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FALLEN, “THE WORLD OUTSIDE” (ORGANIC INDUSTRIES)

Prolifico polistrumentista (una media di due lavori l’anno), Fallen apre il 2020 con otto composizioni che, pur evocando ‘il mondo fuori’, è frutto di un processo quanto mai ‘intimista’: una settimana passata in una casa di montagna, i contatti con l’esterno – ‘reali’ e ‘virtuali’, ridotti al minimo indispensabile.

Non è del resto una novità: il compositore predilige i momenti di solitudine, isolamento, silenzio, che offrono spazi per la riflessione e il contatto con le proprie emozioni.

Stavolta, l’autoisolamento ha portato a riguardarsi alle spalle, dall’infanzia alla vita adulta, in un processo che, nelle parole dell’autore, consente a cuore e anima di ritrovare una reale ‘casa’, sia pure solo a momenti, essendo più impossibile nascondersi e isolarsi da una realtà crudele.

Sintetizzatori, piano e piano elettrico, chitarre, tessono trame evanescenti, elemento consueto delle produzioni di Fallen, stagliandosi sullo sfondo di tappeti ed effetti sonori liquidi e dilatati.

Ambient,suggestioni siderali, impressioni ‘cinematografiche’ (con qualche rimando a Vangelis) si mescolano in un lavoro che si affida, come nello stile del compositore, soprattutto all’evocatività, ascolto ideale per i momenti di quiete che talvolta ci vengono offerti da una realtà circostante spesso frenetica.

Uno spazio per le emozioni in un mondo troppo spesso emotivamente dispendioso.

PLAYLIST 2 / 2019

Periodica selezione di brani tratti ai dischi recensiti sul blog.

La Sanha    Gran Bal Dub

Nei posti che non sai    Malvax

Tutto il bello che c’è    Cecco e Cipo

Wandering spirits looking to rest    Fallen

Airport    Daniele Bogon

Landslide    Caboose

Angry Marella    Motta

Tempo    Alessandra Fontana

FALLEN, “WHEN THE LIGHT WENT OUT” (ROHS! RECORDS)

Nuovo lavoro per Fallen, già attivo in passato col nome di The Child Of A Creek.

Le sei composizioni, che proseguono il discorso dei precedenti dischi, sono stavolta ispirate dalla paura del cambiamento, dalla tendenza umana a scegliere la via più facile…

Il titolo del disco offre un’idea dei contenuti di un lavoro che, come i precedenti si fonda su atmosfere notturne, silenziose, sospese.

Il campionario sonoro, tra piano, tastiere, elettronica, rumori di ‘ambiente’, dà vita a composizioni attitudine quasi ‘cinematografica’ (viene in mente, a tratti, Vangelis), che guardano allo stesso tempo ai ‘padri nobili’ dell’impressionismo classico.

Evocativo.

PLAYLIST 3 / 2018

Periodica selezione di estratti dai dischi recensiti sul blog.

Filastrocca   Me, Pék e Barba

Rosa     Gli Animali Fantastici del Sudamerica

Videoslot     Gian Marco Basta

Silenzio        Il Corpo Docenti

The Awareness          Andy Fredman

Due Lame                   RosGos

Maledetti Posters      Daniele Castellani

Tempesta                    Samuele Ghidotti

Dans les rêves oublié              Fallen

Two Dimensions Fighting      Monobjo

Old school joint      Savana Funk

FALLEN, “TOUT EST SILENCIEUX” (TRIPLE MOON RECORDS)

Beh, di certo non si può dire che ‘Fallen’ (già conosciuto come The Child Of A Creek) sia uno che se ne sta con le mani in mano, dato che è giunto al terzo lavoro in pochi mesi…

Stavolta, ‘tutto è silenzioso’: momenti di pace e tranquillità che, almeno leggendo le note, sono stati più che mai desiderati un periodo di grandi cambiamenti per l’autore.

La formula è quella a cui ‘Fallen’ ci ha abituato: composizioni – stavolta, sei, tutti i titoli in francese (forse chissà, a rievocare la stagione dell’impressionismo francese, Debussy, Satie…) – in cui strati sintetici fanno da supporto a labili trame di piano e chitarra, su uno sfondo continuamente variato dall’entrata di suoni d’ambiente: scricchiolii, crepitii, sciabordii. Insieme al solito suggestivo, onirico, a tratti quasi ipnotico.

Un disco che troppo facilmente potrebbe dirsi notturno, ma che in fondo fin dal titolo si propone come possibile sfondo alle parentesi silenziose che ognuno può trovare lungo lo scorrere di esistenze a volte volutamente fin troppo frenetiche.

PLAYLIST 2/2018

Consueta periodica selezione di estratti dai dischi recensiti sul blog.

 

Rosemary    Tosches

Sono ancora qui    Chris Agnoletto

Illogica    Fabrica

L’attesa vuol cura    Davide Peron

Mona    Artura

Benighted & Begotten    Martyr Lucifer

Disease in my head    Cube

How I ate my brother    Exspectans Ver

Heart(less)    Fallen

Seikilos   Gli Archimedi

 

FALLEN, “GLIMPSES” (CATHEDRAL TRANSMISSION)

Nuovo lavoro per il progetto Fallen, che dal 2015 ha proseguito il discorso cominciato dallo stesso autore con lo pseudonimo di The Child of A Creek.

Disco registrato per lo più in notturna, facendosi suggestionare dal clima esterno o dal fluire dei propri pensieri, “Glimpses”, come buona parte dei suoi predecessori è tutto giocato su atmosfere sospese e oniriche, sonorità dilatate, ambient e minimalismo.

Otto composizioni in cui chitarre dalle trame evanescenti, piano , celesta e sintetizzatori assortiti si mescolano a echi, scricchiolii, forse l’evocazione del picchiettare della pioggia sui vetri.

Come i suoi predecessori, anche “Glimpses” è un disco tutto affidato all’evocazione, che lascia all’ascoltatore il compito di ‘riempirlo’ di dargli un senso facendosene avvolgere e permettendo così di emergere al proprio personale vissuto, con riflessioni, pensieri e ricordi, magari sorseggiando un the in piena notte, volgendo lo sguardo verso il mondo circostante.