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LA COSA PEGGIORE…

… è che sembra che col risultato delle elezioni, gli italiani abbiano ‘infastidito’ qualcuno: quotidianamente ci troviamo davanti a sorrisetti di condiscendenza dei cosiddetti ‘operatori dei mercati’, ad atteggiamenti di spocchiosa supponenza di politici tedeschi, a copertine irridenti di supposti ‘giornali influenti’, tutti con lo stesso irritante atteggiamento… Come se col loro voto gli italiani non avessero dovuto esprimere la propria opinione, ma compiacere qualcuno, che adesso si mostra ‘risentito’ perché gli italiani non avrebbero fatto ciò che ci si aspettava da loro, ragionando invece con la propria testa… NO, DICO: MA SCHERZIAMO???? Questo ha tutta l’aria di essere un attentato alla democrazia bello è buono: un popolo non può certo vivere ‘schiavo dei mercati’ e votare ‘come piace a loro’, pena l’abbassamento del rating (rating deciso da agenzie private che di democratico non hanno proprio nulla, e che per conto mio andrebbero messe fuori legge) o l’aumento del ‘famigerato spread’: è un atteggiamento INFAME E RICATTATORIO di fronte al quale l’unica risposta dovrebbe essere davvero un mastodontico VAFFA. Siamo l’ITALIA, MA CHE CAVOLO!!! Vogliono ricattarci col ‘votate come vogliamo noi, altrimenti vi facciamo fallire’??? Semplicemente, non possono: hanno fatto i salti mortali per non far fallire la Grecia, una nazione di circa 10 milioni di abitanti,  figuriamoci se possono permettersi di far fallire noi: se l’Italia fallisce, si porta dietro tutti quanti, a cominciare dalla ‘rigorosa e seria Germania’, sempre pronta a far lezione a tutti e che tra poco si troverà nei casini, perché a forza di pretendere ‘rigore’ da tutti, non riuscirà a trovare più nessuno che alimenti le proprie esportazioni…  Non dobbiamo certo votare ‘come vogliono i mercati’, a maggior ragione non dobbiamo certo votare ‘come vuole la Germania’. La signora Merkel si ‘risente’ perché non abbiamo votato come voleva lei? E sti***zi , ma chi si crede di essere? Stiamo attenti, perché si continua a ragionare così, davvero la democrazia è a rischio, e non certo per colpa del MoVimento Cinque Stelle…. Attenzione…

VEDREMO…

Mi ero ripromesso di non postare più nulla di post-elettorale, almeno per questa settimana, ma mi piace comunque porre qualche osservazione:  le Camere si riuniranno per la prima volta tra quindici giorni, a breve giro di posta cominceranno le consultazioni di Napolitano. La domanda che si fanno tutti è se PD e MoVimento Cinque Stelle troveranno il modo di collaborare: Bersani preme, Grillo sdegnosamente rifiuta, ma questi atteggiamenti sembrano più tattica che altro: credo sia perfettamente inutile stare appresso ad ogni dichiarazione, si rischia solo la crisi di nervi… Per conto mio spero, credo, che una soluzione si possa trovare; c’è lo scoglio della ‘fiducia’ da superare, vediamo se si trova un escamotage per permettere al MoVimento di far passare il Governo senza che questo sembri una resa… Naturalmente il pallino del gioco ce l’ha in larga parte Bersani, che dovrà imbastire una proposta credibile, fermo restando il fatto che di certo non si può chiedere ai rappresentanti del MoVimento un’alleanza organica: il ‘si vota provvedimento per provvedimento’ fa parte del loro DNA.

Tra gli elettori di sinistra c’è molta sfiducia, ma spesso avverto la fastidiosa impressione che loro trattino chi ha votato per il MoVimento come una massa di imbecilli che si sono fatti abbindolare, mentre loro sono gli unici ‘intelligenti’ e ‘responsabili’… ‘responsabilità’  è una parola che circola molto, peccato di ‘responsabilità’ negli ultimi vent’anni a destra, centro e sinistra se n’è vista ben poca. Io da elettore del MoVimento sono ovviamente fiducioso, certo anche con una certa prudenza… l’incognita è rappresentata non tanto da Grillo, quanto dagli eletti del MoVimento: non credo sia possibile ‘telecomandare’ oltre un centinaio di persone, vedremo…

Per intanto, le ultime elezioni ci hanno regalato il Parlamento con l’età media più bassa dell’Occidente ed una (finalmente!!) dignitosa rappresentanza femminile: sia nel numero che nella ‘qualità’; tante donne normali, bellezze pensanti e’non siliconate. Dopo vent’anni, le ultime elezioni sembrano aver posto fine al grande equivoco italiano del ‘centro’: finalmente gli elettori hanno capito che il ‘centro’ in tutti questi anni non è servito a nulla, se non a fare i propri interessi ‘di bottega’ , dall’alto di percentuali di votanti risibili: Casini non potrà più fare il bello e il cattivo tempo col cinque per cento di voti… Guardiamo la parte piena del bicchiere: per anni ci si è lamentati del Parlamento di vecchi, con poche donne, in qualche caso giunte a sedere su quegli scranni solo il virtù dell’avvenenza fisica, un Parlamento in cui ogni impeto progressista era tarpato dalla presenza del ‘centro’, immobile nella sua concezione, la peggiore possibile, di ‘moderatismo’.  Io credo bisogni essere fiduciosi, ed evitare di paragonare Grillo e il MoVimento a Berlusconi, Forza Italia e il PDL visto e considerato che nessuno del MoVimento è  entrato in parlamento per scampare dai propri guai giudiziari o per curare meglio i propri interessi economici: tutti criticano per la faccenda di mettere PDL e PD sullo stesso piano, ma a breve giro di posta compiono lo stesso errore… E comunque tra il ‘bello’ di questa situazione c’è anche il fatto che le persone sembrano un pò tornare a interessarsi di politica: passare davanti al baretto dove in genere si ciancia ‘de ‘a Roma e de ‘a Lazio’ e sentire invece parlare di Bersani e Grillo, fa una certa impressione… 🙂

La Germania dall’alto della sua tracotanza (che, è bene ricordarlo, è alla base della stragrande maggioranza di guai che affliggono l’Europa) si permette di derubricare la situazione italiana con giudizi offensivi e ancora una volta supponenti:  forse farebbero meglio a tacere, visto lo stato in cui hanno ridotto l’Europa coi loro diktat…

FACCE

…che poi l’impressione è che in sessant’anni e passa di democrazia, i politici nostrani abbiano capito veramente poco, di comunicazione: a far sorridere, oltre che a stupire, è il fatto che molti pensino che mettere la propria faccia su un manifesto sia sufficiente a fargli ottenere il voto, senza rendersi conto che volti e slogan spesso possono essere deleteri, per non parlare delle espressioni, che finiscono per essere minacciose quando vogliono apparire ‘decise’ e che quando cercano di essere rassicuranti, finiscono per comunicare un’impressione di scarsa intelligenza.

Qualche giorno fa mi sono fatto un giro per il quartiere, solo per prendere nota di questi capolavori di comunicazione. Il primo cartellone che incontro è double face: da un lato c’è la fiaccola della Destra che invita: “Ora credici”; dall’altra, c’è il faccione vagamente accigliato, con un’espressione che forse vorrebbe comunicare cameratesca fierezza, del candidato presidente della Regione Lazio di Casa Pound, Di Stefano che sottolinea come quello dato a loro sia “l’unico voto utile”. A fianco, altro manifesto di Casa Pound che incita: “Sei stato fin troppo moderato. Alle prossime elezioni falli piangere”. Casini ringrazia…

Continuando il mio giro, mi trovo di fronte  di Di Paolo (PDL) che la butta su “La forza dell’identità” (in effetti la foto sembra quella di una carta, d’identità); sempre in ambito PDL, ecco Cangemi: “La politica seria c’è”, sembra dichiarare dal manifesto, col dito portato alla bocca in atteggiamento riflessivo e completamente calvo… attenti che a pensare troppo si perdono i capelli; Aurigemma ha invece l’aria di quello che ti lancia un’occhiataccia, perché gli devi dei soldi: “Al tuo fianco ogni giorno” il suo slogan, che appare lievemente minaccioso, mentre Gramazio ha preferito dare forma visiva al motto “Passione e onestà” utilizzando una foto sgranata, lui con un megafono in mano, le maniche rimboccate, il colletto della camicia slacciata a mostrare la catenina d’oro che spicca sul petto villoso… La carrellata del PDL prosegue con Malcotti, lo sguardo vagamente vitreo fissato sull’obbiettivo.

Sulla Portuense, con un’infilata di raro pregio: si comincia con De Sole dei Cristiano Democratici che esclama: “Uno di voi”, mettendo sul manifesto la sua foto, che dà l’idea di uno di quei giovani che il sabato sera passano da una discoteca all’altra viaggiando nella Smart gentilmente donatagli da papà… E’ poi la volta di Zingaretti che promette “Un trasporto pubblico migliore” e si fa ritrarre nell’atto di consultare un carteggio consegnatogli da una coppia preoccupata: peccato che in questa foto Zingaretti dia l’idea di un amministratore di condominio alle prese con le lagnanze di uno dei proprietari; restando in casa PD, Patanè la butta sull’azzardo linguistico: “Io siamo noi”:  il concetto di fondo è pure azzeccato, ma letto così lo slogan è veramente bruttino. La palma del più coraggioso va però a Ciarla (sempre del PD), che più che la faccia ci mette… il naso, che con le sue ragguardevoli dimensioni si staglia sul volto rubizzo posto sul manifesto… gli darei il voto solo per il fegato di avere stampato la sua nasca monumentale su un manifesto: il motto è “Cambia”: si, cambia… foto!!! Se s’è mostrato così lui, c’è speranza per tutti…

Tutto questo suscita il riso, naturalmente, almeno in chi oltre alle ‘facce’ (e si è visto che queste spesso non sono un granché) si va a leggere anche i programmi… però poi, seriamente, uno ci ragiona, nota che qualsiasi superficie verticale disponibile viene occupata da queste facce, con manifesti persino sui cassonetti, nota i marciapiedi massacrati dalle strutture di metallo piantate per esporvi i poster elettorali (e non è che a Roma i marciapiedi siano messi bene già di loro), aggiungeteci che a Roma ai manifesti delle politiche si sommano quelli delle Regionali (e a maggio avremo l’elezione del sindaco) e tutto questo non fa più ridere granché: insomma,  se dovete imbrattare i muri e spaccare i marciapiedi, almeno pensate un pò di più agli slogan e cercate di metterci delle facce più convincenti: finire su un muro non è obbligatorio…