Posts Tagged ‘Il Colle’

LA PLAYLIST DI DICEMBRE

Si, lo so che siamo al 15 di gennaio, ma mi sono dimenticato…

 

Shadow People Twee

Forse ha ragione Francesco    Il Colle

Vela       Giancarlo Frigieri

Jelly (S)tone       Squid To Squeeze

Profondo Nero   Porco Rosso

Frange        Eugenio Rodondi

La canzone del sorriso     Cinque Uomini sulla Cassa del Morto

Madame    Daniele Maggioli

Social         Sintoh

Vittorio Emanuele    Il solito Dandy

Irene     Joe D. Palma

All my soul    Rigo

La volpe e l’uva     Teo Ho

Anime Semplici     Cristina Renzetti

 

IL COLLE, “DALLA PARTE DELLO SCEMO” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA DISCHI)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati”, disse una volta Bertold Brecht; ai tempi di Internet e dei social network, in cui torti e ragioni si mescolano in un calderone spesso indistinto, l’unico posto disponibile è quello riservato allo ‘scemo’, a chi si sottrae al ‘dominio della tecnica’ per continuare affidarsi alla passione, all’autenticità e all’immediatezza dei rapporti umani.

Il Colle parte da qui e dalla provincia fiorentina, dove circa cinque anni fa si forma il nucleo di una band che col tempo è diventata quasi una ‘banda’: sette gli elementi che hanno partecipato alla realizzazione del disco d’esordio.
Non che “Dalla parte dello scemo” sia una lavoro di denuncia dei guasti prodotti dall’imperante presenza dei ‘social’ e di Internet, anzi: qui non se ne parla proprio; l’arma migliore, negli undici brani presenti, è proprio ‘parlare d’altro.

Una galleria di personaggi, narrati o che parlano in prima persona, ripresi di fronte all’incertezza del presente e del domani, forse alla mancanza di punti di riferimento, al ‘tirare le somme’ che inevitabilmente conduce al momento del ‘come sono arrivato qui’?; ‘donne fatali della provincia’, i buoni propositi che rimangono sulla carta, ‘Case del Popolo’ che, senza dirlo esplicitamente’, diventano forse l’alternativa concreta al ‘virtuale’; spazi riservati ai sentimenti e una semiseria provocazione dedicata alla droga…

La band toscana si inserisce per sua stessa ammissione nel prolifico filone di certo rock / folk regionale (vedi alle voci: Bandabardò, Ottavo Padiglione), con l’immancabile ombra di Piero Ciampi ad allungarsi nelle retrovie.
Ironia condita di amarezza e un certo sarcasmo, sottotraccia forse la poetica di “Amici Miei”, la vita troppo breve per essere presa troppo sul serio, una risata ad accompagnare le riflessioni più amare e nel contempo un filo di malinconia a circondare i momenti apparentemente più leggeri.

Un disco i cui suoni si mantengono in territori rock / pop, mescolati a influenze folk e ‘popolari’ (fa capolino anche un fisarmonica), parentesi quasi punk e momenti country western.
Un lavoro che convince, per i colori vividi e lo spiccato dinamismo.