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FILIPPO DR. PANICO, “TU SEI PAZZA – DE LUXE EDITION” (FRIVOLA RECORDS)

A un annetto di distanza dalla prima uscita, ecco una nuova versione di “Tu sei pazza”, secondo disco da studio di Filippo de Lisa, alias Filippo Dr. Panico.

Riassunto delle puntate precedenti: originario della Basilicata, cresciuto in una famiglia in cui la musica ha sempre avuto ampio spazio, Filippo si trasferisce a Roma, dove lavorando in una pizzeria d’asporto, finisce per consumare in quantità industriali la tipica canzone italiana da radio più o meno commerciale.

Il risultato è una sorta di ibrido, il più delle volte irridente, di quel filone: tra citazioni più o meno esplicite, Ranieri e Cocciante, Carboni e Venditti, Filippo Dr. Panico assembla una decina di brani incendiari e corrosivi, tra chitarre scalcinate e un cantato ‘sboccato’, sia nell’espressione, costantemente sopra le righe, sia nelle parole, che non si risparmiano nemmeno un bel bestemmione di contorno, quando serve… Coadiuvato da un manipolo di sodali a imbracciare gli strumenti, tra i quali si distingue un sassofono capace di dare una più accesa tinta alla colorazione dei brani.

Non una parodia, solo in parte una presa in giro, per quello che finisce per essere una sorta di ‘canzoniere italico alternativo’: i pezzi che girano attorno al consueto tema delle relazioni amorose più o meno felici / improblemate / esasperanti, ma con un’attitudine per nulla incline alla compostezza sonora e interpretativa, preferendo una sguaiata immediatezza.

La versione De Luxe del disco propone cinque brani aggiuntivi: nuove versioni di alcuni pezzi del disco d’esordio e di uno di questo, più un inedito; in aggiunta, un libretto di poesie e aforismi, anch’esso in linea col Dr. Panico – pensiero: poca inclinazione alla correttezza, per riflessioni spesso sarcastiche – e sacrileghe – sul quotidiano, la società, i sentimenti.

LA PLAYLIST DI FEBBRAIO


Last Days                Endless Tapes

Inverno                   Lithio

La corriera del mattino  Gian Marco Basta

Un altro tiro           Luprano

Alice                        Michele Anelli

Tu sei pazza           Filippo Dr. Panico

Statue di vetro      Med In Itali

Metropolitana       Due Venti Contro

Taribo West             Machweo

O.A.U.           Torakiki

Bobe              Vale & The Varlet

 

FILIPPO DR. PANICO, “TU SEI PAZZA” (FRIVOLA RECORDS)

Filippo Dr. Panico L’attitudine priva di filtri, un filo sgangherata, spesso e volentieri dissonante del punk che incontra le canzoni italiane da radio commerciale.

Filippo Dr. Panico nasce in Basilicata, respira musica fin da bambino (il padre organizzava concerti di musica classica e colleziona strumenti), durante la prima giovinezza si butta sul punk, si trasferisce a Roma dove nel corso delle ore passate a lavorare in una pizzeria d’asporto, assume – più o meno volontariamente – corpose dosi delle classiche hit radiofoniche italiane.

Un primo disco, “So’ ragazzi”, registrato praticamente solo in casa e ora – a tre anni circa di distanza – il secondo lavoro, registrato per lo più in presa diretta presso lo studio Hombre Lobo, all’interno del celeberrimo centro sociale capitolino Brancaleone.

Dieci brani che, appunto, finiscono per essere una sorta di versione punk della radiofonia tricolore: canzoni d’amore – tra fughe e ritorni, complicazioni, insicurezze, incomprensioni e traversie assortite – all’insegna di emozioni che, alla compostezza tipica di certi cantanti, preferiscono lo sbraitare dietro al microfono; sentimenti filtrati attraverso uno sguardo ironico, sardonico, spesso corrosivo. La proverbiale accuratezza degli arrangiamenti sostituita dallo sferragliare delle chitarre, arricchite talvolta dall’uso dei fiati; ritmi sostenuti ma non troppo, talvolta in levare, un incedere zoppicante, una veste sonora un filo trasandata, che però alla fine – proprio come nella migliore tradizione tricolore – non perde mai di vista il lato melodico della faccenda. Disinvoltura vagamente alcolica, incurante delle conseguenze.

L’esito è un disco strano, vagamente disorientante: Filippo Dr.Panico scherza ma non troppo, prendendo continuamente di mira la ‘tradizione’: da Massimo Ranieri a Luca Carboni, da Venditti a Cocciante, in quello che alla fine si trasforma in un omaggio (volontario?) a quella canzone che, pur non avendo ricevuto il bollino di ‘d’autore’, ha finito in fondo per far parte a pieno titolo del patrimonio sonoro nostrano.

In una terra parallela, insomma, le canzoni di Filippo Dr. Panico entrerebbero di diritto nelle heavy rotation di quelle radio che fanno da sottofondo alla spesa, ai trasferimenti in auto, alle faccende di casa… se solo in Italia non ci fosse questa fissazione per la forma e gli arrangiamenti fin troppo leccati; per chi ha un palato meno ‘plastificato’, le canzoni di Filippo Dr. Panico costituiscono un’efficace alternativa di accompagnamento quotidiano.