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RENZI: ED ORA?

Quel che è detto è detto, quel che fatto è fatto… il risultato delle primarie sta tutto nei numeri: 3.000.000 circa di votanti, un plebiscito per Renzi… più che delle analisi sul ‘ciò che è stato’, sono curioso per il ‘ciò che sarà’. Gli analisti sostengono che se Renzi non è stupido, lascerà lavorare Letta, senza rischiare di buttare tutto all’aria… nel suo discorso di ieri, Renzi ha rimarcato ancora una volta l’urgenza della nuova  legge elettorale e di una riforma che semplifichi e renda più agile e meno costosa l’architettura istituzionale italiana. Bene, ma i tempi? Possibile che il solo arrivo di Renzi alla segreteria segni un’accelerazione in tal senso? E se, poniamo, Renzi davvero in uno – due mesi, dovesse raggiungere i due obbiettivi, allora che succederà? Sono abbastanza sicuro che il neo-segretario non abbia intenzione di andare a votare con l’attuale legge elettorale (qualunque essa sia, visto che appurata l’incostituzionalità di quella vigente, non si è ancora capito se, poniamo, ritorni in vigore quella precedente); tuttavia, se Renzi dovesse ottenere in tempi brevi la nuova legge elettorale,  non sono così sicuro che lasci proseguire Letta.

Renzi è ambizioso, e sappiamo bene che ha deciso di fare il segretario solo perché questo è uno step ‘intermedio’ che si è frapposto tra lui e il Governo; altrimenti del PD se ne sarebbe fregato. Ora: attualmente Renzi è il politico più popolare in Italia, a occhio e croce i sondaggi vedranno ad esempio, tornare M5S sotto al 20% proprio per l’effetto – Renzi; la destra è allo sbando, il centro inesistente; Renzi può contare su un vantaggio competitivo allucinante, vantaggio che però è destinato ad assottigliarsi per il solo passare del tempo. Votare nel 2015 per Renzi significherebbe: 1) Esporsi al logoramento del sostegno di un Governo che continuerà  ad operare come ha fatto finora, puntando tutto sul rigore dei conti, con poco o nullo spazio per la riduzione delle tasse; 2) Di conseguenze esporsi alle critiche del MoVimento Cinque Stelle; 3) Permettere al campo del centrodestra di riorganizzarsi.

Domanda: gli conviene tutto questo? La risposta non può che essere negativa, e allora io ho tanto l’impressione che non appena Renzi porterà a casa la legge elettorale, cercherà il ‘casus belli’ per far cadere il Governo, magari prendendo a pretesto la politica fiscale o altro; di tempo ce n’è obbiettivamente poco, ma ce n’è… e davvero pensate che Renzi non sia intrigato dall’idea di presentarsi in Europa come il nuovo Capo del Governo in occasione del semestre di Presidente italiana UE? Lo ribadisco, l’uomo è ambizioso, e a restare per oltre un anno ad occuparsi delle beghe di partito, proprio non ce lo vedo.

ALFANO SBATTE LA PORTA. ANZI NO, ANZI FORSE…

Difficile commentare ‘a caldo’ una situazione ancora in divenire, e che probabilmente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi è destinata a farsi ancora più ingarbugliata: al momento, c’è da prendere nota del fatto che Alfano e i suoi sembrano ‘fare sul serio’… ovviamente, cercando comunque di salvare capra e cavoli: la non entrata in Forza Italia e la formazione di gruppi autonomi al Parlamento al momento non è infatti in funzione anti- o alternativa a Berlusconi: risponde piuttosto all’esigenza di avere le ‘mani libere’, nel proseguire l’esperienza di Governo… la colpa di quanto successo non viene attribuita a Berlusconi, quanto a chi lo circonda. Il discorso di fondo, anche abbastanza ipocrita (ma l’onestà intellettuale raramente è attributo della politica) è il seguente:  pur continuando a considerare Berlusconi un punto di riferimento, preferiamo proseguire ad appoggiare il Governo: si tiene il piede in due staffe, insomma. Coerenza avrebbe voluto che nel sostenere il Governo assieme a chi vuole la decadenza di Berlusconi segnasse la definitiva presa di distanze dal Cavaliere; all’opposto, continuare ad essere suoi alleati avrebbe previsto l’abbandono del Governo… si è scelta la più ambigua delle formule, perché in fondo non si vuole inimicarsi il ‘Capo’, almeno non ancora. Il primo banco di prova sarà proprio il voto sulla decadenza, a quel punto si vedranno le reali distanze tra il gruppo – Alfano ed i fedelissimi di Berlusconi.

Lo scenario politico sembra segnare l’anno zero per i moderati / conservatori italiani, dispersi ai quattro venti: in Parlamento, dove li troviamo distribuiti tra Fratelli d’Italia, i due gruppi ex PDL, le frange centriste nate dal disgregarsi di Scelta Civica con l’aggiunta dell’UDC, con un ulteriore, sparuto ma rumoroso gruppo in seno al PD, che recentemente è tornato a parlare di scissione; aggiungiamo poi, fuori dal Parlamento le iniziative dei vari Storace, Alemanno e Fini, tutte più o meno volte a ricostituire un partito unico di connotazione esplicitamente destrorsa (chiamatela nuova AN, o come vi pare). Appare chiaro come difficilmente una tale varietà di formazioni potrebbe presentarsi alle elezioni: le ampie alleanze possono forse portare alla vittoria, ma si è dimostrato come rendano impossibile il Governo: un riaccorpamento nei prossimi mesi è da ritenere particolarmente certo. Nell’equazione va fatto in qualche modo rientrare comunque Berlusconi, unico al momento a poter contare su un congruo bacino elettorale; le primarie non sono cosa da centro-destra, visto che i suoi elettori preferiscono avere un leader attorno a cui raccogliersi, piuttosto che sceglierselo da soli; al momento comunque da quelle parti non vedo figure in grado di superare per appeal elettorale Berlusconi.

A questo punto però, il pallino del gioco passa al PD, anzi, a Renzi: la sua conquista della segreteria del Partito appare praticamente certa, ma sappiamo tutti che Renzi vede questa solo come una tappa verso l’ascesa al Governo: ora, se pensiamo che il centrodestra è messo male, e che Renzi a detta di tutti è in grado di intercettare una fetta non indifferente dell’elettorato del MoVimento Cinque Stelle, c’è da pensare che lui abbia tutto l’interesse per far cadere il Governo quanto prima e ad andare ad elezioni nelle quali sarebbe stra-favorito… L’impressione è che quindi si possa andare a votare verso aprile – maggio, di modo che Renzi possa presentarsi come nuovo Premier in occasione dell’avvio della Presidenza italiana UE in giugno… tutto questo, a meno che il Governo Letta nei prossimi non ottenga risultati talmente stupefacenti da far ritenere un autogol la sua sfiducia: ma al momento l’ipotesi appare quanto meno fantasiosa…

IN SINTESI…

Presidente del Consiglio: PD

Presidente della Regione Lazio: PD

Sindaco di Roma: PD

Presidenti di tutti i 15 Municipi che compongono Roma: PD

SE NON RIUSCITE A FA’ QUALCOSA DI BUONO PER LA CITTA’ STAVOLTA, E’ MEJO CHE V’ANNATE A RIPONE TUTTI QUANTI..

BUON LAVORO

Buon lavoro, di cuore, a Ignazio Marino, nuovo sindaco di Roma… a Lei, come ha già sottolineato nel suo primo discorso, l’onore  e  soprattutto l’onere di far tornare i romani contenti e orgogliosi di abitare a Roma, a prescindere che vivano nel centro storico o nell’estrema periferia… ad aspettarla c’è un lavoro immane, frutto dell’inazione degli ultimi cinque anni e degli errori delle amministrazioni precedenti.  Auguri, ne avrà bisogno… il primo banco di prova saranno i nomi della giunta, spero in sorprese positive ed in una squadra di alto livello, che prescinda dagli equilibri di partito e dai giochi di potere.  Veramente, auguri e la speranza che Lei riesca a riuscire dove in troppi hanno fallito.

I ROMANI SI SONO ROTTI IL C***O DI ESSERE PRESI PER IL C**O

Immagino che nel pomeriggio, in attesa dei risultati definitivi, vagonate di opinionisti (sempre gli stessi) si eserciteranno in ponderose analisi sulla bassa affluenza alle elezioni… che tra l’altro ha stupito pure me: insomma, la ‘scelta secca’ secondo me avrebbe dovuto favorire un maggior afflusso… invece, niente… ci ritroviamo col rischio di un Sindaco di Roma eletto da metà della metà degli aventi diritto: in pratica il 25 per cento della popolazione che sceglie per tutti. La morte della democrazia. Ora, invece di stare  a seguire per ore i perché e i percome, leggetevi il titolo, il motivo sta tutto lì. Sono vent’anni che a Roma cambia poco o nulla: e prima Rutelli, che col Giubileo doveva succedere chissà che; e poi Veltroni, il ‘supersindaco’ con la Festa der Cinema e le periferie degradata e poi Alè, Magno!! coi suoi cinque anni di vuoto cosmico… e beh, a un certo punto i romani si sono pure rotti il ca**o… Io ho votato un pò per dovere, un pò per principio (le motivazioni le trovate un paio di post addietro), ma la convinzione che Marino possa realmente cambiare le cose è scarsina…  e col senno di poi non mi meraviglio. Al netto delle dissertazioni che sentiremo nel pomeriggio, la realtà  è semplice: i romani si sono rotti i co***oni.

IL MIO VOTO A IGNAZIO MARINO

“Marino è contro la vita e la famiglia”. E’ lo slogan che in questi giorni campeggia su manifesti attaccati sui muri di mezza Roma, di fronte al quale ci si può indignare oppure assumere il classico atteggiamento cinico del ‘vabbè, è politica, tutto ci può stare’. Si può sorvolare insomma… però… però, quanta volgarità: a questo punto si sarebbe potuti tranquillamente arrivare ad un ‘Marino è uno str***o’ e nessuno si sarebbe potuto lamentare. Siamo arrivati all’insulto gratuito, alla povertà di idee che porta  a slogan non più solo semplicistici, ma bassi, piuttosto volgari… senza contare la questione di fondo, ovvero: ma si può fare una campagna elettorale dicendo solo male dell’avversario, affermando che ‘non bisogna lasciare Roma in mano alla sinistra’? Ma che ca**o di ragionamento è? Va bene, è così da vent’anni, l’importante è denigrare l’avversario – e intendiamoci, anche la sinistra ci ha messo tanto del suo – ma arrivare a dire che ‘tizio è contro la vita e la famiglia’: ma che c***o mi significa? Ma che argomento è? Ovvio, qualcuno potrebbe rispondere, un argomento da ‘destra’… eppure, eppure non è che Marino abbia fatto dei manifesti dicendo “Alemanno è fascista”, per dire…  Già prima che a Roma apparissero ‘sti manifesti, comunque, ero intenzionato a votare Marino, ma con l’idea del ‘diamo il voto al meno peggio’: del resto,  sono le regole del gioco: al primo turno si vota ‘quello che ci piace’ (nel mio caso, De Vito), al secondo turno, bisogna scegliere… non andare a votare non mi passa manco per l’anticamera del cervello, stante che fino a che avremo la possibilità di esprimerci è meglio approfittare… e allora, votiamo Marino, pur con tutte le perplessità del caso, a partire da una conoscenza alquanto dubbia dei problemi di Roma (dove ha vissuto ben poco), dal non avere alcuna esperienza amministrativa, dall’essere sostenuto da una maggioranza che già ora si preannuncia sarà litigiosa  e intenzionata a lottare per il potere… speriamo almeno che si circondi delle persone giuste  e non si faccia imporre scelte ‘col bilancino’ solo per accontentare tutti. L’alternativa del resto è il nulla: intendiamoci, Alemanno non ha fatto poi così male… il problema è che Alemanno non ha fatto manco così bene; insomma: Alemanno a Roma non ha fatto proprio: ha posto come motivazione il bilancio dissestato e ha lasciato che tutto rimanesse com’era: il problema dei rifiuti sta ancora lì (la differenziata al centro di Roma non può bastare, Roma non è solo il centro); il trasporto pubblico fa schifo al c***o, le strade  e i marciapiedi sono dissestati, quando fanno due gocce Roma continua ad allagarsi… tutto è rimasto com’era, e taccio degli scandali, delle assunzioni dubbie, di quelle ‘facili’ presso le società   dei trasporti e della nettezza urbana (guarda caso proprio i due servizi che a Roma funzionano peggio)… la tanto sbandierata questione sicurezza resta, anzi: la cosa più grave è che sembra che a Roma ci siano fin troppe persone in possesso di un’arma da fuoco,  e pronte a utilizzarla… Se poi tutto degenera, scade nell’abbrutimento e come argomento si usa “Marino è contro la vita e contro la famiglia”, beh in fondo al netto di dubbi e perplessità, mandare via Alemanno diventa anche una questione di principio.

NON HO GUARDATO LA PARTITA…

… e me ne sono andato al Vittoriano, a vedere una mostra sui Cubisti… di voglia di stare a guardare il derby ce n’era poca, un po’ perché avevo la netta sensazione che sarebbe andata male (la Roma raramente coglie certe occasioni, essendo ‘geneticamente’ una squadra che nelle occasioni importanti tende a calarsi le braghe, le rare finali di coppe europee e le tante di Coppa Italia perse stanno lì a dimostrarlo), un pò perché macerarmi nell’attesa fino alle 18.00 mi pareva puro masochismo, un po’ perché una squadra incapace di vincere in casa col Pescara e capace di perdere col Chievo a mio parere non è degna di alcuna fiducia… un pò perché sinceramente lo spettacolo offerto dai romani nell’ultima settimana è stato misero e avvilente… Io capisco che il calcio ispiri passioni ed emozioni molto più forti rispetto alla politica, ma insomma questa settimana a Roma si è parlato solo di quello… l’elezione del Sindaco? Boh, chi se ne frega… Poi però succede – come ieri – che per permettere a 80.000 co***oni di raggiungere con tutta comodità l’Olimpico, si arriva praticamente alla soppressione dei tre quarti del trasporto pubblico romano, con attese alle fermate che hanno superato l’ora… ma c’è il derby e chi se ne frega se qualche romano la domenica pomeriggio per necessità, o puro piacere, deve usare i mezzi pubblici. Questa è Roma, questi sono i romani; mi viene quasi da dire che se li meritano, che ce li meritiamo, altri cinque anni di Alemanno… e vedrete che purtroppo andrà a finire così; checché ne dicano i sondaggi, io in giro non vedo tutto ‘sto malumore contro Alemanno.

Comunque, tornando alla partita; ho capito che si stava mettendo male ad una fermata dell’auto: ho sentito uno squillo di tromba isolato (squilli isolati: va bene alla Lazio, urla roboanti: va bene alla Roma), ho visto un ragazzo con la maglietta giallorossa uscire da un bar, accendersi nervosamente una sigaretta, scuro in volto; tra le persone inca**ate per l’attesa, che maledicevano a turno Rutelli, Veltroni, Alemanno e ‘er Papa polacco’ (si, pure lui…), intercetto un frammento di dialogo, un ragazzo afferma: “stanno 0 – 0″; una signora interviene: ‘no, ha segnato la Lazio”; sull’autobus, preso dopo una mezz’ora buona di attesa (ma ribadisco, c’era chi stava aspettando da oltre un’ora), una signora afferma: “la Roma ha pure perso”; scendo dall’autobus e mi avvio verso casa, incrocio una coppia di ragazzi, uno con la maglietta della Roma, neri (non di pelle, di umore); esplode un petardo e da una direzione indefinita arriva un commento: “sò sti ba***di de laziali”…

E così, è andata male, per l’ennesima volta… il degno finale dell’ennesima stagione escrementizia; a disarmarmi, più di ogni altra cosa, è l’assoluto rispetto per un copione già scritto, la completa assenza di originalità, di un minimo brivido derivante dall’improvvisazione… Un stagione aperta dall’incomprensibile scelta di Zeman, un campionato trascinatosi avanti all’insegna delle consuete isterie boemiche, ogni obbiettivo sfumato in primavera, l’esonero ampiamente previsto, il ricorso ad una soluzione di emergenza, l’apparente ripresa, il ‘tocco di classe’ di campioni ‘presunti’ che sul più bello hanno pensato bene di credersi sto***zo e di buttare via una qualificazione per l’Europa League che era lì, a un soffio… e poi l’ovvio, perfino banale epilogo, con una Coppa Italia che era scritto dovesse essere vinta dalla Lazio, che in queste occasioni l’ha sempre spuntata e che comunque l’ammissione in Europa quest’anno l’ha meritata più della Roma.

L’impressione è che seguire la Roma sia ormai diventata solo una colossale perdita di tempo, uno spreco di energie mentali ed emotive al seguito di una squadra destinata sempre  e comunque a perdere,  a non cogliere mai le occasioni che le si presentato, a restare incastrata nei secoli dei secoli in una mediocrità esasperante, pari solo alla protervia di certi tifosi, che ogni anno si dicono sicuri ‘che questa è la volta buona’… La prospettiva di pensare alla Roma, di continuare  a seguirne le sorti, è nauseante; alla fine nella vita c’è tanto di meglio e di più gratificante da fare che non seguire le sorti di una squadra le cui vittorie sono assolutamente casuali.