Posts Tagged ‘intercettazioni’

TACI!!! L’AMICO TI ASCOLTA…

Ora: a me tutta ‘sta storia delle intercettazioni dell’elite mondiale mi sembra surreale e paradossale, se non un’autentica, enorme, buffonata… Scusate, ma… qual è il mestiere delle spie? Spiare. Cosa usano le spie per spiare? I metodi più avanzati che la tecnologia mette  a disposizione. Dunque? Dove sarebbe la novità? Non vorremmo mica inalberarci perché ‘il cellulare della signora Merkel era intercettato’? Che poi, dire ‘il cellulare della signora Merkel era intercettato’ non vuole dire nulla: a parte che bisogna capire il ‘come’ (le conversazioni, gli sms o semplicemente i numeri chiamanti e chiamati?); ma poi è appena il caso di capire ‘quale’ cellulare: insomma, già le persone ‘normali’ a volte hanno due, magari tre ‘telefonini’, figuriamoci la Cancelliera; e comunque: è cosa abbastanza nota che i personaggi di un certo livello cambino numero di cellulare con una certa frequenza… insomma, non è che la Merkel è una come gli altri, che tiene lo stesso apparecchio e lo stesso numero per anni…  Qualcuno dice: eeeeh, ma gli alleati non si intercettano. E dove sta scritto, scusate? E poi, ‘alleati’… il termine si presta a interpretazioni: Paesi ‘alleati’ in certe situazioni, non lo sono più in altre… pensate solo agli Stati Uniti e la Francia in occasione della guerra in Iraq: alleati per un verso, su fronti diametralmente opposti per l’altro.

Semmai, il problema nasce quando l’NSA, a quanto ci viene detto, intercetta le comunicazioni di milioni di persone comuni, senza manco chiedere il permesso… ma anche qui, a pensarci, viene da chiedere se ci di deve meravigliare… Pensate solo a quello che succede su Internet – se ne parlava qualche giorno fa con un’altra blogger – vi siete mai chiesti perché nella casella mail o sul profilo di FaceBook (per chi ce l’ha) appaiono promozioni che, guarda caso, sembrano fare riferimento alle nostre navigazioni? Perché quando navighiamo, siamo tutti intercettati: ci sono i cosiddetti ‘cookies’, che permettono a certi siti di monitorare le nostre abitudini di navigazione quando siamo connessi; FaceBook monitora costantemente le nostre attività, e ci propone banner pubblicitari ad hoc.

Allarghiamo ulteriormente il discorso: siamo lontani da un computer? Nessun problema, se abbiamo un cellulare appresso, i nostri spostamenti sono rilevati tramite GPS; le telecamere ‘di sicurezza’ che sono disseminate ovunque ci seguono ugualmente passo – passo (ogni tanto guardatevi NCIS, per capire…).  Siamo tutti intercettati, sempre: l’evoluzione tecnologica – purtroppo aggiungo – ha portato con sé la quasi totale sparizione del concetto di ‘diritto alla privatezza’; ora, mi dico che se c’è qualcuno che è ‘giusto’ intercettare, dal punto di vista dei servizi segreti, sono proprio i leader politici, non certo il cittadino comune…

Non capisco poi come proprio in Italia si dedichi tanto spazio alla questione: ci siamo già dimenticati che in Italia le conversazioni private, fino ad entrare in camera da letto,  di un Presidente del Consiglio non solo sono state intercettate, ma sono inopinatamente finite sulle prime pagine dei giornali, o nei programmi di prima serata? Alla domanda: “ma a noi di quello che si dicevano Berlusconi e Stefania D’Addario, che ca**o ce ne doveva fregare? ” Santoro, Scalfari & co. non hanno ancora risposto (ieri Scalfaro stava da Fazio… chissà se a Fazio gli è mai passato per la testa di fargli quella domanda).

Qualcuno – un Presidente americano, credo – una volta disse più o meno che un popolo che in virtù della propria ‘sicurezza’ è disposto a rinunciare alla propria libertà è un popolo che si merita di finire in schiavitù… negli ultimi dieci – quindici anni ci è stato detto in tutte le salse che alla libertà di tenerci per noi le nostre conversazioni possiamo – e dobbiamo – volentieri rinunciare, se è il prezzo da pagare per una maggiore sicurezza. Dopo l’11 settembre, col cosiddetto Patriot Act, l’amministrazione Bush ha deciso che per motivi di sicurezza era lecito ficcanasare nelle mail di chiunque; l’amministrazione Obama, pur apportando qualche modifica, ha mantenuto volentieri il sistema di rilevamento. Adesso improvvisamente, tutto questo non va più bene e questo attenzione, non perché intercettare il privato non vada bene, ma perché la NSA doveva ‘chiedere il permesso’: ovvero, intercettare le conversazioni di milioni di persone è giusto, ma solo se Hollande, Merkel o Letta danno il permesso: attenzione, non il cittadino comune francese, tedesco o italiano, ma i loro leader politici… scusate, ma dove sta scritto che un Presidente del Consiglio possa disporre liberamente in questo modo delle comunicazione private altrui, per poi inca**arsi, se ad essere intercettato è proprio lui? No, dico, ma ci rendiamo conto della demenzialità del principio? Siccome io sto all’Eliseo o a Palazzo Chigi, per me non vale lo stesso diritto alla privatezza dei comuni cittadini????

E poi ribadisco, il mestiere delle spie è spiare, da sempre, e probabilmente le conversazioni della signora Merkel hanno forse qualche rilevanza in più, che non le mail di un anonimo cittadino bavarese… e poi scusate, ma ve l’immaginate la NSA che chiede il permesso: scusa, ti dispiace se ti spio? Boh, a me sembra un circo; forse c’è solo il timore che le opinioni pubbliche mondiali comprendano improvvisamente la dimensione del fenomeno e ci si mette al riparo… in tutti i casi, alla base c’è la guerra per il possesso dei ‘dati sensibili’ delle persone, che già oggi genera un giro d’affari multimiliardario ed è uno dei business del presente e del futuro.

NAPOLITANO VS LA MAGISTRATURA VS I GIORNALI VS FATE UN PO’ VOI

Premetto che in tutta questa situazione non ci ho capito nulla, del resto in fatto di ‘diritto’ non ci capisco quasi niente, altrimenti avrei fatto giurisprudenza. Comunque, detto in due parole, da quello che ho compreso, l’ex Presidente del Senato Mancino è stato intercettato mentre parlava col Presidente della Repubblica e col suo assistente giuridico riguardo la questione della famosa trattativa Stato – mafia, sulla quale sta indagando la Procura di Palermo. A questo punto Napolitano s’è inca**ato, perché sostiene che il Presidente della Repubblica non può essere intercettato non solo direttamente (ossia quando chiama lui DAL suo telefono), ma anche quando viene chiamato da altri SUL suo telefono, e così ha tirato in ballo la Corte Costituzionale.  Da qui è scoppiato il casino, la faccenda è diventata politica, si è accusato Napolitano di ostacolare il raggiungimento della verità; la cosa è ovviamente passata sulla stampa, si sono verificate le consuete fughe di notizie sul contenuto delle intercettazioni, con conseguente scambio di accuse, la principale delle quali è stata: quando ad essere intercettato era Berlusconi che parlava dei ca**i suoi al telefono andava tutto bene; se ad essere intercettato è Napolitano che parla con Mancino a proposito delle indagini della Procura di Palermo, allora alzate le barricate…  Personalmente, la cosa ha smesso di interessarmi quando è diventata motivo di lite da cronicario tra Scalfari e Zagrebelski: ritengo alquanto avvilente che non si sia messi di fronte allo squallido spettacolo di due vecchi incartapecoriti che litigano a proposito di un loro coetaneo: siamo a livelli di lite da osteria.  Poi l’altra sera mi è capitato di vedere la trasmissione di Mentana, con un altro vecchio, il giornalista Macaluso, uno che a ottant’anni e passa invece di andare alla bocciofila continua a dirigere un giornale (si capisce che odio i vecchi? Ebbene si, odio i vecchi e credo che al compimento degli 80 anni alle persone dovrebbe essere impedito di avere un ruolo di qualsivoglia rilevanza pubblica: avete dato il vostro, basta); tale Macaluso, dallo spiccato accento napoletano, che non si capiva nulla o quasi di ciò che diceva; poi c’era Di Pietro, poi c’era Ferrara che stava lì col solo scopo di cercare di mettere nel sacco Travaglio, altro ospite e poi c’era Boccia del PD, che vabbè, taccio per carità di patria. Insomma, una trasmissione incasinata in cui nessuno, eccetto forse Travaglio, cercava di far capire qualcosa agli spettatori. Travaglio, avrà ragione? Avrà torto?, almeno parlava agli spettatori, gli altri no, parlavano tra di loro. La mia impressione è che si sia davanti all’ennesimo, macroscopico, diversivo: si parla delle telefonate del Presidente Napolitano, perché non si può parlare d’altro, visto che l’intero sistema politico, o quasi, ha appaltato il cervello a Monti; i minatori sardi che si autorecludono sotto terra, l’ILVA, prossimamente la FIAT, le tante aziende in crisi, la benzina alle stelle, la disoccupazione pure, e LORO (i politici e i loro fogli di propaganda, ossia i giornali) hanno trovato il modo di sviare per l’ennesima volta l’attenzione, di parlare d’altro, di scantonare i problemi veri. Chiaramente, la ricerca della verità sulla trattativa Stato – mafia è sacrosanta; veramente, sarebbe sacrosanto pure dire la parola fine su Piazza Fontana, Ustica e la Stazione di Bologna, ma sappiamo come vanno le cose in Italia. Allora, siccome – non nascondiamoci dietro un dito – la ‘trattativa’ sarà l’ennesima questione irrisolta di questa Nazione, forse sarebbe il caso di parlare dei problemi delle persone comuni… Ma di quelli, non ha voglia di parlare nessuno, eccetto Grillo… ah, è vero, ma Grillo  è ‘fascista’ e quindi non ha diritto di parola… Benvenuti in Italia, fine estate 2012…

PUSSY RIOT: E MONTI TACE…

(che poi detto tra parentesi mi aspettavo di trovare in questi giorni di mancato aggiornamento un bello ‘0 visite’ e invece quella decina di persone di media  al giorno è comunque  passata). Ciò che è successo credo lo sappiano più o meno tutti: le Pussy Riot sono un trio russo di punk al femminile (peraltro la qualità della loro proposta musicale non è che sia tutto ‘sto che), che qualche mese fa si è esibita in una manifestazione di protesta estemporanea cantando un brano anti-Putin in una delle più importanti chiese russe. Apriti cielo: ragazze in galera, processo, condanna a passare due anni in una sorta di colonia penale che da quello che ho sentito ricorda molto quella descritta nel fim “Runaway Train – a 30 secondi dalla fine” . Indignazione ovunque, perché questo è l’ennesimo caso di plateale violazione dell’elementare diritto alla libertà di espressione in Russia: alla fine persino gli ortodossi, che – anche con un pò di ragione, a dire la verità – si erano incavolati per il gesto sacrilego, hanno invitato alla clemenza… In Russia, lo sappiamo tutti, vige una visione un pò particolare della democrazia: la democrazia va bene finché non si mette in discussione Putin: se qualcuno fa tanto anche solo per indispettirlo, via, buttato in galera. Nell’occasione delle proteste contro la sentenza per il caso in questione, tra l’altro, si è pure approfittato per mettere per l’ennesima volta sotto indagine l’ex campione di scacchi Kasparov, uno dei leader dell’opposizione, che già in passato ha avuto problemi: insomma in Russia l’opposizione la puoi fare,  ma solo come piace a Putin (a tal proposito viene in mente la concezione di democrazia, Governo e opposizione che pare avere il nostro ex-Presidente del Consiglio, che di Putin è guarda caso grande amico). Le reazioni indignate per il trattamento delle tre Pussy Riot sono ovviamente partite dagli USA, hanno coinvolto vari rappresentanti dell’UE, hanno suscitato persino le dichiarazioni della Merkel. Nelle stesse ore cosa faceva Monti: snocciolava similitudini belliche per parlare della lotta all’evasione e si impelagava in un discorso senza capo né coda sulla necessità di rivedere la normativa sulle intercettazioni. Sul caso delle Pussy Riot e sulla questione dello stato della democrazia e della libertà di espressione in Russia, silenzio assoluto: e certo, perché guai a disturbare il manovratore, guai a mostrare la seppur minima titubanza nei confronti di Putin, che sennò quello ci chiude i rubinetti del gas e del petrolio; guarda caso (strana coincidenza…) il Governo italiano appare altrettanto defilato nei confronti della questione siriana: e non ci vuole molto a capire il motivo, visto che Putin è stato finora irremovibilmente a fianco del regime di Assad… Insomma, guai a indispettire ‘madre Russia’, che poi magari i miliardari non vengono più in Italia. In Russia un gruppo punk  (ma dubito che Monti sappia cosa sia il punk, per lui credo che già Orietta Berti faccia troppa ‘caciara’) viene sbattuto in una colonia penale ben poco rassicurante, evidente violazione della libertà di espressione, ma a Monti interessa mettere fine agli ‘abusi’ sulle intercettazioni, limitando, tra l’altro il diritto dei cittadini ad essere informati, e qui le due cose si saldano: sempre di limitazioni alla libertà di espressione e informazione, si tratti. Un Monti ‘sovietico’, dunque: e in fondo a guardarlo, il ruolo di dirigente del PCUS gli sarebbe calzato a pennello.