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ROMA, MARINO E LE (IM)POSSIBILI ALTERNATIVE

L’impressione è che difficilmente Roma potrà uscire in tempi brevi dalla situazione dove è finita, o dove è stata fatta finire.
C’è una degenerazione complessiva che ha portato noi cittadini romani dove siamo; negli ultimi vent’anni, chi ha governato Roma se n’è fregato della città e dei suoi abitanti: abbiamo seplicemente assistito ad un susseguirsi di sistemi di potere in cui sono stati occupati posti, distribuite poltrone, incarichi, assunzioni a parenti ed amici, soprattutto nei settori della nettezza urbana e del trasporto pubblico, che non potevano che portare ad un deterioramento dei servizi; nel frattempo, alcuni problemi ‘storici’, come quello dei Rom e dell’integrazione degli immigrati, sono stati lasciati incancrenire, creando ad arte ‘situazioni di emergenza’ per lucrare meglio grazie alle deroghe alle regole.

 

ROMA SPORCA, CITTADINI SPORCHI

Ognuno ha le sue colpe: da Veltroni che continuava a raccontare la favoletta di ‘Roma, città dell’accoglienza’, mentre nelle periferie cresceva l’insofferenza verso gli immigrati, e che invece di risolvere i problemi pensava alle ‘feste del cinema’, ad Alemanno, che sostanzialmente ha lasciato Roma come l’aveva trovata, senza aver risolto un solo problema.
La mancata soluzione dei problemi ha portato ad un generale incattivirsi della popolazione: i romani si lamentano del traffico e della città sporca, ma poi prendono l’automobile pure per andare al cesso e se trovano il cassonetto sotto casa pieno, pur di non farsi venti metri per raggiungere il successivo, buttano la spazzatura dove capita; è stato lanciato il servizio gratuito di raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio, ma televisori, frigori, poltrone, credenze e materassi continuano ad essere lasciati per strada, dove capita. Qualche settimana fa mi è capitato di parlare del problema con altri cittadini: la risposta è stata che “quelli sono gli svuotacantine che lasciano i mobili dove capita”; ecco: la colpa è sempre di qualcun altro…
Posti brutti rendono brutto pure chi li abita, che a sua volta contribuisce al degrado. L’impressione è che a fare schifo non sia solo Roma, ma spesso pure chi la abita; ha ragione da vendere Gassman a dire che i cittadini si devono muovere: la rivoluzione dovrebbe nasce dal basso, ma qui si continua a pretendere che a muoversi debba sempre essere qualcun altro.
Poco distante da casa mia c’è un giardinetto frequentato il giorno da mamme, bambini e anziani; di sera arrivano gruppetti di adolescenti o neo-maggiorenni che bevono e fumano lasciando in giro cicche e talvolta qualche coccio.
Considerazione numero uno: nel quartiere mancano luoghi di aggregazione ‘ad hoc’ per la gioventù.
Considerazione numero due: quei giovani non hanno ricevuto dai genitori un’educazione civica degna di questo nome.

 

MARINO, OBBIETTIVAMENTE

Marino obbiettivamente è una persona onesta.
Marino obbiettivamente non era preparato a governare una città come Roma.
Marino obbiettivamente ha dovuto governare non solo contro l’opposizione, ma anche contro gran parte del suo partito.
Marino obbiettivamente non poteva fare nulla più di ciò che ha fatto finora, visto lo stato in cui ha trovato Roma, gli ostacoli quotidiani messigli davanti anche dal suo partito, e il verminaio scoperchiato dalle inchieste.
Marino obbiettivamente ha chiuso – finalmente!!! – alle automobili private i Fori Imperiali, ha chiuso la megadiscarica di Malagrotta e mi risulta che da quando c’è lui, la cementificazione selvaggia della città si sia arrestata. Inoltre, sta cercando di arginare il fenomeno dell’abusivismo commerciale, dei venditori di souvenir e dei camion bar che affollano i monumenti. Qualche risultato si comincia a vedere, ma resta del lavoro da fare.
Marino obbiettivamente dovrebbe avere la possibilità, come chi l’ha preceduto, di governare Roma per almeno un intero mandato, per poi essere giudicato e riconfermato o mandato via dagli elettori.
Marino obbiettivamente non indagato, è stato attaccato da Renzi il quale invece negli ultimi mesi ha difeso a spada tratta tutta una serie di indagati.
Marino obbiettivamente potrebbe fare due – tre cose per farsi maggiormente ben volere dalla cittadinanza: si potrebbe cominciare col risistemare le strade – groviera, continuando con un po’ di pulizia in più e proseguendo con qualche intervento sul trasporto pubblico (cosa che sembra intenzionato a fare); per governare Roma, non è necessario un programma in dieci punti: la situazione è tale, che basterebbe prenderne tre, ma rispettarli tutti.
Marino obbiettivamente l’ho votato, e se fosse costretto ad andarsene mi dispiacerebbe.

 

VIA MARINO!!! OK. POI?

Si chiedono le dimissioni di Marino: d’accordo, e poi? Insomma, le alternative quali sono?

A destra:

Giorgia Meloni – Giorgia Meloni sta ad Alemanno come Salvini sta a Bossi, vuole presentarsi come una ‘destra nuova e presentabile’, ma alla fine la storia è la stessa, quella di una destra che a Roma ha sempre rosicato perché nonostante sia stata storicamente molto forte, non è mai – o quasi – riuscita a vincere… a sentire loro, quando fossero andati al governo della città, chissà che sarebbe successo; c’è andato Alemanno, e… non è successo niente: l’unico evento degno di nota in cinque anni fu la nevicata che bloccò la città, facendoci ridere dietro da mezza Italia (naturalmente, si assistè al solito scaricabarile, nessuno disposto ad assumersi un minimo di responsabilità); per il resto, niente a Roma è cambiato di una virgola; poi c’è il capitolo ‘penale’, sul quale non mi dilungo perché le inchieste sono in corso, ma quello che è successo a Roma negli ultimi anni ormai è risaputo.
Ora, col massimo rispetto per Giorgia Meloni, mi chiedo perché dovrei pensare che con lei le cose a Roma cambierebbero radicalmente: se Giorgia Meloni diventasse sindaco, ho l’impressione che assisteremmo semplicemente ad un cambio di sistema di potere, magari infarcito di quelli che si sono salvati dalle inchieste e che occuperebbero i posti lasciati liberi da quelli finiti in galera.
Alfio Marchini – Alfio Marchini si pone a metà strada tra il buonismo di Veltroni e una versione all’amatriciana del ‘ghe pensi mi’ berlusconiano, con l’aggiunta del fatto che sembra sia belloccio e riscuota successo presso il pubblico femminile; per il resto, Marchini resta l’erede di una dinastia di palazzinari, quindi c’è da aspettarsi che con lui sindaco, riprendano alla grande le colate di cemento… chissà, magari trasforma il Circo Massimo in un parcheggio e mette una palazzina al posto del Colosseo.
Versante PD: Boh!!!

Il PD non ha al momento un candidato alla possibile successione di Marino; in questo caso il nome non è nemmeno un problema, perché l’obbiettivo di Renzi è semplicemente quello di metterci uno dei suoi, per estendere la sua sfera di potere anche su Roma: chiunque verrà candidato dal PD, sarà un semplice pupazzo che farà le veci di Renzi.
Movimento Cinque Stelle

Sono stato e resto un elettore del MoVimento, ma non è che mi senta tenuto a seguirlo in tutto: continuo a pensare che Marino debba restare fino a fine mandato; detto questo, da elettore del MoVimento penso che M5S sia l’unica realtà che a Roma non rappresenta un sistema di potere fatto di interessi particolari, di combriccole, di gruppetti, etc… é il principale pregio del MoVimento e il principale limite: perché purtroppo a Roma negli ultimi vent’anni (e non solo) si è creata una situazione in cui se non hai un sistema di potere, qualche tipo di conventicola non solo economica, ma (come si è visto) anche più o meno criminale, alle spalle, difficilmente vinci.
Ci sarebbe da sperare in un sussulto d’orgoglio dei romani, ma come ho scritto prima, purtroppo noi romani siamo parte del problema; una possibile vittoria del MoVimento Cinque Stelle significherebbe che noi romani almeno avremmo fatto un piccolo esame di coscienza e che oltre a lamentarci di come vanno le cose, avremmo capito che per migliorare la città, si parte dal basso.

 

L’OPZIONE PIU’ LOGICA: IL COMMISSARIAMENTO

Se si vuole essere un minimo intellettualmente onesti, bisogna ammettere che la soluzione più logica è il commissariamento: chiamare ad esempio uno come Gratteri e dargli carta bianca.
Commissariamento che attenzione, non dovrebbe essere certo una buffonata di tre o quattro mesi: Roma va commissariata per tre o quattro anni, in modo da spezzare il circolo vizioso dell’alternanza tra sistemi di potere volti solo alla tutela di interessi circoscritti e non al bene della città e dei cittadini.
Diciamo che se arrivasse un Commissario, dovrebbe rimanere almeno fino alla primavera 2018, quando è prevista la prossima elezione del sindaco.
Il problema è che i partiti di destra e sinistra vedrebbero il commissariamento solo come un periodo in cui fare campagna elettorale, pochi mesi durante i quali litigarsi l’osso per conquistare gli ultimi brandelli di ‘ciccia’ rimasti da spolpare in città.

 

POSTILLA: MARINO, LA DESTRA E LE FOGNE

Vado per un attimo alle dichiarazioni di un mesetto fa: Marino ha ragione, la destra romana si dovrebbe vergognare del modo ipocrita e strumentale in cui sta affrontando la situazione; non si fermano davanti a niente: con la situazione che sta vivendo Roma, non trovano nulla di meglio che alzare il livello dello scontro, anche con quotidiane campagne di stampa che individuano in Marino il colpevole di tutti i mali di Roma, campagne di stampa che quotidianamente giocano sulla paura dei cittadini per il diverso, accrescendo l’ostilità innanzitutto contro i rom, poi contro gli immigrati, clandestini e non, e in misura minore (ma comunque con una certa ricorrenza) contro gli omosessuali, ‘rei’ di aver ottenuto da Marino il registro delle unioni civili.
La destra si è lamentata per il gergo da anni ’70 delle ‘fogne’, ma alla fine anche il linguaggio della destra a Roma continua ad essere lo stesso di quarant’anni fa: l’odio contro qualsiasi forma di ‘diversità’ (etnica, religiosa, di identità sessuale) di ‘deviazione’ rispetto ad una ‘norma’, ad una presunta ‘normalità’ che spesso assume i contorni ossessivi da patologia psichiatrica.
Dopo aver ‘sistemato’ zingari, africani e froci, magari cominceranno con i portatori di handicap poi con quelli con le orecchie a sventola, che portano gli occhiali, o che sono troppo magri o troppo grassi rispetto al loro concetto di ‘normalità’…
La destra a Roma vuole andare alle elezioni per ricominciare ad occupare poltrone, per realizzare nuovamente la propria ossessione personale di sogno di ‘conquista’ della città, mettendo nei posti chiave i picchiatori di quarant’anni fa che ne frattempo si sono rifatti una ‘verginità’…
La stessa ‘verginità’ che pretendono di avere oggi, chiedendo le dimissioni di Marino e facendo gli gnorri rispetto alle loro pesanti (anche se non esclusive) responsabilità rispetto alla situazione in cui è stata ridotta Roma.
Quindi alla luce di tutto ciò, mi sento di dire che parlando di ‘fogne’, Marino è stato pure troppo politicamente corretto.

 

FINALE

Il punto è che al di là delle ‘parti’, destra e sinistra dovrebbero riconoscere che nella situazione attuale eventuali elezioni non risolverebbero nulla: che PD da una parte e partiti di centro-destra dall’altra sono ancora troppo legati al mastodontico complesso di malaffare che ha dominato Roma negli ultimi per poter realisticamente aspirare al Governo della città.
Se fossero intellettualmente onesti darebbero il via libera ad un commissariamento di un paio d’anni, facendo nel contempo reale pulizia al loro interno (il PD con Barca ci ha provato, ma la sua relazione ha sollevato una caterva di contestazioni e temo che non porterà a nulla), ma purtroppo l’onestà intellettuale è al momento del tutto assente dalle iene della politica romana, che hanno già intravisto la possibilità di spolparsi il poco che resta appiccicato al cadavere.

QUALCHE CONSIDERAZIONE SUI FORI ‘PEDONALIZZATI’

A Roma è la notizia del giorno:  da ieri, su iniziativa del neo-Sindaco  Ignazio Marino, trai primi atti della sua gestione, è stato ‘pedonalizzato’ (o meglio, chiuso al traffico ‘privato’)  un tratto di via dei Fori Imperiali: si tratta alla fine di ben poca cosa, 3 – 400 metri di strada (da Largo Ricci al  Colosseo, basta guardare su Internet per rendersi conto di distanze e quant’altro)  per quello che sembra essere soprattutto una sorta di ‘biglietto da visita’ con cui il sindaco si è voluto presentare alla cittadinanza.

Come tutte le iniziative di questo tipo, la scelta è stata accolta con applausi più o meno uguali alle proteste: da un lato c’è chi sottolinea che, finalmente, si ricomincia un discorso ‘serio’ riguardo la ‘fruibilità turistica’ di tutta l’area, magari cogliendo l’occasione di rilanciare le attività di scavo archeologico, impedendo, si spera, che la zona si trasformi in un ‘mercato’ fatto di furgoni per la vendita di cibarie assortite, di venditori abusivi, di centurioni che spennano i turisti con le foto, di mimi, giocolieri e quant’altro, che vabbè, fanno ‘colore’, ma a un certo punto diventano molesti; dal lato opposto c’è chi sottolinea come le conseguenze della scelta ricadano sulle zone circostanti, coi prevedibili disagi per i residenti in termini di congestione del traffico, rumore, inquinamento. Ciascuna delle posizioni ha un suo fondamento: da un lato, si può affermare senz’altro che ‘era ora’, che non era possibile andare avanti con una sorta di autostrada a pochi metri dal Colosseo; dall’altra, è altrettanto vero che non si può certo immaginare che la sola chiusura di quel tratto di strada porti automaticamente ad una riduzione del traffico: quelle auto da qualche parte dovranno pur passare.

La questione secondo me va vista da un’ottica diversa e se vogliamo più ‘alta’, rispetto agli effetti immediati: c’è da capire se l’iniziativa voluta da Marino sia (come lui sembra far intendere) realmente il primo passo di una ‘trasformazione’ del modo di ‘vivere’ la città. Roma è una città ‘a misura di automobilista’: tutto sembra fatto apposta  per incentivare l’uso della macchina: una rete di trasporto pubblico insufficiente e – soprattutto – inefficiente (piccolo esempio: ieri salgo su un bus dopo 20 minuti di attesa, il suddetto bus dopo trecento metri si ferma per un guasto); piste ciclabili che, per lunghezza e sicurezza definire ‘ridicole’ appare un complimento, aree pedonali limitate… a volte viene da pensare che perfino i semafori siano ‘settati’ in modo da agevolare il traffico su automobile, offrendo ai pedoni tempi abbastanza ‘ridotti’ per attraversare…

Quello che c’è da capire, insomma, è se il sindaco Marino voglia veramente cambiare questo stato di cose: io sono un estremista, credo che a Roma andrebbe chiusa al traffico privato (escluse magari le auto elettriche e a gas) tutta l’area all’interno del cosiddetto ‘anello ferroviario’ (per chi vuole basta cercare su Internet, per capire a cosa mi riferisco); tuttavia mi rendo che è una posizione appunto, ‘estremista’… è comunque necessario che iniziative come quella della chiusura di parte dei Fori, siano seguite da una serie di provvedimenti ‘di sistema’, innanzitutto favorendo chi la macchina davvero la prende per necessità, ma ne farebbe volentieri a meno, se ci fosse un trasporto pubblico più efficiente per regolarità e frequenza, o userebbe la bicicletta per spostarsi all’interno di Roma, se questo non volesse dire rischiare la vita. In seconda battuta, bisognerebbe ‘metterla giù dura’ nei confronti di coloro che l’auto la prendono per comodità, quelli che se fosse possibile la userebbero anche per coprire la distanza che va dal divano al gabinetto, quelli che non sono disposti nemmeno a percorrere 200 metri per raggiungere la fermata più vicina: il problema è non dare più alibi a queste persone, che di alibi purtroppo, ad oggi ne hanno fin troppi.

L’iniziativa di Marino comunque mi trova ampiamente favorevole: quelli che si lamentano sono – temo – persone che adesso hanno il terrore di non poter più usare l’auto per percorrere 500 metri o che si vedranno forse costrette a prendere i mezzi pubblici (orrore!!), o in generale gente per la quale qualsiasi cambiamento è negativo per principio… l’opposizione (ma anche una certa ‘informazione’ di estrema sinistra, sempre impegnata a dire male di tutto e di tutti) cavalca la protesta all’insegna del solito slogan del ‘ben altri sono i problemi’. Il fatto però, è che rendere più ‘amichevole’ la zona dei Fori per i turisti è  un problema, e quella di Marino è una soluzione; buona? Cattiva? E’ comunque una soluzione e mostra anche un sindaco dotato di un certo piglio ‘decisionale’ del quale il suo predecessore è stato del tutto privo. Governare significa decidere: non accontentare tutti, ma effettuare scelte che scontenteranno sempre qualcuno; da questo punto di vista, negli ultimi cinque anni non abbiamo visto una decisione che una: un continuo traccheggiare che ha lasciato Roma esattamente com’era, con gli stessi identici problemi; Ignazio Marino, se non altro, sembrerebbe uno che le decisioni le prende: a patto, ribadisco che quei 400 metri di strada lasciata libera per pedoni, ciclisti (si spera, visto che la relativa pista deve ancora essere realizzata) e  trasporto pubblico, costituiscano solo l’antipasto; altrimenti, tutto sarà stato inutile, e avrà ragione chi ha bollato l’iniziativa come un semplice atto di propaganda.

AVREI TANTO DA SCRIVERE…

Su Napolitano (un quasi novantenne che ormai in Italia fa e disfa come più gli aggrada);

su Letta e il suo ‘Governo’ (virgolette volute, visto che ancora nessuno ha capito in cosa il ‘governare’ di Letta consista);

su Epifani e il PD (che fanno la ‘faccia cattiva’, ma poi usano obbedir tacendo ai desiderata di Berlusconi);

su Berlusconi e il PDL (e chi sta meglio di loro?);

su Calderoli (il problema non è ciò che ha detto – dov’è la novità? – quanto il fatto che stia dove stia e che ‘qualcuno’ ce l’abbia messo, tra cui quelli che si sono taaanto scandalizzati);

sul ‘caso kazako’ (al netto dei diritti umani, delle ‘dietrologie petrolifere’, della figuraccia internazionale, alla fine Alfano li è restato e  il PD ha rimediato l’ennesima figuraccia);

su Boldrini e Miss Italia (si vedono donne meno vestite ad agosto nel centro di Roma, e comunque le concorrenti di Miss Italia parlano eccome e il problema spesso sta proprio lì);

su Zingaretti (che come idea nuova e geniale per risanare le casse della Regione Lazio ha proposto di… aumentare le tasse);

su Marino (per il quale pedonalizzare anche solo duecento metri dei Fori Imperiali sembra sia diventato un compito improbo);

sulle finte liti tra partiti e nei partiti, sceneggiate, recite  e commedie organizzate ad uso e consumo di una popolazione narcotizzata che ormai crede a tutto (e magari chi litiga sulle pagine dei giornali e nei programmi tv poi la sera va a cena insieme o si telefona facendosi grasse risate alle spallacce nostre)

sui ‘mezzi di (dis)informazione di massa, ben contenti di proporre tutto ciò alla popolazione… tanto tra poco di un mese comincia il campionato e la vergogna di calciatori venduti per decine di milioni di euro chi se la ricorda più?’;

tanto da scrivere (credo di non aver dimenticato nulla)… ma è estate e fa caldo, non mi va  e a dirla tutta mi pare pure una cosa inutile, parole destinate a perdersi nel flusso di miliardi della rete… a che serve? Preferisco parlare di cinema, musica, libri… temi più ‘alti’, insomma, rispetto alle miserie della classe dirigente. Però una riflessione voglio mettercela: una volta lo status di quelli che ‘dirigevano’ dipendeva almeno in parte dal benessere dei cittadini: oggi tutto sembra ribaltato, come se più stessero male i cittadini, più stessero bene loro. Fatevi una domanda: perché in Italia il P.I.L. e il reddito delle persone continuano a scendere, la disoccupazione aumenta, i servizi pubblici e sociali a peggiorare (o come massimo a non migliorare?) e allo stesso tempo il debito pubblico aumenta? Perché i soldi continuano ad essere usati per mantenere lo status sociale, le rendite economiche e di potere, il benessere delle cosiddette ‘classi dirigenti’ e di tutto quel sistema di caste, potentati, cricche e conventicole parassitarie che vi prospera attorno. Certo, alcuni ‘fanno finta di’: si dimezzano magari stipendi faraonici, che poi in valore assoluto restano tali… poche eccezioni, facilmente individuabili coloro che si calano i soldi sul serio, li restituiscono o magari in Parlamento propongono a tutti di rinunciarvi, venendo puntualmente presi a pernacchie dai rappresentanti della ‘strana maggioranza’ che non sono disposti a rinunciare ad un euro… vabbé, mi fermo qui… è estate e fa caldo… e comunque tra poco più di un mese ricomincia il campionato: coraggio, Letta, Alfano, Epifani, Renzi… e tutti gli altri: un piccolo sforzo e poi il calcio, la più potente arma di distrazione di massa sganciata sul popolo italiano, ricomincerà a dare i suoi effetti…