Posts Tagged ‘James Bond’

IN MEMORIAM…

Con un certo ritardo, ma alla fine ci tenevo…

 
CHRIS CORNELL (1964 – 2017)

 

e, più recente…

ROGER MOORE (alias: Simon Templar – ‘Il Santo’, Lord Brett Sinclair, James Bond) (1927 – 2017)


 


 


 

THE GRAND BUDAPEST HOTEL

Un albergo inerpicato sulle montagne, che per colori somiglia ad una torta panna e fragola… il Direttore di questo, preciso fino alla maniacalità, caratterizzato da una bizzarra forma di gerontofilia, che troverà in un giovane garzone il proprio erede; un’eredità contesa, un quadro dal valore inestimabile, una famiglia dalle tinte fosche, un killer che sembra uscito dai cartoni animati della Warner; la fuga da un carcere di massima sicurezza, inseguimenti, un’associazione segreta di direttori di alberghi, sogni d’amore coronati e intorno un succedersi di guerre, invasioni, dittature…

“The Grand Budapest Hotel” è uno di quei film che mettersi a raccontarne la trama si finirebbe per essere noiosi, e per far risultare noioso pure il film… che noioso non è, anzi: divertente in maniera quasi inaspettata… quel ‘geniaccio’ di Wes Anderson trova ancora una volta il modo di stupire: lo fa raccontando una storia di avventure che hanno il sapore di un romanzo d’appendice ottocentesco, ricorrendo ad una galleria di personaggi che risultano volutamente stereotipati, ma che proprio per questo risultano divertenti, mescolando i climi di Assassinio sull’Orient Express, il lato rocambolesco di Fuga da Alcatraz, gli inseguimenti di James Bond o se volete di Will Coyote. “The Grand Budapest Hotel” è un film di pura evasione, in cui Anderson ‘gioca’ con la possibilità di infarcire il cast di una innumerevole schiera di ‘facce note’, che si affiancano a quelle dei protagonisti, un Ralph Fiennes efficacissimo e il giovane Tony Revolori; troppi per elencarli tutti, ma almeno necessaria è la menzione per un Willem Defoe superlativo nel ruolo di un killer senza alcuno scrupolo… e poi, i  colori, la fotografia, i costumi, che danno al film quel tanto di ‘magia’, come se appunto si trattasse della trasposizione di un romanzo d’avventura o di un cartone animato (per quanto sia comunque ispirato ai libri di Stefan Zweig): uno stupendo esempio di intrattenimento, nel significato più positivo del termine.