTTO)

Il grunge continua a mietere vittime, anche a ormai vent’anni di distanza: tra gli ultimi, in ordine di tempo, i Kill Star di Winnipeg. Il trio ripropone più o meno tutti gli stilemi del genere, a partire da un cantato all’insegna del ‘disagio di vivere’, riconducibile a Staley o Weiland, con le chitarre a sviluppare il classico ‘muro sonoro, accentuando il lato ‘metallico’ della faccenda (a tratti ricordando Zakk Wylde, storico chitarrista di Ozzy Osbourne e, in particolare, il suo progetto Pride & Glory che, uscito nel ’94 risentiva fatalmente delle atmosfere del periodo).

I Kill Star offrono una rilettura del genere che, per quanto cerchi strade ‘autonome’, finisce per perdere rapidamente la propria spinta propulsiva: già al quinto / sesto brano dei dodici presenti, l’ascoltatore più smaliziato comincia a faticare ad andare avanti con l’ascolto, complice non solo la ‘derivatività’ del disco, ma anche una certa mancanza di idee che diviene sempre più palese man mano che si procede nell’ascolto.

Eppure, “Treshold” è un disco che può trarre almeno una minima ‘ragion d’essere’, dalla confezione sonora, efficace nello sviluppare volume sonoro; lo si potrebbe definire un ‘disco generazionae’: molto più adatto agli ascoltatori più giovani, che non hanno vissuto ‘in diretta’ l’era del grunge, e che in dischi come questo possono trovare un utile sostituto, o se vogliamo un’introduzione al ‘genere’ che preluda all’esplorazione dei ‘classici’; per l’uditorio ‘over 30’ fatalmente risulta un lavoro anonimo, che non va molto oltre ‘l’attitudine’ e la grinta sonora della band.

IN COLLABORAZIONE CON LOSINGTODAY

LA PLAYLIST DI MAGGIO

Il corpo stupido     Giorgio Gaber
Your cheatin’ heart  James Brown
2010                 Apocalyptica
The Khlysti Evangelist   Therion
Sul mare di Okinawa  Insooner
Walking down the street  Super Distortion
Of you of me         Kill Star
L’amante della luna  Antonino di Cara
Pawn & Queen         Philip Cohen
Retrocattiva         Davide Ferrario
L’alba               Luca Gemma
Medusa               Nicolò Carnesi
Sto ancora aspettando Il Disordine Delle Cose
1977                 FEV
Night Train          James Brown
La peste             Giorgio Gaber