Posts Tagged ‘Giorgio Pezzin’

FUMETTAZIONI 1/ 2018

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate.

 

LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO

Adolescenza e dintorni in quel di Rebibbia (alla periferia della Capitale), tra amicizie, amori, le prime esperienze nel mondo del lavoro, sale giochi, centri sociali, sullo sfondo di un lutto che sancisce – forse – l’inizio del passaggio all’età adulta.
L’esordio di Zerocalcare, giovane ‘fumettista’ passato rapidamente dallo status di ‘autore di culto’ (leggi: conosciuto e apprezzato da una stretta cerchia di appassionati del genere) a concorrere per lo ‘Strega’ (e detto tra noi: meno male che non l’ha vinto).
Un narrazione ancora frammentaria, per un’opera che appare più una raccolta di spunti e riflessioni che non un’opera veramente organica.
Molti trentenni – e un buon numero di quarantenni – si riconosceranno nelle atmosfere, nelle ambientazioni, nei riferimenti a musica, fumetti, videogiochi e quant’altro, le risate sono assicurate quasi a ogni pagina.
A tratti però, per quanto mi riguarda, si avverte anche forte lo scarto, non solo, in parte generazionale, ma anche di esperienza: se Zerocalcare è uno da centri sociali che detesta il centro, io sono uno che appena può fugge in direzione centro storico e nei centri sociali si è sempre trovato piuttosto a disagio…
Voto: 7

 

NIGHT RAVEN – HOUSE OF CARDS
Quasi un ‘pulp’, un film di gangster, un melodramma: lotte tra bande, politici corrotti, donne finite in giochi più grandi di loro, storie d’amore con poca speranza. Night Raven, enigmatico giustiziere mascherato, interviene quasi come un ‘deus ex machina’, ma fallibile anche lui.
Jamie Delano e David Lloyd confezionano una storia di ‘vigilanti mascherati’ tipicamente ‘british’.
Voto: 7

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1979

Jerry Siegel – uno dei ‘padri’ di Superman – firma assieme a Cavazzano un’avventura di paperi a base di… comete e fortuna; Giorgio Pezzin e Giovan Battista Carpi gettano gli stessi paperi nel bel mezzo di un possibile nuovo diluvio universale; Topolino, con Gancio da una parte, Pippo ed Eta Beta dall’altra, completa l’albo, grazie a Romano Scarpa, Sandro Del Conte, Guido Martina e Guido Scala.
Voto: 6,5

 

TESORI MADE IN ITALY 6

Chiusura col ‘botto’ per il ciclo di ben sei numeri dedicato a Cavazzano con le storie scelte dallo stesso disegnatore. Ricchissimo stavolta il sommario: dall’ultima collaborazione con Rodolfo Cimino all’incontro tra Disney e Salvador Dalí, passando per il numero 3000 di Topolino, fino Double Duck e al Commissario Topalbano.
Un numero ai limiti della perfezione che lascia un po’ di delusione per la selezione dei precedenti, non sempre all’altezza.
Voto: 8

 

INVINCIBLE 49
Ci avviciniamo al numero 50 dell’edizione italiana, e al cento dell’originale, con un numero tutto dedicato alla serie principale, tra retroscena assortiti su alcuni dei comprimari principali e un colpo di scena finale dai contorni esilaranti. Tutto semra essere pronto per un nuovo inizio e il ritorno a una parvenza di ‘normalità’, ma conoscendo Kirkman, c’è da aspettarsi che la ‘boa’ dei 100 numeri venga girata in modo tutt’altro che tranquillo…
Voto: 6,5

 

UACK! PRESENTA: VITA DA PAPERI 1
Nuova veste per Uack! che riparte dal numero 1, continuando a fare ampio spazio a Carl Barks.
Pezzo forte dell’albo, una trasferta scozzese con castello infestato; il resto, più o meno contorno.
Voto: 6

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FUMETTAZIONI 9 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 21

Apre “Zio Paperone e il mistero del manierp”, tipica ricerca di tesori a firma Pezzin / Cavazzano; Luciano Bottaro dà vita all’ennesimo ‘duello’ tra lo scettico Pippo e la fattucchiera Nocciola, con esiti quasi psichedelici.
Solita infornata di materiale più datato (a cura di Guido Martina, Romano Scarpa, Carlo Chendi, Luciano Gatto, Al Hubbard, Paul Murry, Tony Strobl, John Liggera), prima di una canonia avventura archeologica con Topolino e Indiana Pipps (di Gianfranco Goria e Massimo De Vita), prima del finale, protagonista nuovamente Zio Paperone, stavolta alle prese con una delle tante invenzioni di Archimede, la ‘Pillola Pit’, di Pier Carpi e Giorgio Bordini.
Voto: 7

 

THE WALKING DEAD 49

Un numero ‘transitorio’, con un finale che promette di rimescolare di nuovo le carte, mentre il ‘nerd tecnologico’ Eugene riesce finalmente a contattare qualcuno / a via radio – facendo scorgere all’orizzone nuovi sviluppi e mentre Rick continua la sua metamorfosi: da generale ‘sul campo’ a stratega per così dire ‘politico’ che punta a mettere ogni pedina al posto giusto per garantire la sua idea di ‘nuova società’… Apparentemente, qualche rimando a “House of Cards”, o “Game of Thrones”, se non fosse per il fatto che Kirkman ha dimostrato finora di essere abbastanza imprevedibile, affidando quest’impredibilità all’elemento – zombie, che negli ultimi è rimasto sempre abbastanza sullo ‘sfondo’: c’è da credere che prima o poi assisteremo a una qualche ‘deflagrazione’, a ricordarci che alla fine il mondo è più o meno una ‘terra dei morti’ e i sopravvissuti, per quanto organizzati, dovranno continuare a tenerne conto.

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 10

Stavolta, un autore italiano, divenuto internazionale: Marco Rota, con la sua saga di Mac Paperin, antenato caledone dell’odierno Paperino, alle prese con i continui tentativi d’invasione dei vichinghi, aiutato dal ‘piccolo’ Krack; storie che hanno che hanno avuto successo, ovviamente, soprattutto presso il pubblico dei Paesi scandinavi, per il quale in molti casi sono state ideate.
Siamo al top della produzione disneyana: con queste storie, disegnate con piglio magistrale omaggiando a tratti la lezione di Barks, Rota si pone nel novero dei grandi: più che mai meritato, quindi, l’inserimento nella collana ‘internazionale’.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 46

Attorno a un Invincible ridotto male si gioca una partita complicata per salvare la Terra, fino a quando una nuova scoperta sembra destinata a rimescolare ulteriormente le carte.
Voto: 7,5

Wolf-Man dal canto suo si avvicina al confronto / scontro finale con la sua nemesi e soprattutto, con sua figlia.
Voto: 7

 

FROM HELL

Sintetizzare From Hell è impresa improba: i numeri stavolta possono rivelare molto: siamo attorno alle 380 pagine di fumetto, cui se ne aggiungono una quarantine di note esplicative; Alan Moore, assieme ai disegni spesso disturbanti di Eddie Campbell accompagna il lettore nella discesa negli inferi della Londra vittoriana, accompagnando le gesta di Jack Lo Squartatore e del detective Abberline, incaricato di seguire il caso.
E’ noto che all’assassino non sia mai stato dato un nome; Moore abbraccia comunque l’ipotesi che dietro alle gesta del serial killer più famoso della Storia si celasse William Gull, medico di corte incaricato dalla stessa regina di mettere a tacere un gruppo di prostitute, a conoscenza dell’esistenza di una figlia illegittima di uno dei rampolli della casa reale.
Se From Hell si limitasse a essere solo ‘una storia’ sarebbe tutto più facile: il fatto è che Moore ricostruisce attentamente ogni dettaglio, dalla geografia della Londra di fine ‘800 ai rapporti tra i protagonisti; sfruttando un’amplissima bibliografia ricrea il clima di un’epoca, arricchendo il tutto con le sue conoscenze nel campo dell’esoterismo, della massoneria dei ‘segreti incofessabili’ che si celano dietro le mura di cattedrali e palazzi del potere.
Una sorta di ‘horror consapevole’ in cui ogni tassello finisce al suo posto per spiegarci la genesi del ‘mostro’; senza risparmiare al lettore nulla o quali, giungendo al climax in un intero capitolo che segue passo passo ‘l’intervento chirurgico’ su una delle vittima.
Un’opera a tratti disturbante, straniante, che non può che lasciare il lettore con un’inquitudine di fondo e anche nei più scettici il dubbio che la vita quotidiana di noi comuni mortali sia influenzata da forze oscure costantemente all’opera.
Il numero di opere scritte da Alan Moore che può fregiarsi, senza esagerazione, del titolo di ‘capolavoro’ è impressionante, a partire dalla sua lettura del genere supereroistico: da Watchmen a V for Vendetta, da Swamp Thing a Promethea;
di più, Alan Moore appartiene al ristretto novero degli autori di fumetti ai quali la ‘critica ufficiale’ non ha potuto evitare di dare dignità letteraria; se volete sapere perché, leggetevi From Hell.
Voto: 10

 

1963

Premessa per i non addetti ai lavori: negli anni ’90, la casa editrice Image lanciò un nuovo modo di fare fumetto supereroistico; i personaggi erano di proprietà non dell’editore, ma degli autori che dunque, nel limite del consentito, si garantivano un’ampia libertà di espressione; l’esito fu quasi una rivoluzione: Todd McFarlane, Jim Lee e altri, divenuti famosi soprattutto grazie alla Marvel, diedero vita a fumetti come Spawn o Wildcats, la cui cifra stilistica poteva riassumersi in storie più dure, a volte tetre, in altri casi violente, con personaggi dalle anatomie esasperate (nel caso di Rob Liefeld, rese in modo volutamente esagerato per nascondere evidenti carenze nelle capacità di disegnarle), ed eroine che sembravano uscite dalle pagine di una rivista per adulti, coi costumi perennemente strappati e i pochi brandelli posti in posizioni strategiche… Una ‘rivoluzione’ che non durò a lungo, ma che sancì per certi versi un ‘salto in avanti’ in termini di ciò che un fumetto poteva o meno mostrare…
In questo quadro risulta quasi straniante l’idea della Image di contattare Alan Moore, uno che con Watchmen e V for Vendetta aveva contribuito più di ogni altro a dare dignità letteraria al genere; il risultato fu 1963: una miniserie di sei numeri che omaggiava i fumetti (soprattutto Marvel: i vari personaggi sono più o meno esplicitatemente ispirati ai vari Fantastici Quatto, Uomo Ragno, Capitan America, Thor e via dicendo) degli anni ’60 e che nelle intenzioni si sarebbe dovuta concludere con l’incontro / scontro tra la generazione dei supereroi idealisti degli anni ’60 e quella dei nerboruti senza scrupoli dei ’90; peccato che alla fine Alan Moore e soci (Dave Gibbons, Rich Veitch e Steve Bissette) si trovarono coinvolti loro malgrado nei dissidi interni alla stessa Image, vedendosi nei fatti impedito di scrivere proprio quel finale.
1963 resta così ridotta a questi sei albi, tributo alla ‘Marvel del bel tempo che fu’, una ‘chicca’ di fronte alla quale gli appassionati non possono che tirare un sospiro di nostalgia: il discorso del ‘quanto erano belli i fumetti di una volta’ poteva già risultare nostalgico a quei tempi (parliamo di circa vent’anni fa, ormai); lo risulta ancora di più oggi, quando perfino quello che alla fine si riduce per lo più a un gioco, un esercizio di stile, per quanto ben confezionato, suscita un’ondata di rimpianto per ciò che i supereroi furono e purtroppo raramente sono ancora, ormai appiattiti dal peso delle loro versioni cinematografiche.
Voto: 8

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1978

Guido Martina e Giovan Battista Carpi danno vita a una eroicomica parodia paperinesca di Tarzan; lo stesso Martina assieme a Sergio Asteriti sposta Topolino e Pippo di un giorno avanti nel tempo. Piante che producono fagioli d’oro e dinosauri giocherelloni per la banda dei paperi grazie a Giorgio Pezzin, accompagnato da Massimo de Vita prima e Cavazzano poi. Completano il numero alcuni brevi e abbastanza inutili riempitivi.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 5

Prosegue la monografia dedicata a Cavazzano, compilata da sé medesimo: aprono Paperino e Paperoga alle prese con l’iracondo Dinamite Bla, si prosegue con un tipico scontro tra Topolino e Pippo e Macchianera dai risvolti ecologisti e con una storia incentrata sulla 313; il ‘pezzo forte’ è però “Gambadilegno e la rapina da fumetto”, col ‘gattone’ alle prese col blasone ladresco perduto; chiudono nuovamente Paperino e Paperoga con una corsa a perdifiato tra le calli veneziane.
Il gruppo di storie, risalenti al primo decennio del ventunesimo secolo omette volutamente “La vera storia di 900”, trasposizione dell’opera di Baricco e del film di Tornatore, considerata dai più come uno degli apici assoluti della produzione italiana Made in Italy: ovviamente, non sia mai che i lettori appassionati possano accedere a una versione economica unita ad altre storie e non svenarsi per la varie edizioni ‘De Luxe’ in circolazione…
Voto: 7

 

UACK! 34

Numero che ‘celebra’ i 70 anni di Zio Paperone con “Paperino e la scavatrice” di Carl Barks e “Qualcosa di veramente speciale” di Don Rosa: la prima, una ‘pietra miliare’ considerate tra le maggiori opere dell’Uomo dei Paperi, la seconda con Zio Paperone ad affrontare le sue nemesi unite per l’occasione e a tuffarsi nel contempo nel proprio passato.
Il valore del numero supera di gran lunga il prezzo di acquisto solo per queste due storie; completano il sommario le solite storie brevi, alcune delle quali a dire il vero decisamente evitabili.
Voto: 7,5

 

INVINCIBLE 47

Robert Kirckman comincia a posizionare le pedine in vista del numero 100, che coinciderà con il 50 dell’edizione italiana; Invincible continua a doversi districare tra varie difficoltà per impedire che la Terra diventi il campo di battaglia di una guerra extraterrestre, nel contempo dovendo gestire un personaggio visto come il nemico pubblico n°1 del pianeta, ma i cui comportamenti hanno una logica fin troppo stringente; rivelazioni spiazzanti su altri comprimari, in puro stile anni ’70.
Voto: 7,5

Wolf-Man nel frattempo si prepara ad affrontare lo scontro più difficile: quello con sua figlia.
Voto: 7

 

FUMETTAZIONI 8 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 20

Domina la storia in quattro puntate che nel 1994 celebrava il numero 2.000 di Topolino: Carlo Panaro e Romano Scarpa (con le chine di Lucio Micheli) alla guida.
I fratelli Barosso firmano – coi disegni di Giovan Battista Carpi e Giuseppe Perego – le prime due storie italiane con protagonista Paperoga; Tony Strobl, Carl Fallberg e Dick Moores guidano la consueta ‘quota U.S.A.’ completa il sommario, tra le altre, una lunga trasferta ‘desertica’ di Zio Paperone & Co. della coppia Pezzin / Cavazzano.
Voto: 7

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1977

La ‘premiata ditta’ Pezzin – Cavazzano dà vita all’ecologista (e letta oggi, in tema di cambiamenti climatici, per certi versi profetica) “Zio Paperone e la nuova glaciazione”; i due ‘Guidi’ – Martina e Scala – portano invece i paperi su Marte; completano il sommario la prima apparizione della parodia disney di Sherlock Holmes (qui in Italia noto come Sir Lock), scritta da Carl Fallberg, disegni di Carston Van Osten e Sam Cornell, e un ‘tipico’ giallo con un canonico scontro Topolino – Gambadilegno, a firma Dalmasso – De Vita.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 4

Prosegue ‘il meglio di Giorgio Cavazzano, scelto da sè medesimo’: tra il centenario degli 0scar (scritto da Vincenzo Mollica), affollato di ospiti ‘storici’, una doppia storia con protagonista l’archeologa Eurasia Tost ad affiancare Topolino e Pippo e un giallo con Manetta protagonista assoluto, la ‘perla’ dell’albo è “Zio Paperone e il terzo Nilo”, di diritto tra i classici delle avventure ‘archeologiche’ disneyane.
Voto: 8

 

UACK! 33

Tribù indiane nel nord America, animali mitologici e Paesi mitici occupano le storie principali della selezione, firmate dai ‘titolari’ Carl Barks e Don Rosa; il resto è come al solito ‘contorno’, dove si distingue la prima, storica, apparizione di Lupetto, ‘figlio degenere’ di Ezechiele, storico avversario dei Tre Porcellini.
Voto: 7

 

RAT-MAN 122

L’ultimo numero, e ovviamente non rivelerò il finale, che peraltro è abbastanza ‘annunciato’ e chi segue la serie potrà immaginare.
Qualche breve riflessione sul concludersi di un’avventura di cui spesso ho criticato il finale allungato: oh, sarò fissato, ma non vi va giù: se prima dici: “100 numeri e poi si chiude” e poi “no, vabbè, ho ancora un sacco di cose da dire”, i dubbi vengono…
Non credo sia un’eresia sottolineare che “Rat-Man” è stato una delle ‘galline dalle uova d’oro’ della Panini, così come in fondo non credo di fare un torto a Leo Ortolani, sottolineando nuovamente che secondo me lui ha proseguito un po’ per amore del personaggio, un po’ per l’insicurezza dell’abbandonarlo e un po’ perché, diciamocela tutta, gli scrittori di fumetti non campano di aria e le bollette da pagare ce le hanno pure loro.

Detto questo, quella di “Rat-Man” è stata comunque una ‘bella corsa’:  penso che un po’ tutti noi lettori ‘di lungo corso’ che l’hanno seguito dal primo numero originale (una collezione completa credo che tra qualche anno varrà qualcosina, peccato che al momento l’idea di vendermi i fumetti sia proprio un concetto alieno per me), abbiamo fatto due conti: 122 numeri a cadenza bimestrale fanno 244 mesi e 22 anni: a occhio e croce un po’ più di metà della mia esistenza è stata ‘accompagnata’ dall’appuntamento bimestrale in edicola o fumetteria con “Rat-Man”.

Un risultato che ne fa, senza esagerare, una delle testate ‘storiche’ del fumetto italiano, ancora più strabiliante se si pensa che non si tratta di una testata della Bonelli, ma di un fumetto comico inizialmente nato come parodia dei supereroi… che poi, negli ultimi anni, è diventata forse una pura e semplice testata supereroistica, sempre caratterizzata da gag, battutacce, doppi sensi e poco o nessun riguardo per il politically correct, ma con protagonista un personaggio che si è evoluto ormai da anni non viveva più della ‘luce riflessa’ dei supereroi che inizialmente prendeva in giro.

Una lunga ed avvincente storia, anche se con gli anni caratterizzata da una certa ripetitività: se ho una critica da fare a Ortolani non è tanto quella che da un certo punto in poi è andata per la maggiore: “Rat-Man non fa più ridere”, quanto il fatto che col tempo è tornato a raccontare la stessa storia più volte: certo, la rilettura del ‘mito’, l’aggiunta di particolari sempre nuovi è in un certo senso uno dei marchi di fabbrica del fumetto supereroistico, ma nel caso di “Rat-Man” alla lunga questo ha pure stancato.

Eppure, alla fine, non l’ho mollato, forse anche perché, diciamocelo, 2,50 Euro ogni due mesi sono una cifra assai esigua e in fondo Rat-Man la sua funzione di offrire una quarantina di minuti di sano intrattenimento, l’ha assolta egregiamente dall’inizio alla fine.

Non sono così ‘sentimentale’ da affermare che Rat-Man mi mancherà, anche perché – e lo so, sono pedante – secondo me sarebbe già dovuto finire da un pezzo, ma quello che auguro veramente a Leo Ortolani è, una volta liberatosi di un personaggio ormai forse troppo ingombrante, di poter mostrare di poter dire anche altro.
Insomma, se “Rat-Man” come personaggio e serie è ormai nella storia del fumetto italiano, ora tocca a Leo Ortolani dimostrare di poter entrare anche lui nel novero dei ‘grandi’.
Voto: 6,5
Voto all’intera serie di 122 numeri: 8

 

INVINCIBLE 45

Il piano per l’eliminazione definitiva dei viltrumiti rischia di fare piazza pulita dell’intero genere umano; quando un compromesso sembara a portata di mano, l’intervento dei supereroi terrestri genera una rissa generale, e stavolta Invincible, esposto al virus letale, rischia di vedersela veramente brutta…
Voto: 7

In appendice continuano le (dis) avventura di Wolf-Man, alle prese con una vita carceraria in cui si ritrova tutti conto.
Voto: 6,5

FUMETTAZIONI 7 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1976

Apre una sarabanda a base di automobili da corsa con “Zio Paperone e la vittoria a 50 karati” a firma Pezzin / Cavazzano; quasi lisergico il ‘villino da sogno’ che accoglie Topolino e Pippo in vacanza, di Scarpa / Zemolin; il ‘must’ del mese, in un albo che vede le presenze, tra gli altri, di Bottaro e De Vita è “Zio Paperone e l’impronta di Zampalunga”, scritta da Carl Fallberg e firmata da un Giovan Battista Carpi in stato di grazia.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 3

Prosegue l’omaggio a Giorgio Cavazzano, con la selezione delle opere da lui stesso giudicate le più significative della sua lunghissima carriera, ed ecco allora un tipico ‘giallo’, cui seguono la versione disneyana di “Miseria e Nobiltà”, un brevissimo intermezzo che torna ad omaggiare Fellini, una Clarabella reporter d’assalto negli anni ’20 e in chiusura una lunga storia celebrativa dei 60 anni di Paperino.
Materiale eccellente, non c’è dubbio, ma la sensazione è che affidare allo stesso autore la scelta delle storie pubblicare sia stata un errore: ovvio che qualsiasi selezionatore avrebbe almeno in parte fatto sentire il suo gusto soggettivo – quando si parla di arte l’obbiettività assoluta non esiste – ma forse si sarebbe dovuto evitare di affidare tutto al ‘valore affettivo’ dell’autore.
Il risultato è evidente soprattutto nella distribuzione temporale ‘squilibrata’: un solo numero dedicato ai ’70, metà agli ’80, mentre si è rimasti per due numeri e mezzo nella prima metà dei ’90
Non è esente da conseguenze nemmeno la scelta delle storie, che intendiamoci, appartengono sempre alla categoria del ‘Best of’, ma che talvolta non lasciano propriamente ‘il segno’.
Voto: 7

 

UACK! 32

Imperdibile un’avventura dei Tre Caballeros, firmata magistralmente da Don Rosa, accompagnata da un onirico viaggio temporale curato da Carl Barks; il resto, poco più di riempitivo, per quanto di classe, con Bob Moore, Al Taliaferro, BobBo Karp e ancora lo stesso Barks.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 43

E’ uno dei ‘nodi di credibilità’ del fumetto di supereroi: una persona ‘normale’ che entri in possesso di facoltà superumane, non comincerebbe col dedicarsi a ‘sistemare’ ciò che non va nel mondo?
Le risposte a questa domanda sono state fondamentalmente due: la prima è la creazione dei supercriminali, che costringono l’eroe di turno a occupare il proprio tempo prendendo a cazzotti qualcun altro, mentre le storture del mondo restano tali; quando invece qualche scrittore si è preso l’onere di affrontare la questione (letture consigliate: la serie dello Squadrone Supremo Marvel di fine anni ’70, o “Rising Stars” e “Authority” nei primi anni 2000), si è rapidamente entrati nei territori dell’ucronia o della ‘storia alternativa’, perché il supereroe interviene su una struttura socio – economica che in partenza è analoga a quella del mondo reale…

Tutto questo per dire che anche Robert Kirkman è giunto ad affrontare la questione: Invincible / Mark è stufo di sprecare il suo tempo a pestare supertizi con mania di grandezza; tanto più che il suo mondo è pieno di altra gente in costume in grado di provvedere al compito… e allora? Allora, decide cambiare punto di vista, cominciando col liberare proprio un supercriminale, uno che aveva capito che coi suoi poteri poteva cambiare il mondo, anche se aveva deciso di usare metodi un po’ troppo ‘estremi’, ad esempio vaporizzando una città… vedremo come Kirkman affronterà la questione.
Voto: 7

In appendice, Tech Jacket conclude il primo ciclo di storie, senza scosse.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 19

Storia centrale dell’albo è “Topolino e le vacanze al 20° parallelo”, ottimamente congeniata da Gian Giacomo Dalmasso e Giovan Battista Carpi; degne di nota anche “Topolino e i sottomarini pirati” di Harvey Eisenberg e la trasposizione della vicenda del Bounty scritta da Giorgio Ferrari per le matite – eccezionali – di Sergio Asteriti.
Cavazzano, Martina, Perego, Kinney, Strobl, Destuet, Pier Carpi e Giulio Chierchini firmano il resto, come al solito, ‘classico ma non troppo’.
Voto: 7,5

 

THE WALKING DEAD 48
Arriva il momento in cui un governante ha la necessità di rinsaldare le fila della propria gente, poco importa se mosso da reale volontà di salvare la comunità o dalla meno nobile necessità di mantenere il potere: in momenti come questi, la storia ce lo insegna, non c’è nulla di meglio di una bella guerra.
Rick alla fine ha ceduto e si è dovuto rivolgere a Negan, il quale pur coi suoi discutibili ‘principii’, è indubbiamente più adatto e ‘pratico’ nella risoluzione degli stati di crisi; Rick viene così messo di fronte alla realtà, e Negan gli fa notare come non ci sia nemmeno bisogno di costruirsi un pretesto, perché dopo tutto la minaccia dei ‘Sussurranti’ è più che mai concreta…
La ‘nuova società’ creata da Rick si appresta quindi a compiere un altro passo che la renderà sempre più simile alla vecchia… i morti viventi ormai sembrano relegati al ruolo di ‘scenografia’, eppure c’è da scommettere che, come già avvenuto in passato, al momento opportuno si riprenderanno prepotentemente la scena.
Voto: 7,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 9
Dopo almeno un paio di numeri interlocutorii, finalmente una selezione ‘ottima e abbondante’, che ci propone una corposa dose delle prime avventure in cui ad affiancare Topolino è Eta Beta.
Una sorta di ‘buon selvaggio’ del futuro ingenuo e sensibile, dotato di poteri straordinari e affiancato dal ‘gangarone’ Flip.
Firmano il tutto Bill Walsh e Floyd Gottfredson, ovvero l’empireo nella storia del ‘topo con le grandi orecchie’. Imperdibile per gli amanti del genere, e non solo.
Voto: 8,5

 

INVINCIBLE 44

Pausa ‘spaziale’ per seguire le vicende della famiglia di Invincible: padre (alieno), madre (terrestre) e fratellastro (alieno pure lui), alle prese con una pericolosa ‘coda’ della guerra contro i Viltrumiti: la Coalizione dei Pianeti ha deciso infatti che, seppur ridotti a poche unità, restano una minaccia troppo seria per essere lasciati liberi di vivere nell’anonimato sulla Terra, ma la ‘soluzione finale’ potrebbe segnare la fine, oltre che degli alieni, anche dell’intera popolazione umana…
Voto: 6,5

In appendice, torna Wolf-Man: mentre il protagonista deve arrendersi di fronte all’arresto, ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie, in un lungo excursus il fido maggiordomo Dunford racconta alla giovane Chloe la storia dei genitori e del loro incontro con lui… ma la ragazza ormai appare essere totalmente e plagiata – e dipendente, nel vero senso della parola – da Zechariah, il reale assassino della madre.
Il nuovo ciclo di Wolf-Man parte col ‘botto’, con una storia (merce rara nei supereroi attuali), più da ‘leggere’ che ‘guardare’.
Voto: 7

FUMETTAZIONI 5 / 2017

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 16

Un numero decisamente ‘classico’, che giustifica il titolo della testata, che presenta storie uscite al più tardi negli anni ’70.
La squadra degli autori è come al solito di prima categoria: Cimino, Cavazzano, i fratelli Barosso, Scarpa, Missaglia, Capitanio, Martina, Perego e De Vita per gli italiani; Hubbard, Fallberg, Strobl, Liggera, Mc Savage per gli americani.
Ampia la gamma di situazioni: dall’avventura ‘in trasferta’ per i paperi, al ‘giallo’ topoliniano, dalle disavventura quotidiane di Paperino a un’avventura di Robin Hood e a una di Paperinik.

Voto: 7

 

RAT-MAN 120

Siamo quasi in dirittura d’arrivo: altri due numeri e una delle più lunghe saghe della storia del fumetto italiano giungerà alla fine; destinata, se non altro per il solo dato della durata, a restare negli annali.
L’ottava delle dieci parti dell’ultima storia di Rat-Man ci porta al classico punto di non ritorno (apparente) del fumetto supereroistico: Rat-Man ha definitivamente abbracciato il suo lato oscuro – Il Rat-Man – e promette apocalissi; nemmeno il fantasma del suo unico grande amore è riuscito a distoglierlo dai suoi propositi…

Voto: 6,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1975

Apre la selezione un ottimo western scritto da Guido Martina e disegnato da un Giovan Battista Carpi in autentico stato di grazia; meno ‘consistente’ tuttavia il resto dell’albo, che oltre all’accoppiata Cavazzano / Pezzin e agli americani Carl Fallberg, Al Hubbard, Cecil Beard e Bill Wright propone la meno nota danese Anne-Marie Dester alle prese con Super Pippo coi disegni di Sergio Asteriti.

Voto: 6,5

 

TESORI DISNEY MADE IN ITALY 2

Prosegue la lunga monografia dedicata a Giorgio Cavazzano: la versione disneyana de “La strada” di Fellini è quasi una pietra miliare; assieme a questa, la versione a fumetti del cartone “Basil l’Investigatopo” e il ‘giallo’ “Topolino e il mistero della voce spezzata”, votata come una delle migliori storie degli anni ’90; completano il lotto un paio di storie minori, tra ‘cappa e spada’ e una collaborazione con gli Stati Uniti per la serie “Ducktales”.

Voto: 8

 

UACK! 31

Consueto piatto ottimo e abbondante, tra avventure indiane, scoperte archeologiche, (dis)avventure paperinesche e parentesi dedicate alle Giovani Marmotte: Carl Barks, Don Rosa e Daan Jippes giocano come al solito la parte del leone, assieme, tra gli altri a Bob Karp e Al Taliaferro.

Voto: 7

 

INVINCIBLE 41

Dopo la spiazzante conclusione della lunga sottotrama della ‘Guerra viltrumita’,
per Mark Grayson è venuto il momento di affrontare problemi molto più quotidiani e famigliari, anche se le minacce da affrontare in costume continuano a non mancare.
Voto: 7,5

In appendice proseguono le avventure di Tech Jacket, non memorabili, comunque godibili.
Voto: 6,5