Posts Tagged ‘Eua’

LA PLAYLIST DELL’ANNO

I venti dischi che più mi hanno colpito tra quelli ascoltati e recensiti sul blog nel corso del 2014.

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO    I DIARI MISERABILI DI GEREMIA HOGAN
SALUTI DA SATURNO  DANCING POLONIA
IL MERCATO NERO     SOCIETA’ DRASTICA
EUA     TANTO VALEVA VIVER COME BRUTI
FRANCOBEAT              RADICI
TOMMASO TANZINI     PIENA
IO E LA TIGRE              IO E LA TIGRE
THE GENTLEMEN’S AGREEMENT    APOCALYPSE TOWN
THREE LAKES & THE FLATLAND      WAR TALES
SHIVA BAKTA         THIRD
MEZZAFEMMINA   UN GIORNO DA LEONE
CECCO E CIPO      LO GNOMO E LO GNU
LETTERA 22           LE NOSTRE DOMENICHE
MARIAN TRAPASSI   BELLAVITA
MIRIAM IN SIBERIA   FAILING
ES             SOTTILE E’ IL CUORE ENTUSIASTA – DAI TREMITI ALLE STELLE
PUNKILLONIS    ECLISSI
WORLD SERVICE PROJECT    FIRE IN A PET SHOP
ANTONIO FIRMANI & THE 4TH ROWS    WE SAY GOODBYE, WE ALWAYS STAY
CLAUDIA CESTONI    LA CASA DI CLAUDIA

LA PLAYLIST DI FEBBRAIO (E GENNAIO)

Lyman-Alfa    Katya Sanna

Ormai è troppo tardi   Alfabox

La nausea            Suntiago

Fuori dal tempo  Eua

Velenoso                Legittimo Brigantaggio

Go to M.A.R.S.     G-Fast

Un giorno nuovo  Saluti da Saturno

Temp0                    Madaus

Desert Boogaloo  Hobocombo

The Walk                ThreeLakes & The Flatland

La vita che passa   Nevica su Quattropuntozero

EUA, “TANTO VALEVA VIVER COME BRUTI” (INGRANAGGI RECORDS /AUDIOGLOBE)

Quasi dieci anni di attività alle spalle, un’evoluzione che ha portato il trio originale ad ampliarsi fino all’attuale formazione a sei e due dischi da studio: il primo targato 2008, il secondo questo Tanto valeva viver come bruti, a giungere solo oggi, a sei anni di distanza.

La vicenda degli Eua è una delle tante, poco o per nulla conosciute, delle ‘retrovie’ del panorama musicale italiano, fin troppo spesso all’insegna di capacità e idee frenate dai pochi mezzi a disposizione.

Un disco caleidoscopico, frutto del lavoro di una band che non disdegna di trasformarsi in ‘banda’ ed episodicamente si traveste da orchestra, assemblando quattordici brani che attraversano in lungo e in largo lo spazio sonoro, con poco riguardo per confini, steccati etc… Il sestetto parmense passa con disinvoltura dal pop profumato di indie a schegge rock, da sonorità caraibiche a suggestioni western, da aperture orchestrali con tratti di magniloquenza a brani dall’impronta più marcatamente cantautorale, fino a parentesi dall’indole vagamente zappiana.

Un universo sonoro che accompagna brani che osservano la realtà circostante con un atteggiamento costantemente ironico, con un’indole talvolta sottilmente delirante, pronta a sfociare nel nonsense: il precariato lavorativo ed esistenziale, il ruolo pervasivo delle macchine, il rapporto con la natura; pronti però, a dipingere le conseguenzed della prima sbronza, o a dedicarsi con intensità agli sviluppi più o meno positivi di una vicenda sentimentale.

Un disco denso, di suoni e parole, che col trascorrere degli ascolti riesce a non stancare, rivelando qualcosa di nuovo ad ogni passaggio: l’augurio è che gli Eua possano acquisire una visibilità maggiore rispetto a quella conquistata fino ad ora.