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IBRAHIMOVIC

Non è mia abitudine parlare di calcio: o meglio, mi piace parlarne solo in date occasioni; magari, abitudine presa da quando scrivo qui su WP, ogni tanto mi esercito in qualche tabellino… Ma insomma, non sono un ‘malato’… poi però succedono delle cose… come ieri, quando mi sono trovato davanti Ibrahimovic che sparava le solite banalità a profusione, e fin qui, tutto come da copione: della tendenza dei giocatori a essere dei ‘mercenari’ non si stupisce più nessuno: chiamiamoli professionisti, che offrono le proprie capacità al miglior offerente, nulla da dire. Non mi meraviglio nemmeno del gretto analfabetismo di certi giocatori: fateci caso, ma è cosa tutto sommato ovvia: più un giocatore è bravo, più è analfabeta, semplicemente perché sa che con tutti i soldi che prende è sistemato a vita e farsi una cultura serve a poco. I giocatori che siano interessati alla ‘cultura’ a prescindere sono pochi… quindi non meraviglia che Ibrahimovic lanci bordate di nulla cosmico probabilmente concordate con il suo procuratore. Quello che mi dà fastidio è altro: quello che mi dà fastidio è che questo (inserire insulto a piacere), se ne esca con una frase che più o meno suonava come: “io e Thiago Silva ce ne andiamo, è una perdita per il calcio italiano… NON SO COSA STIA SUCCEDENDO IN ITALIA…”. Ecco, accetto tutto, la banalità, l’analfabetismo… ma l’ignorare il mondo in cui si vive, no. Non la faccio troppo lunga,  sottolineo che in fondo ci mancherebbe pure che in una fase come questa, le società di calcio spendessero e spandessero, più di quanto già non facciano: se fossi un tifoso spagnolo o, visto che adesso va di moda il Paris Saint Germain, francese, non stapperei spumante: sarei inca**ato come un toro perché di fronte alla crisi gli sceicchi, o chi per loro, si permettono di dare stipendi faraonici a quelle bande di bambini viziati troppo cresciuti… per inciso, i club spagnoli rischiano la bancarotta, e con la Spagna in quelle condizioni voglio vedere come andrà a finire.  E’ ovvio e naturale che anche i club calcistici subiscano le conseguenze della crisi, ci mancherebbe pure; allora, mi domando: ma Ibrahimovic dove ca**o vive???? Io capisco che se percepisci stipendi mensili a sei zeri; ma vivere completamente fuori dalla realtà è un altro conto: se ti domandi (sottolineo con quella faccia da… aggiungere insulto a piacere) “non cosa stia succedendo in Italia”, beh allora veramente sei il nulla, sei una persona misera, un rifiuto, una scoria della quale liberarsi è  stato sacrosanto… Il calcio italiano, e tuta ‘Italia, caro Ibrahimovic, non perde nulla, senza di te; anzi, ci guadagna e mi azzardo a dire: SENZA IBRAHIMOVIC, L’ITALIA E’ UN POSTO MIGLIORE.

UN CAMPIONATO MEDIOCRE

E’ un campionato strano, quello in corso, il cui unico filo conduttore sembra essere quello della mediocrità; fatti due conti, la Spagna porta due semifinaliste in Champion’s e tre in Europa League, la Germania una semifinalista in Champion’s, dopo aver portato due squadre nei quarti di Europa League; anche l’Inghilterra (una semifinalista in Champion’s) e il Portogallo (una in Europa League), fanno meglio di noi. Eppure parliamo del Milan come una squadra di fenomeni, cosa che tutto sommato non è, o meglio: di fenomeno ce n’è uno, si chiama Ibrahimovic e senza di lui il Milan chissà dove stava. Se penso che la Roma con tutti i problemi (di impostazione tattica, di giovane età della squadra, di riassetto societario, di infortuni) che ha avuto,  e con risultati più che mai altalenanti, si è ritrovata a  lottare per il terzo posto fino a ieri (e non è detto che non rientri nelle prossime partite), mi dico che si, il campionato italiano è evidentemente mediocre. La partita di ieri non l’ho vita, o meglio: ho visto il primo tempo, e più che altro ascoltato l’inizio del secondo, fino al 4 – 0, andandomi ad occupare d’altro. La Roma ha mostrato una volta una fragilità psicologica disarmante: se si va sotto, specie fuori casa (diverso quando succede sul proprio campo, forse davanti ai propri tifosi scatta qualcosa in più), non si recupera. Ieri però a impressionare negativamente è stato l’atteggiamento fin dai primi minuti: indolente, quasi disinteressato, ben diverso da ciò che ci si potrebbe aspettare da una squadra che vincendo la partita si manterrebbe in piena corsa per il primo posto… Chissà cosa gli gira in testa… Poi vabbè, ti guardi t’intorno (ci si riconsola con l’ajetto, come si dice a Roma) e vedi che ognuno ha le sue: la Roma soffre di sindrome bipolare, l’Inter tira a campare (il ‘fenomeno’ Stramaccioni ha rimediato sei gol in due partite); non parliamo del Napoli, che aveva tutte le carte in regola per lottare per lo scudetto e adesso si trova lì, quasi allo stesso punto della ‘barcollante’ Roma; l’Udinese può essere soddisfatta così, allo stesso modo della Lazio, i cui tifosi incomprensibilmente non sono mai contenti; del Milan ho già parlato, la Juve continua a fare sfracelli: certo Conte è stato bravo, ma non si può non pensare che la concorrenza è poi modesta, e si limita al solo Milan… anzi, al solo Ibrahimovic. Nel frattempo c’è un altro scandalo scommesse in vista, che potrebbe mandare a carte quarantotto tutto quanto, scombinando mezza classifica e rendendo sostanzialmente inutile quanto successo fino ad adesso…