Posts Tagged ‘German’

PLAYLIST 1/2018

Prima – e assai corposa – playlist dell’anno: i brani si sono accumulati ed è mancato il tempo.
Si tratta come al solito di estratti dischi recensiti qui sul blog.

Imperfetto   Fase 39

Non di vento ma di parole   Enzo Beccia

Piove troppo forte   Gibilterra

Condizionale   Before Sunset

Bombe   Rai

Ci dicevano   Cara Calma

Le donne   I Traditori

Wise   State Liquor Store

Al posto delle parole   Amandla

Africa Elettronica    German

Losers we are   Spaghetti Wrestlers

Otium   Alberto Nemo

ást V   Fallen

Dreamcatcher   Echo Atom

Party   Vea

Globophobia   Ropsten

Vento del sud   Truemantic

5:59 A.M.   Quadrosonar

Love won’t go anyhere  Ellen River

Mr. Medicine   Materianera

E Balla!    Capabrò

Gocce   Meganoidi

Cose serie    Priscilla Bei

Rolling Away   Snowapple

Fuori dal tempo   Genoma

GERMAN, “FORMICHE BALLERINE” (COSMO MUSIK / MILK / PIRAMES INTERNATIONAL / LIBELLULA MUSIC)

Esordio ‘in solo’ per Germano De Gregorio, in arte German, già attivo coi Lily For Gulliver, per un lavoro co-prodotto con Livio Magnini, ‘chitarra’ dei Bluvertigo.

Le ‘formiche ballerine’ sono quelle che brulicano popolando i dancefloor (un tempo si sarebbe detto ‘le piste’) italiani ed europei, poli di attrazione di un’umanità in cerca di senso e di evasione, vivendo nel mito del ‘finesettimana’, cercando la gratificazione o l’autoaffermazione nei ‘like’ sui social, che immagina una fuga verso certe capitali europee del ‘divertimento’ e della ‘libertà’ che alla fine è diventata un po’ un luogo comune.

Non siamo comunque di fronte a una ‘critica sociale’: piuttosto, a un’osservazione della realtà e a riflessioni derivanti da un ‘vissuto’ che traspare nei momenti in cui si parla del dancefloor come luogo dove poter comunicare in maniera meno ‘mediata’ o trovare un momento di ‘realizzazione’, svincolandosi da certe ‘costrizioni’ del quotidiano.

Staccati da questo contesto, un parentesi affettiva e un inno tribale ad un’’Africa Elettronica’, fusione di passato ancestrale e modernità sonora.

Il tutto, lo si sarà immaginato, è tradotto in suoni che con la dance – a tratti, la techno – e l’elettronica hanno molto a che fare, con inclinazioni new wave e qua e là una certa attitudine cantautorale.

Ci si accorge di non essere di fronte a un ‘novellino’: l’idea appare chiara, in un disco ben strutturato.