Posts Tagged ‘Dotvibes’

LA PLAYLIST DI OTTOBRE

Dopo mesi di assenza, torna la playlist…

 

 

A word up there   Pellicans

Ostacoli da abbattere   Soci Alla Pari

La rotonda della memoria   Prophexy

I’m here   Dotvibes

Phoenix for the Sunrise   Forest Field

Il mio processo di beatificazione   Losburla

Joy    Neko At Stella

Insieme a te   Federico Cimini

4th Day Prey   Eskinzo

Siamo il remix dei nostri genitori   Edoardo Cremonese

I’m a Zombie for you!   Galapaghost

Il ministero dell’amore   Fiori di Cadillac

DOTVIBES, “SHINE A LIGHT” (AUTOPRODOTTO)

Gruppo proveniente dai dintorni di Torino (Biella, Pinerolo), i Dotvibes sono in circolazione dal 2005: da allora, hanno dato alle stampe un primo Ep, “Drop the love Bomb”,nel 2009, tagliando in seguito l’importante traguardo del primo lavoro sulla lunga distanza, “Inside this bubble” (che vedeva la collaborazione, tra gli altri, di Bunna degli Africa Unite e Peter Truffa dei Bluebeaters).

A qualche anno di distanza, la band piemontese torna con una nuova produzione: un Ep (scaricabile gratuitamente dal sito Internet della band: http://www.dotvibes.it) di sei tracce (quattro delle quali inedite) che prosegue il sentiero intrapreso nei precedenti lavori, all’impresa di un suono che, mantenendo le proprie solide radici in Giamaica, cerca di ‘contaminarsi’, aprendosi ad altri generi.

Il quintetto, che nel 2008 ha tra l’altro vinto l’Italian Reggae Contest, organizzato da Rototom Sunsplash, propone una formula che non può non risentire della ‘scuola torinese’, riuscendo però a darle uno stile sufficientemente autonomo: elettronica (tra accenti che sfiorano il dancefloor e più consuete suggestioni dub) e flirt con l’hip hop si alternano o si mescolano, arricchendo la base reggae, offrendo un pugno di brani che, va da sé, definire ‘solari’ ed ‘estivi’ è quasi banale, ma dopotutto in estate siamo e i suoni dei Dotvibes sono più che mai adatti al clima.

L’inglese è la lingua prediletta, ma non si disdegna l’italiano (‘Non mi volto mai’ è l’unico esempio, e finisce per essere uno degli episodi migliori del disco, assieme ad ‘I’m here’, dalle tinte vagamente cyber), affidando i testi alla vocalità femminile di Estelle che, priva di qualsivoglia ammiccamento, finisce per rivelare una sensualità tutta particolare.

Il disco, frutto dell’ormai costante collaborazione con Paolo Baldini degli Africa Unite, è stato anticipato dal singolo Now Think About It, il cui video è stato trasmesso anche da MTV.