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RETTIFICA: ‘CALCIO E SPORT’

A precisazione e rettifica di quanto scritto nel post precedente, intitolato “CALCIO E SPORT”,  pubblicato nella giornata di ieri, 12 agosto 2012, in merito a quanto detto riguardo al sig. Italo Cucci, pubblico la risposta dello stesso a commento del post in questione:

“Spesso chi scrive non sa leggere n’è ascoltare. Ho difeso – nei limiti del possibile – più Schwazer di Conte. Per la verità”

Questo per evitare malintesi e fraintendimenti : non so bene come funzionino queste cose su WordPress, tuttavia onestà vuole che si dia adeguato spazio al diritto di replica.

CALCIO E SPORT

E’ ormai conclamato che, almeno in Italia, c’è il calcio e poi c’è lo sport. Altrove, le due cose coincidono (e non credo sia un caso se, alle Olimpiadi in via di chiusura, l’Italia sia ancora distante da gente come Francia e Germania, non solo, ma pure Corea del Sud e Giappone – che per inciso ha lo stesso problema di essere un paese ‘anziano’, e sia ormai insidiata da Olanda e Ungheria, ma di questo parlerò in altra sede), in Italia, no. In Italia il calcio ormai da tempo non è più uno sport; non è nemmeno un ‘gioco’ come tanti lo definiscono. In realtà, non so nemmeno bene cosa sia: porcheria è il termine che mi sembra più adatto. Siamo reduci da una settimana in cui l’ennesimo scandalo scommesse ha prodotto le prime condanne, tra tutte la più clamorosa, quella dell’allenatore della Juventus  Conte che sostanzialmente è stato ritenuto colpevole di aver saputo, quando era allenatore del Siena, di una ‘combine’ e di aver sostanzialmente girato la testa dall’altra parte. Incidentalmente il caso vuole che la settimana scorsa sia stata anche quella del caso Schwazer; ebbene, capita di sentire per radio Italo Cucci, decano del giornalismo sportivo italico che, dopo aver lanciato strali contro Schwazer dopato, certo, ma pur sempre reo – confesso, si è profuso in una difesa d’ufficio di Conte, perché ‘lo conosce e non lo ritiene capace di fare una cosa del genere”… alla faccia dell’obbiettività giornalistica: siccome lo conosco ed è amico mio, allora le sentenze non hanno alcun valore: evviva la deontologia professionale. I soliti due pesi e due misure, insomma… Comunque, non fosse bastata una settimana in cui l’allenatore della squadra Campione d’Italia è stato praticamente accusato di aver tenuto un comportamento ai limiti dell’omertà: non so niente, non ho sentito niente, non ho visto niente, ieri abbiamo avuto un fulgido esempio della qualità del calcio italiano. In 120 minuti di partita, l’incontro Juventus – Napoli che assegnava la Supercoppa Italiana, abbiamo assistito a tutto il campionario che il nostro ‘pallone’ ha da offrire: arbitri incompetenti, sceneggiate in campo, col Napoli che non si presenta alla premiazione e va ‘a piagne da mamma’ e sugli spalti, con centinaia di decerebrati che sembravano essere a Pechino solo per sbandierare dei cartellini con scritto ’30’ (rivendicando così il numero di scudetti che loro ritengono che la Juventus abbia vinto, ancora una volta mettendosi sotto i piedi delle sentenze sportive che hanno stabilito come due di quegli scudetti fossero fondati sull’imbroglio). Uno spettacolo di cui ho visto solo alcune scene, che tuttavia mi sono bastate per nausearmi; tra due settimane comincia il campionato: se queste sono le premesse, mi chiedo cosa ci aspetterà e, ripeto, ho già la nausea…