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DIECICENTO35, “IL PIANO B” (AUTOPRODOTTO)

10135 è il CAP di Mirafiori Sud, periferia torinese, luogo di provenienza di questo sestetto;
Il ‘Piano B’ è sempre quello ‘alternativo’, la via di fuga, l’opzione di riserva nel caso le cose vadano storte… e di cose che ‘vanno storte’ in certi periodi della vita ce ne sono parecchie, specie in quella fase che segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta… fase che tra l’altro di questi tempi va prolungandosi per un periodo che a tratti può apparire infinito.
I Diecicento35 sono giovani, (molto giovani, credo) e cantano di incertezze, di difficoltà nei rapporti umani, con la vita, con sé stessi; di fragilità e solitudine, del sentirsi ‘fuori posto’, della rabbia e della sofferenza provocate dal portarsi appresso un bagaglio di insicurezze, di domande e dubbi la cui risposta arriverà solo col tempo, con lo scorrere della vita.
Lo fanno (per fortuna), dando libero sfogo ai propri impulsi in questi undici pezzi, con un rock in cui chitarre arrembanti trovano adeguato sostegno in una sezione solida e compatta e in cui una certa attitudine pop cerca di smussare gli spigoli più acuminati.
Un suono che, va bene, ammettiamolo, non ha granché di originale, ma che diventa convincente proprio perché ‘istintivo’, perché appare rispondere soprattutto all’urgenza comunicativa della giovane band…
Il cerchio trova la sua perfetta conclusione nella voce di Carola Rovito, un campionario di emozioni comunicate senza troppi filtri, gridando dietro al microfono, una voce rock femminile come troppo poco spesso si ascoltano nel panorama tricolore.
I Diecicento35, insomma, ci sanno fare: o almeno, in questa fase riescono a dare una forma convincente alle proprie idee, in un riuscito mix di ‘ansia di comunicazione’, ed esiti sonori: grinta, ‘attitudine’ e freschezza; per il momento, possono bastare.