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IL TRISTE Y SOLITARIO FINAL DI MARIO MONTI

La realtà è che davanti a SuperMario dall’Annunziata (visto con un occhio aperto e uno chiuso, quel programma su di me sortisce un effetto soporifero disarmante), non si sapeva se ridere, piangere, provare compassione o semplice rabbia. Veniva da chiedersi: “ma ci fa o ci è”? A dircela tutta, ciò che più lascia basiti è questo suo improvviso ‘cadere dal pero’, l’apparente accorgersi in maniera improvvisa che una buona parte dei suoi ‘compagni di strada’ stessero con lui in modo del tutto opportunista, mirando a ben altro che non a portare avanti quell’esperimento, già di per se discutibile, bizzarro e fuori da ogni logica, battezzato “Scelta Civica”. Quasi un ossimoro, peraltro: la “Scelta Civica” quale sarebbe? Quella di spolpare le tasche degli italiani a suon di rigore, tasse e ‘stabilità’ (tutti elementi peraltro volentieri ereditati dal Governo di Enrico ‘si, è il nipote’ Letta)? Insomma, la ‘Scelta Civica’ è quella del metodo che molti hanno sottolineato: operazione perfettamente riuscita… il paziente è morto, ma capita, cosa volete che sia, dettagli.

Cominciamo col dire che Monti ha commesso errori su errori, e non solo col suo Governo: poteva diventare realmente il capo dei conservatori italiani, ha preferito dirigere un partitello di serie C qualunque; poteva arrivare al Quirinale, ha preferito approdare sulle pagine dei giornali o nello studio di Lucia Annunziata come un politico qualunque… Pensava, presentandosi alle elezioni, che gli italiani gli dessero gli stessi riconoscimenti dei ‘compagnucci della parrocchietta’ di Bruxelles; riteneva che improvvisamente Casini, da ‘una vita da voltagabbana’ si trasformasse nel più fedele degli alleati; immaginava che Mauro, ex esponente di primo piano del Popolo delle Libertà nel Parlamento Europeo, archiviasse definitivamente quell’esperienza… dai, diciamolo tutti in coro: ma ci fa o ci è? E soprattutto: ma dice sul serio o ci prende per il c…?  E adesso? Dopo essere stato snobbato alle elezioni (eccetto che da quel 4 per cento di italiani che durante la crisi si è arricchito e che sperava in un Monti al Governo vita natural durante), Monti si è dovuto accontentare di un ruolo marginale nel sostegno del Governo Letta-Alfano-Napolitano, venendo interpellato mai o quasi, tanto l’Esecutivo se c’è Scelta Civica o meno, campa uguale… e adesso davanti alle prevedibili, scontate, mosse di Casini, Mauro e compagnia, che fa? Fa l’offeso… come quei ragazzini che vengono chiamati a giocare solo perché hanno il pallone ‘figo’ ma che poi, progressivamente, vengono messi ai margini, e finiscono per essere quelli che ‘se il pallone va nel fosso, tu corri a recuperarlo’, correndo poi a piangere da ‘mamma Annunziata’…

Che fine misera, che squallido finale… e quello che ha fatto più rabbia, ieri, è sentire Mario Monti per l’ennesima volta snocciolare la leggenda urbana secondo cui tutti gli sono grati a Bruxelles perché ha salvato l’Italia e l’Europa… ora, a Bruxelles gli sono grati, certo, ma per altro: perché la cura Monti non ha fatto altro che peggiorare le condizioni dell’Italia, condannata alla stessa marginalità di altri Paesi del sud Europa: Portogallo, Spagna, la Grecia, naturalmente (a proposito: l’Italia non rischiava di ‘finire come la Grecia’: la Grecia ha 10 milioni di abitanti, l’Italia oltre 60 milioni…). Non è un caso che gli ‘amici’ tedeschi, olandesi e compagnia bella abbiano applaudito Monti… ma il fatto che l’Italia sia il principale competitor della Germania vi dice niente sul fatto che i tedeschi siano stati ben contenti della politica delle bastonate portata avanti da Monti??? I Paesi del Nord Europa sono stati ben contenti di vedere imposta la loro ricetta di gretta austerità agli ‘amici’ del sud… Insomma, diciamocela tutta: le condizioni disastrate di Portogallo, Grecia, Spagna e Italia hanno fatto comodo a molti… E l’unica nazione disastrata che ha mandato a quel Paese tutto il ‘sistema’, ossia l’Islanda, alla fine è l’unico che adesso può dire: ‘noi abbiamo vinto’… tanto di cappello.

E insomma, tornando a Monti e per concludere, che magra figura: condannato a lanciare i suoi peana da un programma del primo pomeriggio domenicale, quando la gente dorme, pensa alle partite o fa altro… che giunge perfino a una livorosa accusa a Daria Bignardi per la storia del cane… anche lì: ma è Daria Bignardi, ma che t’aspetti? Se non vuoi ‘essere messo in mezzo’, a quel programma manco ci vai… che tristezza, e pensare che questo ha governato l’Italia, nella concordia più totale (la stessa peraltro che caratterizza il Governo Letta, e questo, temo, dovrebbe dirci molto), mette ancora più rabbia.

P.S. A proposito: ma siamo sicuri che Dudù, il cane di Berlusconi, non sia proprio lo stesso che ai tempi la Bignardi rifilò a Monti?

LA COSA PEGGIORE…

… è che sembra che col risultato delle elezioni, gli italiani abbiano ‘infastidito’ qualcuno: quotidianamente ci troviamo davanti a sorrisetti di condiscendenza dei cosiddetti ‘operatori dei mercati’, ad atteggiamenti di spocchiosa supponenza di politici tedeschi, a copertine irridenti di supposti ‘giornali influenti’, tutti con lo stesso irritante atteggiamento… Come se col loro voto gli italiani non avessero dovuto esprimere la propria opinione, ma compiacere qualcuno, che adesso si mostra ‘risentito’ perché gli italiani non avrebbero fatto ciò che ci si aspettava da loro, ragionando invece con la propria testa… NO, DICO: MA SCHERZIAMO???? Questo ha tutta l’aria di essere un attentato alla democrazia bello è buono: un popolo non può certo vivere ‘schiavo dei mercati’ e votare ‘come piace a loro’, pena l’abbassamento del rating (rating deciso da agenzie private che di democratico non hanno proprio nulla, e che per conto mio andrebbero messe fuori legge) o l’aumento del ‘famigerato spread’: è un atteggiamento INFAME E RICATTATORIO di fronte al quale l’unica risposta dovrebbe essere davvero un mastodontico VAFFA. Siamo l’ITALIA, MA CHE CAVOLO!!! Vogliono ricattarci col ‘votate come vogliamo noi, altrimenti vi facciamo fallire’??? Semplicemente, non possono: hanno fatto i salti mortali per non far fallire la Grecia, una nazione di circa 10 milioni di abitanti,  figuriamoci se possono permettersi di far fallire noi: se l’Italia fallisce, si porta dietro tutti quanti, a cominciare dalla ‘rigorosa e seria Germania’, sempre pronta a far lezione a tutti e che tra poco si troverà nei casini, perché a forza di pretendere ‘rigore’ da tutti, non riuscirà a trovare più nessuno che alimenti le proprie esportazioni…  Non dobbiamo certo votare ‘come vogliono i mercati’, a maggior ragione non dobbiamo certo votare ‘come vuole la Germania’. La signora Merkel si ‘risente’ perché non abbiamo votato come voleva lei? E sti***zi , ma chi si crede di essere? Stiamo attenti, perché si continua a ragionare così, davvero la democrazia è a rischio, e non certo per colpa del MoVimento Cinque Stelle…. Attenzione…

LA MISERIA

Quello che è successo ieri in parlamento ha dell’incredibile… Oddio, forse in una certa misura era anche prevedibile, ma insomma, uno spera sempre che si sia toccato il fondo e invece puntualmente qualcuno si arma di pala e ricomincia a scavare… La situazione mi ha ricordato per certi versi quella della mancata autorizzazione a procedere contro Craxi: l’unica differenza è che allora a essere coinvolto era stato tutto il Parlamento, stavolta solo una parte, con poche eccezioni. Berlusconi riscende in campo (ma sarà proprio vero? O è l’ennesima mossa compiuta ‘per vedere l’effetto che fa’?) e praticamente ogni dissenso, nel suo partito, viene meno: il diktat è ‘togliere la fiducia al Monti brutto e cattivo’, tutti, eccetto poche notabili eccezioni, sono pronti a piegare il capo in segno di ossequiosa obbedienza; tutti, eccetto uno sparuto gruppo di persone che evidentemente hanno ancora un filo di dignità e di senso della misura, pronti per l’ennesima volta a offrire gentilmente le proprie terga al membro flaccido e avvizzito del ‘capo’… Una miseria morale come, anche in Italia dove siamo abituati, raramente se ne sono viste. Spero sinceramente non finisca qui: spero che chi, come Meloni e Alemanno, fino a ieri parlava di impresentabilità di Berlusconi, tenga fede alle proprie dichiarazioni e prenda le distanze. La figura peggiore l’ha fatta Alfano, incapace ancora una volta di alzare la voce, pronto per l’ennesima volta a chinare il capo, ad andare in tv sorridente e uscirsene con metafore come quella di ‘Berlusconi che è il detentore del titolo, la coppa l’ultima volta l’ha alzata lui’; e subito, si rimette in moto la macchina: sul TG5, un ‘servizio – santino’ dedicato al Capo, seguito da un velenoso catalogo delle nefandezze di Monti. Una Nazione allo sbando: ostaggio prima di un Parlamento di nominati dediti solo a compiacere chi gli ha donato una poltrona e completamente disinteressati delle sorti dei cittadini; poi il crollo e, in spregio a ogni più elementare regola di democrazia, lo stesso Parlamento di nominati che dà il via libera a un Governo voluto dalle istituzioni finanziarie internazionali, calato dall’alto, privo di qualsiasi legittimazione democratica; perfino nelle più disastrate Grecia e Spagna si è votato; non Italia, dove evidentemente la democrazia è un optional. Oggi, dopo  un anno di ‘rigore’ fine a sé stesso, l’economia portata al collasso da ricette per le quali non c’era certo bisogno di ‘tecnici’, si ritorna da capo: continueremo ad avere un parlamento di ‘nominati’, continueremo ad avere Berlusconi come uno dei due contendenti, pronto a dipingersi come il salvatore della patria, tanto la memoria degli italiani è corta… Ci aspettano nuovamente tre mesi in cui si parlerà solo e soltanto di Berlusconi, da una parte gli adoratori del ‘Capo’, dall’altra chi lo dipingerà come un demonio e dei problemi veri e del futuro, chi se ne frega; del resto, Berlusconi ha superato di gran lunga i 70 anni e Bersani i 50: il futuro di certo non gli appartiene, quindi chissà che gliene frega, meglio parlare solo e soltanto del presente. Gli elettori delle primarie del centrosinistra hanno voluto Bersani: con lui gli è stato recapitato nuovamente anche Berlusconi… a loro, e pure a noi; ringraziamo sentitamente… Anche perché con la ridiscesa in campo di Berlusconi, i Veltroni, le Bindi, i D’Alema sentiranno tutto il diritto di fare altrettanto… Auguri a tutti, nei prossimi tre mesi saremo letteralmente sommersi da una mare di m***a.

SCORRO…

Le pagine del blog, e mi accorgo dell’assoluta mancanza di idee: gli ultimi due post due link, precedentemente qualche commento calcistico e una recensione… La vena non è molta, in realtà, il tempo ci sarebbe pure… qualche vicenda di ‘vita quotidiana’ che non induce pensieri dei migliori… Manca materiale, a dire la verità: il fatto è che uno poi si stufa, anche a pensare sempre le stesse cose, figuriamoci a scriverle: mi guardo intorno e mi chiedo che senso avrebbe, scrivere di Lusi e di Formigoni, di Berlusconi, di Renzi e Bersani, di Monti e della Fornero… noia, noia e ancora noia… Mi sembra che la situazione della serie: ci dicono che tutto sta per cambiare, ma poi non cambierà nulla. Non vedo questi rivolgimenti del panorama politico all’orizzonte: la realtà è che nessuno ha uno straccio di idea. Ne approfitta giusto Grillo, che dice cose in larga parte condivisibili, vedremo gli sviluppi; ma l’impressione è che se le cose dovevano cambiare grazie a Monti e al suo Governo, beh in realtà cambierà ben poco: cioè, cos’è cambiato, in Parlamento,  negli ultimi tempi? Che è entrato Adinolfi, uno che è famoso perché ha fatto i soldi giocano a poker: bell’esempio e il PD lo manda in Parlamento, complimenti. La realtà è che siamo molto all’ognuno per se, dio per tutti: chi si è trovato più o meno casualmente con una poltrona che gli dà un lauto introito se la tiene stretta, gli altri pazienza. Non vedo una sola idea vincente, in giro: vedo solo persone che guardano al proprio tornaconto personale, fregandosene degli altri. La politica, che dovrebbe essere confronto di idee su come migliorare il bene comune, è sempre più ridotta a lotta di potere, di prestigio personale: guardo Bersani, Casini, Alfano: non vedo rappresentanti politici portatoti di un’idea di bene comune, vedo solo gente impegnata costruire non si sa bene quali progetti per poi distribuire poltrone agli amici. Ora, passi per l’UDC che non è mai riuscita a dare una sua visione del mondo, è solo passata da ‘tutto quello che dice il Papa è giusto”  a “tutto quello che dicono il Papa e Monti è giusto”; ma dagli altri due, fatti i debiti distinguo, mi sarei aspettato di più, e invece il nulla, il vuoto assoluto… Ragazzi, che pena!!! Il brutto della situazione è proprio questo: se il Governo Monti doveva servire a dare spazio alle forze politiche per riorganizzarsi, magari attorno a qualche idea, l’avvilente realtà è che invece il Governo Monti sta venendo usato da tutti solo come scusa per galleggiare, tracheggiare, esibirsi in sofismi… Che pena, che avvilimento, che schifo di classe dirigente priva di qualsiasi impeto verso un bene che non sia rappresentato dal proprio portafogli, ci siamo ritrovati… Ma che schifo, pensare che alle prossime elezioni si confronteranno Alfano, Bersani, Casini, Vendola, Di Pietro… No, non salvo nessuno: forse solo Grillo, al quale dò un filo di beneficio del dubbio, ma tutti gli altri no. Non uno di loro, per esempio, ha offerto soluzioni valide per ridurre all’impotenza la finanza che ci ha portati al macello di fronte cui ci troviamo. Nessuno. Nessuno che abbia proposto di mettere fuori legge le agenzie di rating, per dire…  Giovedì ci sarà Italia – Germania, l’ennesima: guarda caso la Germania affronta una dietro l’altra Grecia e Italia, nazioni che da un punto di vista storico, artistico e culturale possono benissimo permettersi di guardarla dall’alto in basso, ma oggi contano solo gli schifosi soldi. A questo ci siamo ridotti, a dare importanza solo e soltanto ai soldi: viene in mente il compianto Bradbury e il suo Fahrenheit 451, dove i libri vanno al macero… ecco, ci avviciniamo a grandi passi a quel momento, se il mondo si è ridotto solo ai soldi: e chi dice il contrario viene tacciato di utopia o demagogia, che pena. E’ indubbiamente una brutta società, quella in cui viviamo… non voglio usare termini come ‘difficile’, ‘complicata’… No, è proprio brutta, viene voglia di sognare davvero che a dicembre si avveri in qualche modo la profezia dei Maya: non tanto con la fine del mondo, ma con qualche stravolgimento che ci porti a murare radicalmente abitudini, usi e costumi, modi di pensare; dubito che però assisteremo a nulla del genere… e allora avanti così…

IN CHE MANI SIAMO…

Da ciò che si legge sui giornali e si vede nei telegiornali, non sembra poi che dallo scorso anno le cose siano cambiate un granché: Francia e Germania reggevano le sorti dell’Europa prima, Francia e Germania continuano a determinarle oggi. Per quanto Monti sia stato accolto nel consesso internazionale (che del resto aveva frequentato anche in precedenza) con toni entusiasti, all’insegna del ‘finalmente un italiano serio’, poi alla fine le cose sono andate come abbiamo visto: certo Monti incontra e parla al telefono, ma la netta impressione, soprattutto in questi giorni in cui si deve decidere il futuro della Grecia (a proposito: l’uscita dall’Euro sarebbe la fine, perché sarebbe seguita a breve giro di posta da almeno altre tre – quatto nazioni… paradossalmente l’unica nazione che ha dimostrato di sapersi fare i cavoli propri, fregandosene beatamente del resto d’Europa è la Germania, che quindi dovrebbe cacciata dall’Unione a calci), chi è che alla fine ha il ‘pallino’? Germania e Francia, la Merkel e Hollande, una reduce da una batosta storica (e mi chiedo: ma se in Germania campano alla grande, c’è la disoccupazione al minimo, si permettono di stare  a fare i maestrini agli altri un giorno si e l’altro pure, perché poi il partito della Merkel perde?), l’altro appena insediato. Dopo aver visto l’esito delle elezioni francesi, mi sono detto che i nostri ‘cugini’ dovevano averne veramente piene le tasche di Sarkozy, seppur di levarselo dai piedi hanno eletto Hollande. Voglio dire, ma guardatelo: raramente un politico ispira così poco: non è ne un ‘simpaticone’, come Blair, Berlusconi o Sarkozy (e visti questi esempi, Dio ce ne scampi, dai ‘simpaticoni’) né un ‘monolito’ che trasuda rigore e serietà, come poteva essere Mitterand o anche Chirac. Insomma, io ho visto Hollande e m’è venuto in mente Veltroni, con una, enorme differenza: Veltroni sembra che in politica c’è capitato per caso, perché un giorno gli è capitato un pomeriggio libero, senza film da andare a vedere al cinema e allora è entrato in una sede di partito; Hollande mi ricorda uno di quei puntigliosi impiegati di sportello di qualche ufficio pubblico, che ti pianta una grana perché in una pratica manca qualcosa di futile e allora ti fa tornare lì un’altra volta… Insomma: per lo meno Bersani ti dà l’idea di un burocrate, ma di uno di quelli che ti trova un modo per non dover tornare  a fare la fila. Hollande è grigio, anonimo: non so, forse veramente corrisponde a un ‘cittadino medio’, ma insomma, che uno così sia arrivato alla Presidenza francese fa specie. Dall’altra parte, la Merkel, che possiamo derubricare più velocemente, visto che ormai la conosciamo: la Merkel è una di quelle professoresse che se dopo un’interrogazione da otto gli cadi su un dettaglio della domanda finale, è capace di mandarti al posto con un sei. Insopportabile, con st’atteggiamento da ‘so tutto io’, da ‘io sola sono nel giusto, tutti gli altri sbagliano’, l’attitudine da: ‘sono democratica: per me non conta un c***o nessuno (parafrasando Full Metal Jacket)’. Ormai della Merkel non se ne può più: ha mandato la Grecia alla bancarotta quando ancora poteva essere salvata solo per il puntiglio di non metterci un euro; non solo: anche adesso continua pervicacemente con ‘sta panza del ‘rigore’, dopo che si è levata lo sfizio di ‘sistemare’ anche noi italiani. Non c’è fine al peggio e anche adesso guai a cercare soluzioni alternative… Ecco, in che mani siamo… poi certo, c’è il nostro Governo, quello di Monti, Fornero, Passera… degnissime persone (e guai a rimpiangere chi c’era prima), ma è ormai del tutto evidente che le decisioni continuano a essere prese altrove: se prima l’Italia non era considerata, perché un Paese che aveva espresso QUEL Premier e QUEI Ministri, non poteva essere presa sul serio, adesso l’impressione è che l’Italia continui a non essere considerata semplicemente perché  non ha le spalle sufficientemente larghe, e quindi se ne stesse buona… Viene in mente il famoso aneddoto dei cani e del gattino raccontato da Enrico Mattei e ripreso nel film di Francesco Rosi: l’Italia è come quel gattino, che se si avvicina anche solo per prendere gli scarti dei cani che si stanno litigando l’osso, viene scacciata e schiacciata in malo modo.