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IO STO CON LA MINETTI

No, non stiamo ‘insieme’, anche se sotto un certo punto di vista (e non se ne abbiano a male le lettrici) magari fosse… Però mi chiedo, sotto un certo punto di vista, perché la Minetti dovrebbe dimettersi: tutti chiedono a gran voce che molli lo scranno… la prima osservazione che c’è da fare è che non le si chiede di mollare il posto a causa delle sue vicende giudiziarie: queste infatti durano ormai da svariati mesi – all’incirca un anno, mi pare –  e in questo lasso di tempo nessuno, da Alfano alla Santanché, quelli che insomma adesso le chiedono di alzare i tacchi, si erano sognati di chiederglielo. La questione, banalmente, è un’altra: viene chiesto alla Minetti di dimettersi perché con la discesa in campo di Berlusconi è diventata improvvisamene scomoda; abbastanza paradossale: se si fosse dimessa prima, sarebbe sembrata una sorta di resa, di tacita ammissione, di ‘prova indiretta’ dell’effettiva veridicità di tutto quanto è stato raccontato negli ultimi mesi riguardo ciò che succedeva ad Arcore; improvvisamente adesso tutto cambia (forse perché ormai il processo di Berlusconi si avvia all’assoluzione) e la Minetti diventa improvvisamente scomoda… e a dirla tutta, a questo punto fossi in lei mi impunterei, perché è del tutto evidente che se ne vuole fare un capro espiatorio, quale simbolo delle ‘cene eleganti’ a casa del Premier. La Minetti ha semplicemente colto un’occasione: io non so cosa ci sia alle spalle, se ad esempio sia stata lei a pretendere un ‘posto’ per non rivelare tutto ciò che poi è ugualmente emerso; fatto sta che comunque qualcuno l’ha messa lì, ed è questo qualcuno che dovrebbe dimettersi, o comunque fare mea culpa. Sinceramente, questo voler chiedere le dimissioni di Nicole Minetti, come se rappresentassero un colpo di spugna su tutte le vicende che ci sono state raccontate negli ultimi mesi, mi pare un mezzuccio ben misero: qual’è la speranza? Quella di dire: ecco, la Minetti non c’è più, quindi potete tranquillamente ricominciare a votare Berlusconi? E’ come dire che le dimissioni di Bossi fanno piazza pulita di tutto ciò che succedeva nella Lega: non si può ridurre tutto a un nome,  a una persona. Io non so poi cosa Nicole Minetti effettivamente abbia fatto, se abbia presentato proposte, sia intervenuta, etc… per capire questo basterà andare  a spulciare trai documenti relativi all’attività del Consiglio Regionale della Lombardia: la sua attività politica andrà giudicata su quello. La Minetti è semplicemente una giovane donna del mondo dello spettacolo che, priva delle capacità per arrivare ‘in alto’, ha trovato un altro modo di giocarsi le ‘proprie carte’, nel momento in cui ha incrociato Berlusconi  e il mondo della politica: gliene si può fare una colpa, la vogliamo mettere in croce per questo? Certo, moralmente è discutibile, ma farei sommessamente notare che se c’è qualcuno che si ‘offre’, c’è anche qualcun altro che, gentilmente, approfitta. La Minetti è una giovane donna di nemmeno trent’anni che s’è trovata al centro di un incrocio fatto di soldi e potere… certo, c’è chi nella stessa situazione ha detto ‘no’, e va a suo merito; ma non credo che  il cedimento nei confronti di certe ‘tentazioni’ vada poi condannato al di là del dovuto. Nicole Minetti ha tenuto comportamenti ovviamente criticabili finché si vuole; la magistratura ne stabilirà la rilevanza penale; adulta e vaccinata, subirà le conseguenze delle sue azioni, nel male (se finirà in galera e la sua carriera nel mondo della politica  e dello spettacolo si fermerà qui)  e nel bene (se è un minimo intelligente, con il faraonico stipendio da Consgliere Regionale si è sistemata, se non a vita, quasi: le basterà scrivere un libro e vendere qualche intervista per raggiungere la sicurezza finanziaria per almeno una trentina d’anni); questo, credo possa bastare: per favore, risparmiateci la pantomima delle sue dimissioni ‘simboliche’, facendocele passare chissà per quale svolta; evitate insomma di prenderci in giro. Io quindi, sto con la Minetti, o almeno: se si dimette lei, dovrebbero dimettersi tutti quelli che sono stati ‘usi obbedir tacendo’, che sapevano e non hanno parlato, che l’hanno difesa per mesi quando faceva comodo ‘a chi sappiamo noi0 e adesso improvvisamente le danno addosso ‘perché così ha deciso lui’… tutti: dagli esponenti locali, ai consiglieri regionali che non hanno sollevato obiezioni, naturalmente il Presidente Formigoni, fino ai leader nazionali, fino naturalmente a lui, Silvio Berlusconi, che non può certamente pensare che tutto ciò che è stato detto in questi mesi su lui e le serate nella villa di Arcore, scompaia di botto solo perché la Minetti si dimette.

P.S. Semmai Nicole Minetti leggesse questo post, mi contatti: io a cena con lei ci uscirei, mi piacerebbe sentire come la pensa, la sua versione dei fatti… naturalmente, paga lei… ;-D

SCORRO…

Le pagine del blog, e mi accorgo dell’assoluta mancanza di idee: gli ultimi due post due link, precedentemente qualche commento calcistico e una recensione… La vena non è molta, in realtà, il tempo ci sarebbe pure… qualche vicenda di ‘vita quotidiana’ che non induce pensieri dei migliori… Manca materiale, a dire la verità: il fatto è che uno poi si stufa, anche a pensare sempre le stesse cose, figuriamoci a scriverle: mi guardo intorno e mi chiedo che senso avrebbe, scrivere di Lusi e di Formigoni, di Berlusconi, di Renzi e Bersani, di Monti e della Fornero… noia, noia e ancora noia… Mi sembra che la situazione della serie: ci dicono che tutto sta per cambiare, ma poi non cambierà nulla. Non vedo questi rivolgimenti del panorama politico all’orizzonte: la realtà è che nessuno ha uno straccio di idea. Ne approfitta giusto Grillo, che dice cose in larga parte condivisibili, vedremo gli sviluppi; ma l’impressione è che se le cose dovevano cambiare grazie a Monti e al suo Governo, beh in realtà cambierà ben poco: cioè, cos’è cambiato, in Parlamento,  negli ultimi tempi? Che è entrato Adinolfi, uno che è famoso perché ha fatto i soldi giocano a poker: bell’esempio e il PD lo manda in Parlamento, complimenti. La realtà è che siamo molto all’ognuno per se, dio per tutti: chi si è trovato più o meno casualmente con una poltrona che gli dà un lauto introito se la tiene stretta, gli altri pazienza. Non vedo una sola idea vincente, in giro: vedo solo persone che guardano al proprio tornaconto personale, fregandosene degli altri. La politica, che dovrebbe essere confronto di idee su come migliorare il bene comune, è sempre più ridotta a lotta di potere, di prestigio personale: guardo Bersani, Casini, Alfano: non vedo rappresentanti politici portatoti di un’idea di bene comune, vedo solo gente impegnata costruire non si sa bene quali progetti per poi distribuire poltrone agli amici. Ora, passi per l’UDC che non è mai riuscita a dare una sua visione del mondo, è solo passata da ‘tutto quello che dice il Papa è giusto”  a “tutto quello che dicono il Papa e Monti è giusto”; ma dagli altri due, fatti i debiti distinguo, mi sarei aspettato di più, e invece il nulla, il vuoto assoluto… Ragazzi, che pena!!! Il brutto della situazione è proprio questo: se il Governo Monti doveva servire a dare spazio alle forze politiche per riorganizzarsi, magari attorno a qualche idea, l’avvilente realtà è che invece il Governo Monti sta venendo usato da tutti solo come scusa per galleggiare, tracheggiare, esibirsi in sofismi… Che pena, che avvilimento, che schifo di classe dirigente priva di qualsiasi impeto verso un bene che non sia rappresentato dal proprio portafogli, ci siamo ritrovati… Ma che schifo, pensare che alle prossime elezioni si confronteranno Alfano, Bersani, Casini, Vendola, Di Pietro… No, non salvo nessuno: forse solo Grillo, al quale dò un filo di beneficio del dubbio, ma tutti gli altri no. Non uno di loro, per esempio, ha offerto soluzioni valide per ridurre all’impotenza la finanza che ci ha portati al macello di fronte cui ci troviamo. Nessuno. Nessuno che abbia proposto di mettere fuori legge le agenzie di rating, per dire…  Giovedì ci sarà Italia – Germania, l’ennesima: guarda caso la Germania affronta una dietro l’altra Grecia e Italia, nazioni che da un punto di vista storico, artistico e culturale possono benissimo permettersi di guardarla dall’alto in basso, ma oggi contano solo gli schifosi soldi. A questo ci siamo ridotti, a dare importanza solo e soltanto ai soldi: viene in mente il compianto Bradbury e il suo Fahrenheit 451, dove i libri vanno al macero… ecco, ci avviciniamo a grandi passi a quel momento, se il mondo si è ridotto solo ai soldi: e chi dice il contrario viene tacciato di utopia o demagogia, che pena. E’ indubbiamente una brutta società, quella in cui viviamo… non voglio usare termini come ‘difficile’, ‘complicata’… No, è proprio brutta, viene voglia di sognare davvero che a dicembre si avveri in qualche modo la profezia dei Maya: non tanto con la fine del mondo, ma con qualche stravolgimento che ci porti a murare radicalmente abitudini, usi e costumi, modi di pensare; dubito che però assisteremo a nulla del genere… e allora avanti così…