Posts Tagged ‘Eugenio In Via di Gioia’

TOP 10

La Top 10 dei migliori dischi dell’anno, tra quelli recensiti qui.

 

1) ELLA “DENTRO”

 

2) GRAN BAL DUB “GRAN BAL DUB”

 

3) POVEROALBERT “MA E’ TUTTO OK”

 

4) LONTANO DA QUI “LONTANO DA QUI”

 

5) STATO BRADO “COSA ADESSO SIAMO”

 

6) EUGENIO IN VIA DI GIOIA “TUTTI SU PER TERRA”

 

7)TWOAS4 “MAREA GLUMA”

 

8) CRISTINA RENZETTI “DIECI LUNE”

 

9) ALDO BETTO WITH BLAKE C.S. FRANCHETTO & YOUSSEF AIT BOUAZZA “SAVANA FUNK”

 

10) CLOROSUVEGA “CLOROSUVEGA”

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LA PLAYLIST DI APRILE

Calais Blues             Aldo Betto with Blake C.S. Franchetto & Youssef Ait Bouazza

Scarpe rotte                                  CRNG

Fa un freddo che si muore       Cranchi

Icaro                                                Umaan

Nonostante tutto                           Giuseppe Fiori

Pink Astronaut Story                   Genoma

Godot                                               Clorosuvega

Il violinista dagli occhi blu         Salamone

Silenzio                                            Eugenio In Via Di Gioia

Avvolte                                            Poveroalbert

EUGENIO IN VIA DI GIOIA, “TUTTI SU PER TERRA” (LIBELLULA MUSIC)

I torinesi Eugenio In Via di Gioia approdano al traguardo del secondo lavoro sulla lunga distanza, dopo aver mietuto un buon successo di pubblico e critica con l’esordio, “Lorenzo Federici”.

Il titolo, “Tutti su per terra”, accompagnato da una copertina che rivolta il mito di Atlante mostrandocelo schiacciato sul pianeta, anziché a sostenere la volta celeste, delinea il filo conduttore dei nove brani, quello di un ‘mondo alla rovescia’, dominato da una generale inconsistenza fatta di mode passeggere, rapporti umani labili, una società sempre più rarefatta.

“La realtà è aumentata a tal punto da rendere esigua la fantasia”: l’incipit di ‘Giovani Illuminati’, traccia di apertura, appare quasi programmatica, paradigma di un progresso tecnologico nel quale ormai siamo immersi quotidianamente, che apparentemente rende tutto possibile, ma che alla fine tarpa proprio la capacità immaginifica che distingue gli uomini dagli altri esseri viventi.

Si continua così, per mezz’ora, in un mondo che appare correre con noncuranza verso l’Apocalisse, in cui il rapporto di interdipendenza con la natura si è forse irrimediabilmente deteriorato, in cui si vive oppressi dalle nevrosi quotidiane perdendo forse di vista il quadro generale.

Il rumore di fondo di un mondo sempre più interconnesso porta a un bisogno di silenzio che viene colmato con la rarefazione dei rapporti umani. Soluzioni ‘estreme’ al problema del bullismo, un Pinocchio divenuto adulto e, venuto meno il Grillo Parlante, libero di vivere senza troppi scrupoli morali. La bulimia informativa che porta all’insensibilità, così come il disboscamento continuo rende i terreni impermeabili, fino a un finale che evoca una ‘pace mondiale’ prodotto di un’inquietante democrazia globale, in cui anche gli eroi hanno alzato bandiera bianca.

Gli Eugenio In Via Di Gioia scelgono ancora una volta l’arma del sarcasmo, condito con un filo di cinismo e una punta di autentica cattiveria, per prendere di petto una società per certi versi ormai sotto controllo; la formula sonora continua ad essere arrembante, mescolando folk e rock, cantautorato e suggestioni da ‘banda di paese’, anche se tra le pieghe del disco si intravede la necessità di qualche complicazione in più, di non volerla buttare completamente sull’aspetto ludico, di ritagliarsi spazi di riflessione, anche amara.

Guardando a certi illustri predecessori – Gaber, Jannacci, Graziani – gli Eugenio In Via di Gioia continuano a percorrere con personalità la propria strada, riuscendo a superare le difficoltà poste da un secondo lavoro che doveva confermare quanto di buono mostrato nell’esordio.

LA PLAYLIST DI DICEMBRE

In attesa della classifica annuale, l’ultima playlist dell’anno…
A2                      MonoLogue
Dorothy                 Torakiki
Raise Your Hands        Miriam in Siberia
I giorni che non c’eri  Lettera 22
Verità                  Mulholland Drive
Sono Fragile            Rocio Rico Romero
The Mist                The Child Of A Creek
La Ruota                Cumbo
Io & Te                 Riva
Il mondo che avanza     Eugenio In Via Di Gioia
Madre                   Tommaso Tanzini
Ti prometto che         Claudia Cestoni
Caprilli                Quintetto Architorti

EUGENIO IN VIA DI GIOIA, “LORENZO FEDERICI” (LIBELLULA MUSIC / AUDIOGLOBE)

Nel 2011 Eugenio Cesaro realizza le proprie aspirazioni musicali, grazie all’incontro con Emanuele Via e Paolo Di Gioia: il gruppo non poteva che chiamarsi Eugenio In Via Di Gioia… i tre cominciano a suonare più o meno ovunque, dai locali alle strade… unica lacuna, la mancanza di un bassista: ed è qui

che entra in ballo Lorenzo Federici, anche lui musicista ‘di strada’ in quel di Londra… Il titolo dell’esordio della band torinese, in una sorta di chiusura di cerchio, non poteva che essere dedicato all’ultima tessera del mosaico.

I dieci brani che compongono “Lorenzo Federici” (in realtà nove, cui si aggiunge un breve intermezzo recitato) propongono un folk-rock che può vagamente ricordare i Tetes de Bois, attingendo a piene mani dal filone più ironico della canzone d’autore italiana, tra il concittadino Buscaglione e Jannacci.

L’ensemble è quello classico: chitarra, basso e batteria, con l’aggiunta del piano e, soprattutto, della fisarmonica che spesso e volentieri assume un ruolo da protagonista, quasi il marchio sonoro della band.

Il classico disco che getta un’occhiata ironica, disincantata e un tantino cinica sulla realtà circostante; nello scorrere del disco si trova di tutto un po’: inni alla sconfitta e insofferenza nei confronti delle cattive abitudini altrui; il presente precario e instabile e la sensazione di perdere tempo e rimandare le decisione nell’attesa di una svolta che tarda ad arrivare; la lotta di classe applicata alla conquista di un pezzo di spiaggia e la mania per le foto dei cani su Internet; minimo quotidiano come la spesa al supermercato, riflessioni sul fare musica (tra aspirazioni autoriali e necessità di produzione para-industriali) fino alla conclusiva e forse migliore dell’intero lotto, ‘Il mondo che avanza’, corrosivamente dedicata al bisogno del superfluo dal quale siamo dominati.

La formula non è forse originalissima, né dal punto di vista della proposta sonora, né sotto quello delle ‘idee’ proposte; tuttavia la band torinese riesce comunque a dare al tutto un’impronta discretamente personale e, anche considerando che “Lorenzo Federici” soffre dei limiti tipici di ogni esordio, l’ascolto lascia una certa curiosità per la futura evoluzione del gruppo.

Se siete curiosi, ascoltate qui.

AA.VV., “TRA LE PALE DEI MULINI” COMPILATION (LIBELLULA MUSIC)

Libellula Music è una delle tante etichette che affollano il sottobosco sonoro italiano, quello che va comunemente sotto l’aggettivo di ‘indipendente’; per presentare Ronzinante, la propria divisione booking, viene pubblicata questa compilation, scaricabile gratuitamente online.

Otto pezzi per otto tra cantautori (la maggior parte) e band: nomi ancora ben al di là dal raggiungere l’audience del ‘grande pubblico’, ma nemmeno dei perfetti esordienti: autori che con i loro primi lavori hanno già offerto prove di livello: dall’attitudine ludica di Losburla, all’ironia disincantata di Edoardo Cremonese, passando per l’ispirazione folk di Nicolas J. Roncea (questi già recensiti in questo blog) fino al cantautorato di stampo un filo più ‘classico’ di Marco Notari.

Gli Eugenio in Via di Gioia ripercorrono i sentieri della musica popolare e gli Etruschi from Lakota alzano il ritmo e offrono il loro contributo in termini di ‘far casino’; le suggestioni vagamente jazz dei Med in Italy si affiancano alla solarità southern dei Solotundra.

Ce n’è, insomma, per tutti i gusti o quasi: una nuova, ottima occasione, per scoprire nomi fuori dai soliti circuiti del pop di consumo nazionale.