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MARCO NOTARI, “IO?” (LIBELLULA MUSIC)

Dopo i due precedenti lavori, targati 2006  e 2009 (e inframezzati da un EP), torna Marco Notari, con un lavoro che segna la raggiunta maturità stilistica del cantautore toninese. I dieci brani di “Io?” si muovono su coordinate sonore che mescolano vari riferimenti, senza abbracciarne in pieno nessuno, ma non per questo perdendo di consistenza: di volta in volta si respirano atmosfere rock, folk e pop (nell’accezione positiva del termine), conditi con retrogusti elettronici (in qualche caso il paragone alla lontana coi concittadini Subsonica viene quasi spontaneo, ma probabilmente è frutto in gran parte della suggestione data dalla medesima provenienza geografica), inseriti in un contesto che rimanda direttamente al solco della tradizione cantautorale italiana.

Il titolo tradisce la natura per lo più introspettiva del lavoro, che si muove tra soliloqui ai fini del flusso di coscienza e omaggi a figure importanti nella vita dell’autore (a cominciare da ‘Dina’, dedicata alla nonna e a un particolare episodio da lei spesso rievocato), ma in più di un’occasione ci si apre anche all’esterno, come nella veemente critica alla vivisezione e agli allevamenti intensivi di ‘La terra senza l’uomo’, cantata dal punto di vista delle tante vittime di queste pratiche, quella a una società italiana ipnotizzata dalle ‘divinità” catodiche e ‘pallonare’ (‘Hamsik’) o alla guerra vista come strumento di affermazione dei sistemi economici (‘L’invasione degli ultracorpi’). Marco Notari parla di sè e del mondo senza usare troppi giri di parole, all’insegna di una concisione che talvolta rasenta l’ellissi, ma senza perdere tuttavia di immediatezza.

Un percorso nel quale ad aiutarlo giungono alcuni collaboratori, in primis Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione, autore della copertina e compartecipe di uno dei brani e Dario Brunori.

“Io?” ripropone dunque Notari come uno degli autori più interessanti della sua generazione, riaffermando l’impressione che grazie a lui e ai suoi ‘giovani’ colleghi che negli ultimi due – tre anni si sono posti all’attenzione di un pubblico altrettanto giovane,  la tradizione cantautorale italiana abbia finalmente cominciato a vivere una nuova fase.

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