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FUMETTAZIONI 4 / 2017

Brevi recensioni di letture disegnate

 
INVINCIBLE 39 – 40

Una lunga battaglia spaziale, un apparente ritiro, un tremendo dubbio finale; il repentino ritorno a casa e un finale spiazzante, che vuole sorprendere, alla fine riuscendoci (pur se i lettori più smaliziati avrebbero potuto intuire qualcosa).
Invincible si conferma sempre di più un ‘classico contemporaneo’, riproponendo tutti i classici ‘luoghi comuni’ del fumetto supereroistico, ma con una freschezza sconosciuta alla stragrande maggioranza delle serie dei ‘giganti’ Marvel e DC, pur tenendo conto del fatto che si tratta di storie pubblicate circa sei anni fa.
Voto: 7,50

In appendice, Tech Jacket: un discreto mix di elementi americani e nipponici.
Voto: 6,5

 
I GRANDI CLASSICI DISNEY 15

Si comincia con Sport Goofy, l’iperatletico cugino di Pippo, con una storia (di Marconi – Cavazzano) del 1988, incentrata sul minibasket, sport che in quel periodo veniva ampiamente promosso sulle pagine di Topolino.
La sezione ‘storica’ è dedicata a isole misteriose et similia, con le firme di Barks, Murry, Fallberg, Hubbard, Thomson, Martina, Capitanio.
I fratelli Barosso, Chendi e De Vita completano un numero che finisce per confermare un’impressione frequente negli ultimi mesi: i sommari si vanno indebolendo, le storie ‘d’annata’ più che classici appaiono curiosità, le altre spesso lasciano il tempo che trovano; il fatto è che questa collana, un tempo la vera ‘antologica d’eccellenza’ della Disney, oggi è stretta tra varie iniziative analoghe, dai ‘Migliori anni Disney’ alla più recente “Tesori Made in Italy”.
Voto: 6

 
THE WALKING DEAD 46

Un numero ‘di attesa’, dopo il finale – shock del precedente; ancora una volta, Rick si trova di fronte a una scelta difficile, tra cedere agli istinti di vendetta della comunità da lui faticosamente creata verso chi ha barbaramente ucciso 12 dei suoi componenti e la consapevolezza che una reazione immediata e non calcolata potrebbe mettere a rischio l’intero tentativo di ricostruzione di una parvenza di società.
Voto: 6,5

 
TESORI DISNEY INTERNATIONAL 7

L’olandese Daan Jippes è il protagonista assoluto del numero, a partire dal suo lavoro sul materiale lasciato incompiuto da Carl Barks, fino alle storie interamente disegnate da lui, in un excursus che parte dagli anni ’70 per approdare quasi ai giorni nostri.
Protagonista assoluta, ovviamente, la banda dei paperi, con al centro Paperino e le sue piccole – grandi disavventure quotidiane.
Il tributo doveroso ad una delle principali firme Disney al di fuori degli Stati Uniti.
Voto: 7

FUMETTAZIONI 2 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate.

 
I GRANDI CLASSICI DISNEY 13
Apre “Paperino e il doppio mistero di Slim Magretto e la casa degli svedesi”, del trio delle meraviglie Martina – Cavazzano – Scarpa; di discreto livello anche “Archimede e il signor Scherzo” (Chendi – Scala – Bottaro) e “Topolino e le rapine facili” (Dalmasso – Pier Lorenzo De Vita); Fallberg, Bradbury, Karp, Taliaferro i nomi di spicco tra gli americani.
La testata resta un appuntamento immancabile per chi vuole perdersi nell’archivio disneyano degli anni ’50 / ’60 / ’70 (con qualche eccezione), ma da qualche mese le scalette non convincono: si fa sentire la mancanza delle parodie, o di storie veramente incisive.
I dubbi aumentano quando lo spazio viene usato per dei riempitivi come “Zio Paperone lo scherzo di Carnevale” (pur considerando che è periodo e la storie ‘di occasione’ ci vuole, come avvenuto per Natale e Capodanno).
Comprensibile che non si possano sempre avere storie di livello, ma per tornare ai livelli dei primi numeri comincia a essere necessario un cambio di rotta.

Voto: 6,5

 
THE WALKING DEAD 45

A dominare The Walking Dead è il continuo confronto / scontro tra due modi di intendere la civiltà nel mondo affollato dai morti viventi, entrambi incentrati sulla presenza della figura dell’uomo ‘forte’: da una parte questo assume i caratteri di un monarca assoluto, quando non di un dittatore sanguinario; dall’altra, nella cornice di una società più democratica, questo assume i tratti di un ‘leader carismatico’ che resta guida finché prova l’efficacia delle proprie idee; pur con dei distinguo, anche rilevanti, finora eravamo rimasti nel quadro di una qualche forma di ‘civiltà’.
L’avvento dei ‘Sussurranti’ porta lo scontro su un piano diverso, ‘radicale’ nel senso etimologico del termine: risaliamo (o riscendiamo) alle radici. I Sussurranti mettono in discussione la validità stessa del concetto di ‘civiltà’, contrapponendogli il mero ritorno degli uomini alla loro essenza animale, dove tutto è ridotto ai minimi termini.
La loro leader non a caso si è data come nome ‘Alpha’ ed è proprio lei a sottolineare che rimarrà a capo del suo gruppo fino a quando un individuo più forte non la sostituirà; nel suo dialogo con Rick, Alpha mette a suo modo in evidenza dei nervi scoperti: la loro idea di civiltà è quella di arrivare a un imitazione del ‘vecchio mondo’ in cui gli individui stavano seduti su un divano davanti a una scatola a sentirsi dire cosa fare… per Alpha invece, la fine del vecchio mondo è l’occasione per un ritorno alle radici, per sbarazzarsi di tutti gli impedimenti e i blocchi che gli uomini si sono creati con la loro intelligenza, in questo caso considerata tutt’altro che un’evoluzione.
Il nuovo mondo è per i ‘forti’ e Alpha addirittura a cacciare la propria figlia, perché inadatta a stare nel branco e a costringerla ad unirsi a Rick, Carl e gli altri, i ‘deboli’ che rimpiangono il vecchio mondo con tutte quelle che un tempo venivano definite ‘sovrastrutture’.
Il finale è un avvertimento agghiacciante: le teste impalate di dodici compagni di Rick, tra cui alcuni personaggi che negli ultimi tempi si erano ritagliati un certo spazio nella serie (con Kirckman, accidenti a lui, mai affezionarsi ai protagonisti) usate per segnare il confine tra i due gruppi, sono il ‘messaggio definitivo’ di Alpha: ognuno viva per sé e vada per la sua strada, non provate a invadere il nostro spazio, magari per imporci la vostra idea di ‘civiltà’, perché ve ne pentirete… se qualcuno ci vede una metafora del mondo reale, forse non sbaglia.

Voto: 8

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 6

Numero monografico dedicato a Macchia Nera e alla sua serie monografica dei primi anni ’60: Paul Murry disegna, Bob Ogle – e in’un occasione, Vic Lockman –
scrivono.
A contrastarlo, ovviamente Topolino con Paperino, Zio Paperone e Pippo guest star; temporanei alleati i Bassotti e Maga Magò.
Storie con un tenore spesso più avventuroso che non prettamente ‘giallo’: il personaggio ha perso parte della carica ‘oscura’ degli esordi, per diventare a tratti addirittura comico.
Vale la pena di osservare come in queste storie il personaggio di Topolino cominci a perdere la carica di simpatia degli inizi per diventare un irritante, pignolo e a tratti petulante detective amatoriale, che ovviamente riesce laddove i professionisti del settore falliscono; ne fa le spese a volte il povero Paperino, che si vede rovinati week end e vacanze dall’autentica fissazione del ‘Topo’ per la risoluzione dei delitti.
Il risultato è che si è spesso tentati di fare il tifo per la ‘Macchia’, ovviamente rimanendo delusi…

Voto: 7