Posts Tagged ‘Emanuele Via’

CLASSIFICA 2021: I SINGOLI

I venti migliori singoli tra quelli recensiti sul blog.

  1. Alex Hidell, ‘Yolk’
  2. Chris Yan, ‘I Paesaggi di Böcklin’
  3. So Beast, ‘Punch’
  4. Ros, ‘L’Ultima Volta’
  5. Tuasorellaminore, ‘Fahrenheit’
  6. Nevilton, ‘Illumina’
  7. Manuela Ciunna, ‘Cui te lo dissi’
  8. Sis, ‘Hunter’
  9. Westfalia, ‘Goblin’
  10. Mattia Cortivo Leonardi, ‘Prelude in C Major, Op.3’
  11. Daniele Celona, ‘Le cose che non sai’
  12. Greta Portacci, ‘Rifiorire dentro’
  13. Emanuele Via & Danilo Guido, ‘Afonia’
  14. Ennio Salomone ‘Io non ti ho detto niente’
  15. Fernando Alba ‘L’Odore dell’Amore’
  16. Dellarabbia, ‘Il Molise non esiste’
  17. Tarsia, ‘Boom’
  18. Chris Yan, ‘Eppure, ricordo anche dei fiori sul tuo volto’
  19. DNGR, ‘Cinque Minuti’
  20. Il Geometra, ‘Per quel che resta’
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PLAYLIST 2021.2

Consueta selezione di singoli e brani estratti dai dischi recensiti sul blog

Luca Di Martino, ‘Fortuna’

Enrico Lombardi, ‘Vita’

Nochia, ‘Tonight’

Ruggero Ricci & Dylan, ‘Saturno e il tuo nome’

Battista, ‘Lasciamoci andare’

Jacopo Sanna, ‘Parallelamente’

Gidici, ‘Il teatro degli errori’

Davide Malafede, ‘Fotografia’

Salomone, ‘Come un disco rotto’

Ninfea, ‘Ad occhi aperti’

Vi Skin, ‘Nei guai’

Chris Yan, ‘I Paesaggi di Böcklin’

Alek Hidell, ‘Yolk’

So Beast ‘Punch’

Emanuele Via & Danilo Guido, ‘Afonia’

Daniele Celona, ‘Le cose che non sai’

La Serpe d’Oro, ‘Amor, la vaga luce’

EMANUELE VIA & DANILO GUIDO, RICCI & DYLAN, BATTISTA, DAVIDE MALAFEDE, NINFEA: SINGOLI

Emanuele Via & Danilo Guido
Afonia
Ghost Production / Libellula Music

Il piano di Emanuele Via e il sax di Danilo Guido per questo intenso strumentale, che accompagna ed è accompagnato dal video curato dal torinese Giorgio Bianco e da Denis Mancuso, calabrese di Acri; proprio le strade del borgo in provincia di Cosenza fanno da sfondo alle note: strade vuote e silenziose, le botteghe degli artigiani, i mestieri che vanno scomparendo.
Una riflessione in musica su una ‘Afonia’ che non è solo l’incubo di chi usa la voce per esprimere la propria arte, ma è anche il silenzio che cala sui rumori prodotti da mestieri antichi in via di estinzione o nelle strade dei tanti piccoli borghi progressivamente abbandonati.
Il ‘convitato di pietra’ è ovviamente la situazione che stiamo vivendo, in cui il ‘silenzio’ è imposto dalle circorstanze (o magari da normative più o meno ‘miopi’): l’attore che si esprime solo, privo della parola, ma ancora di più l’immagine, per certi versi struggente, di una ballerina che si esibisce in un teatro antico davanti a spalti deserti, valgono più delle mille parole che in questo video cedono il passo alla sola musica.

Ricci & Dylan
Saturno e il tuo nome
Believe Music / Visory Records

Reduci entrambi da edizioni più o meno recenti di “X-Factor”, Ruggero Ricci e Dylan (Luppi) uniscono le forze per questo brano che riflette sui sentimenti, le relazioni e i modi di viverli.
Non solo Saturno, in un brano che tira in ballo il Sole, la Luna, la gravità e i palloni aerospaziali, in una metafora utilizza le dimensioni cosmiche per descrivere le complicazioni dei rapporti tra esseri umani su questo piccolo pianeta.
La cifra stilistica, tra reminiscenze soul e r’n’b, è un po’ quella tipica dei ‘talent’, in un filone che ha trovato in Marco Mengoni l’esponente più rappresentativo.
Ascolto magari gradevole: il limite forse non è tanto nella scrittura, quanto in una produzione che finisce per dare l’idea di pezzi che siano un po’ fatti con lo ‘stampino’.

Battista
Lasciamoci Andare

Nuovo singolo, il secondo dopo ‘Solo un filtro’, per questo giovane cantautore (lui stesso cerca di dare il giusto peso al termine) di Tempio Pausania (Sassari).
Titolo abbastanza indicativo di un brano che invita a vivere la vita con la leggerezza e il ‘brivido’ che precede un bacio, forse a esprimere la necessità di momenti di vera ‘libertà’ in un periodo che per tanti motivi non invita certo alla leggerezza.
Brano tipicamente ‘pop’ che non chiede e non pretende nulla più che, appunto, un ascolto leggero e senza troppe ‘disamine’.

Davide Malafede
Fotografia
The Bluestone Records / Believe Digital

Romano, classe ’92, Davide Malafede esordisce con questo singolo, che parte dal passato, riflette sul presente, esorta a guardare al futuro.
Una fotografia un po’ malmessa, ‘ciancicata’ diremmo qui a Roma, magari perché conservata in un portafogli, testimonianza di un passato felice in compagnia degli amici.
Si parte da qui, dall’immagine di accompagnamento, per un pezzo che si sofferma sugli anni che passano, sulle difficoltà di una vita che regala poco, specie a chi nasce privo di ‘privilegi’ e deve conquistarsi tutto, sul percorso fatto e su quello ancora da fare.
Letta così ci si potrebbe aspettare anche un brano ‘tosto’, ‘incavolato’, invece Malafede sceglie la strada della pacatezza, quasi che superata ogni recriminazione, si prendesse semplicemente atto di tutto: di un passato ‘a ostacoli’, di un presente ancora ‘non stabile’, di un futuro incerto per la maggior parte delle persone, che va comunque affrontato, ognuno a suo modo.

Ninfea
Ad occhi aperti
MusicTeam

Terza singola uscita per la sedicenne Ninfea, al secolo Asia Strangis, nata a Lamezia Terme, ma cresciuta fin da piccola in Trentino.
Il brano nasce come reazione e volontà di raccontare le reazione dei coetanei di Asia a questo difficile periodo, in cui le privazioni del contatto umano e della socialità si fanno sentire soprattutto sui più giovani.
Si apre con l’immagine di uno stare “A braccia conserte in una piazza dove tutto è una minaccia” e si chiude con un reiterato “Aiutami, aiutami, aiutami”.
La voce è grintosa e ‘di carattere’ anche se inevitabilmente acerba e ancora con qualche accento infantile, il brano è movimentato e orecchiabile, ma tutto questo non nasconde il suo essere, forse e soprattutto, una richiesta di aiuto.
L’interlocutore è indefinito, ma alcuni passaggi – “Vorrei possedere i tuoi valori” – suggeriscono qualcuno più ‘maturo’, si parla dei propri rimpianti e di una condizione in cui “Non ci sentiamo mai abbastanza / anche quando poi ci basta / Perché sentirsi così grandi / È un’emozione da giganti”: le classiche ‘emozioni forti’ della gioventù, la crescita e alla fine la necessità (che magari spesso resta inespressa) di avere un sostegno, davanti a un mondo che già per un adolescente è complicato, figuriamoci poi in questa situazione.
Restano certo impresse una voce e una verve interpretativa promettenti, ma ancora di più la richiesta d’aiuto che, pur non espressa in modo dolente, è difficile da ignorare, anche da chi non ha figli, nel suo essere specchio di ciò che i più giovani hanno vissuto in più di un anno di limitazioni.

I DISCHI DEL 2020

Classifica dei migliori dischi dell’anno tra quelli recensiti sul blog.

  1. LALLA BERTOLINI, “LO STRANIERO”
  2. PANAEMILIANA, OMONIMO
  3. ELEPHANT BRAIN, “NIENTE DI SPECIALE”
  4. THE INCREDULOUS EYES, “MAD JOURNEY”
  5. SIMONA ARMENISE – ARES TAVOLAZZI, “LOTUS SEDIMENTATIONS”
  6. EMANUELE VIA & CHARLIE T., “RESINA”
  7. MEGANOIDI, “ MESCLA”
  8. ROSSELLA SENO, “PURA COME UNA BESTEMMIA”
  9. GIOSTRE, “GETTONI”
  10. UHURU REPUBLIC, “WELCOME TO UHURU REPUBLIC”
  11. UMBERTO T. , “NON CREDO BASTERÀ” EP
  12. THE FENCE “EVERYDAY”
  13. MEVSMYSELF “MITCLAN”
  14. EMILIANO MAZZONI, OMONIMO
  15. GAPPA, “PASSEGGERI”
  16. ROSGOS, “LOST IN THE DESERT”
  17. INNOCENTE, “#IOSONO”
  18. FALLEN, “OF MEMORIES AND HOPES”
  19. FALLEN, “THE WORLD OUTSIDE”
  20. EX MOGLIE, “SPREMUTA DI FEDI NUZIALI PINK EDITION”

PLAYLIST 2.20

Periodica selezione di brani tratti ai dischi recensiti sul blog.

Confusione, Krikka Reggae

Come No, Hype Zulu

Passi, Tarsia

Love Remains, Vasco Barbieri

Day III – The Man I Am, Fallen

Standing in the light , RosGos

Vento di tempesta, Alessandra Giubilato

Equatore, Luca Guidi

Postventenni, Lara

Chissà, The Spell Of Ducks

Tredici , Panaemiliana

Figli , Umberto T.

La mia posa, Libet

Terza Moglie, Ex Moglie

Latte color plastica, The Unikorni

Ginepro, Emanuele Via & Charlie T

Vision of Halet, The Incredulous Eyes

Lo straniero, Lalla Bertolini

EMANUELE VIA & CHARLIE T, “RESINA” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Emanuele Via, pianista, è noto per essere uno degli Eugenio In Via Di Gioia, giunti recentemente a calcare il palco di Sanremo; i componenti del quartetto Charlie T. (violino, violoncello, contrabbasso, arpa), vantano già varie esperienze.

“Resina” è il primo risultato dell’incontro tra i cinque, dedicato interamente (otto composizioni, per ognuna il nome di un albero) al legno, come ‘materiale’, dal quale nascono gli strumenti suonati da ognuno, ma anche come ‘materia’, sostanza, elemento che ha accompagnato la vita dei musicisti e per questo capace di evocare ricordi, fin dall’infanzia.

Evocativo e suggestivo, certo; ma soprattutto, un lavoro che sembra cercare, spesso riuscendoci, di essere ‘pop’. Senza fraintendimenti: non siamo di fronte a uno di quei tentativi smaccati di rendere la ‘musica colta’ genere di ‘vasto consumo’; piuttosto, sembra quasi si voglia ricordare come in fondo, per un bel pezzo di storia, prima dell’avvento della tecnologia, l’unico modo di fruire della musica fosse dal vivo, nel salotto di casa, forse più spesso che nelle sale da concerto.

Sono composizioni strumentali, certo, ma se il piano fa spesso da cornice e sostegno, sono gli archi a esprimersi in un dialogo e confronto continuo, facendo rapidamente dimenticare l’assenza della voce.

È certo un disco immerso nella ‘contemporaneità’ che può ricordare artisti come Beirut od Owen Pallett, ovviamente senza dimenticare i riferimenti di fondo, dalle inevitabili fonti classiche alla musica da film.

Eppure, su ogni considerazione stilistica, appare prevalere l’immagine di cinque musicisti che s’incontrano per il piacere di suonare ed ascoltarsi, di fronte a un pubblico che una volta sarebbe stato di ‘pochi intimi’ ma che oggi è ovviamente molto più vasto in potenzialità.