Posts Tagged ‘Disney Definitive Collection’

FUMETTAZIONI 6 /2017

Brevi recensioni di letture disegnate

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 17

La ‘perla del mese’ è senz’altro “Eta Beta e la Spia” (di Walsh e Gottfredson): storia in quattro parti che propone la mitologica Spia Poeta che si esprime solo in rima, sullo sfondo di una spy – story a base di invenzioni antiatomiche; la paura del nucleare è il filo conduttore di tutte le storie ‘d’annata’ di questo numero.
La stessa Spia Poeta viene poi proposta nella sua successiva apparizione (1994), ad opera di Massimo Marconi (sotto lo pseudonimo Claudio Goresi) e Sergio Asteriti, con esiti decisamente mediocri, in una storia i cui toni comici privano di ogni fascino il personaggio.
Prosegue poi il recupero delle avventure d’epoca di Top De Tops, mentre il resto è affidato ai consueti ‘riempitivi di classe’, firmati – tra gli altri – da Scarpa, Cimino e Scala.
Voto: 7

 

LILITH 18

Dopo diciotto numeri e nove anni, giunge alla conclusione la saga a base di viaggi temporali firmata da Luca Enoch. Finale ampiamente ‘telefonato’, in cui avversari e alleati si rivelano in buona parte diversi da ciò che erano sembrati, all’insegna di riferimenti alle filosofie orientali, con il presunto Male che diviene agente del cambiamento e il Bene baluardo della conservazione.
Apprezzo molto Luca Enoch, ma a dire la verità, considerando anche la lunghissima ‘gittata’ della serie, tutto questo è veramente troppo, troppo, poco.
Guardando al progetto nel suo complesso, tuttavia, non si possono non apprezzare gli sforzi in termini di ‘inventiva’ e immaginazione che hanno portato la protagonista nei contesti storici più disparati, l’accuratezza della ricerca ‘documentale’ per dare al tutto una più solida credibilità e naturalmente i disegni, per i quali Enoch resta uno dei vertici italiani.
Voto: 5
Voto all’intera serie di 18 numeri: 7

 

DISNEY DEFINITIVE COLLECTION: DOUBLE DUCK 1

Richiesta da tempo dai lettori, arriva finalmente la ristampa cronologica delle storie di Double Duck, alias Paolino Paperino, gettato inopinatamente nel mondo dello spionaggio internazionale, con tanto di identità segreta.
Creata nel 2008 da Fausto Vitaliano e Marco Bosco, la saga di Double Duck è una sorta di ‘serie nella serie’, che prende a prestito elementi del fumetto americano (a cominciare da un contesto più ‘realistico’ e ‘coerente’), senza rinunciare ovviamente alla consueta dose d’ironia e alle immancabili gag, ma cercando di dare al tutto una confezione più ‘matura’.
Se vogliamo, con Double Duck si è cercato di replicare con la spy story ciò che diversi anni prima si era tentato, con grande successo, col fumetto supereroistico e PK.
Il protagonista viene gettato in un mondo con dinamiche e personaggi diversi, in cui i classici comprimari divengono poco più che comparse, dando quindi modo agli autori di sbizzarrirsi, esplorando le potenzialità del personaggio.
Ai disegni della prima lunga storia, divisa in quattro parti raccolte qui: Andrea Freccero, Vitale Mangiatordi, Marco Mazzarello e Francesco D’Ippolito.
Voto: 7

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 8

Numero interamente dedicato alle trasposizioni ‘cartacee’ di corti e mediometraggi, dalla fine degli anni ’30 a oggi.
Topolino, da solo o più spesso accompagnato da Pippo e Paperino, diventa di volta in volta, tra gli altri, il Sarto Ammazzasette, l’Apprendista Stregone di “Fantasia”, il protagonista della versione Disney della favola di “Jack e il Fagiolo Magico”, de “Il Principe e il Povero” o de “I tre moschettieri”, in questi ultimi due casi con l’apporto di disegnatori italiani (nel caso del racconto di Twain, un Sergio Asteriti in forma smagliante).
Eccelsa la qualità con la quale i fotogrammi vengono trasportati sulle pagine (in un meccanismo inverso a quanto comunemente accade), che tuttavia non riesce a dissipare l’impressione che ci si trovi di fronte a storie che sono risultato di operazioni squisitamente ‘commerciali’, nate per sfruttare anche sulla carta il successo dei ‘cartoni’.
Considerazione che se ne porta appresso una ulteriore: la testata, che prometteva di essere una sorta di ‘meglio di’ della produzione Disney internazionale, ben presto ha assunto un andamento altalenante, tra numeri monografici dedicati a singoli personaggi o autori e altri connessi a una tematica particolare, come in quest’ultimo caso.
L’impressione è di trovarsi di fronte a una comune testata antologica, all’interno dei cui numeri si mescolano come di consueto storie di ottima caratura e semplici riempitivi, e che di ‘esclusivo’ ha solo il formato e la copertina con caratteri in rilievo; una certa ‘pretenziosità’ di presentazione, che spesso finisce per non corrispondere ai contenuti: in una serie battezzata “Tesori Disney International” per i ‘riempitivi’ non ci dovrebbe proprio essere spazio.
Voto: 6,5

 

THE WALKING DEAD 47

Un altro di quei numeri in cui sotto il profilo della ‘pura azione’ succede poco o nulla, ma che non manca di offrire svolte interessanti: da un lato ci fa conoscere meglio ‘Alpha’, la ‘cattiva di turno’ che appare cedere, solo per un attimo, a un’umanità da tempo soppressa; dall’altro, ci mostra la crescita di Carl, ormai pronto a difendere la ‘sua’ Lydia, anche a costo di schierarsi contro la madre adottiva; e per finire Rick, apparentemente sempre più incapace e inadeguato a gestire l’ira di una collettività pronta a scendere in guerra contro i ‘Sussurranti’… e allora forse, in questi tempi, serve un leader diverso e si profila un’alleanza in fondo tanto prevedibile, quanto spiazzante.
Voto: 7

 

INVINCIBLE 42

E’ arrivato il tempo di un cambio di punto di vista: Invincible comincia a pensare che il senso dei suoi poteri non si possa limitare a un’infinita serie di ‘pestaggi’ ai danni dei cattivi di turno…
Voto: 7

In appendice continuano le avventure di Tech-Jacket, che tornato dalla lunga parentesi ‘spaziale’ si ritrova alle prese col mistero della scomparsa dei suoi.
Voto: 6

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 18

Angelo Palmas e Giorgio Cavazzano firmano la storia celebrativa dei trent’anni di Disneyland, protagonista Topolino all’inseguimento di Gambadilegno tra le varie aree del parco.
Consueta corposa dose di storie ‘d’epoca’, a cura tra gli altri di Cimino, Scarpa e Perego per gli italiani, Barks, Lockman, Strobl per gli americani.
Quasi incomprensibile l’inserimento nel lotto di una storia di Paperinik in due parti, che di ‘classico’ ha poco o nulla.
Chiude l’albo una tipica avventura ‘archeologica’ di Indiana Pipps, accompagnato da Topolino.
Voto: 6,5

 

RAT-MAN 121

Siamo (quasi) ai titoli di coda: difficile parlare di ciò che succede in questo numero senza spoilerare troppo; finalmente, si realizzano incontri attesi da anni, mentre l’intero cast si prepara allo scontro finale.
Come al solito, Ortolani mescola in modo sapiente comicità e dramma, anche se a dire la verità determinati concetti, come il Bene e il Male due facce della stessa medaglia, o la forza salvifica dell’Amore, appaiono abbastanza consunti.
Voto: 7

 

 

Annunci

FUMETTAZIONI – 6

Brevi recensioni di letture disegnate

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 2

I ‘capitoli aggiuntivi’ della Saga di Paperon de’ Paperoni, ancora una volta firmati da Don Rosa: ancora una volta un capolavoro, o quasi, specie nelle storie che ci mostrano la storia ‘d’amore’ con Doretta Doremì…
Voto: 8,5

 

I MIGLIORI ANNI DISNEY – 1970

Un numero ‘di ordinanza’, senza storie particolarmente memorabili; la lista degli autori è, come al solito, di prim’ordine: Carpi, Scarpa, Cavazzano, Cimino, Chendi e Bottaro tra gli altri,
Voto: 7

 

THE BOYS 44 – 45

Capitoli finali: Butcher porta avanti il suo piano di eliminazione di tutti quelli in possesso di superpoteri sul pianeta, includendo anche coloro che potenzialmente lo potrebbero diventare e toglie di mezzo altri due protagonisti storici della serie: a tentare di fermarlo è ormai rimasto il solo Hughie, ultimo e meno responsabile di tutta questa storia…
Qualcuno, credo Neil Gaiman, scrisse una volta che le storie per essere tali devono finire; The Boys giunge qui alla conclusione, lasciando quel tipico retrogusto amaro che provano gli appassionati quando viene il momento di salutare i personaggi, ma è proprio questo che dà più valore alle storie: i fumetti ‘eterni’, dove magari alla conclusione di un gruppo di storie, ne comincia subito un altro, coi personaggi che si comportano come se nulla fosse successo prima, beh, alla lunga annoiano.
Forse The Boys non rientrerà nel ristretto elenco dei ‘capolavori’, ma letto oggi (la ristampa in questione si conclude a circa cinque di distanza dalla fine originale della serie), rappresenta soprattutto il ‘canto del cigno’ di un certo modo di intendere i supereroi: dissacrante, iconoclasta, cinico quanto si vuole, ma tremendamente realistico… chi, essendo in possesso di superpoteri, non li userebbe immediatamente per compiere tutto ciò che ai comuni mortali è negato?
The Boys rappresenta idealmente l’ultimo residuo dell’epoca dei ‘supereroi revisionisti’ cominciata a metà anni ’80, in cui gli autori si chiedevano cosa sarebbe successo se gente con questi straordinari poteri fosse vissuta non nella New York idealizzata della Marvel, o nelle città inventate della DC (Metropolis per Superman, Gotham City per Batman), ma nel ‘mondo reale’, con tutte le conseguenze socio-politico-culturali del caso. Un ‘realismo’ che ha permesso a Garth Ennis e ai disegnatori che lo hanno accompagnato (a partire da Darick Robertson e John McCrea) di parlare di tutta una serie di temi scomodi, a cominciare dal dominio delle multinazionali e dal controllo dell’informazione.
The Boys è stato insomma l’ultimo fumetto in cui si è cercato di fare coi supereroi qualcosa che andasse oltre le scazzottate, sulla Terra o nello spazio; leggerlo oggi non può che rendere evidente lo stridio con ciò che i supereroi sono diventati oggi, poco più che ‘figurine’ buone per blockbuster cinematografici o televisivi, del tutto incapaci di andare oltre le loro gazzarre puerili.

Voto (all’intera serie: 90 numeri): 8

 

UACK! 26

Tanto Carl Barks, arricchito da una ‘perla’ di Don Rosa e qualche breve riempitivo, per un numero che forse propone pietre miliare, ma conserva gli standard elevati della collana.
Vot: 7

 

I GRANDI CLASSICI DISNEY 7

Numero dominato dalla storia – extra large “Pippo e i parastinchi di Olympia” di Scarpa e Cavazzano, omaggio alle Olimpiadi del ’72 rispolverata per l’occasione: basterebbe da sola a giustificare l’acquisto.
Voto: 7,5
Il resto dell’albo riporta i nomi dei fratelli Barosso, di Carpi, Perego, Gatto con l’aggiunta di Strobl, Lockman e Liggera.
Voto: 6,5

 

INVINCIBLE 31

Il primo ‘megacrossover’ sulle pagine di Invincible, con le ‘apparizioni straordinarie’ di una pletora di storici personaggi della casa editrice Image, a partire dai ‘capostipiti’ Spawn e Savage Dragon: un’interminabile scazzottata al termine della quale, per non farci mancare nulla, ecco arrivare un nuovo letale personaggio, animato da ben poco amichevoli intenzioni…
Voto: 6,5

In appendice, l’avvio di un nuovo ciclo di storie di Brit.
Voto: 6

 

THE WALKING DEAD 42

A rendere The Walking Dead il miglior fumetto americano pubblicato in Italia è soprattutto il passare del tempo: nel fumetto seriale, è raro che i personaggi crescano, invecchino, maturino; nei supereroi questo talvolta succede, ma poi perdiodicamente si fa in modo che tutto più o meno ricominci da zero.
Il tempo in The Walking Dead invece trascorre e la storia si evolve… All’inizio, Carl era poco più di un bambino: oggi lo ritroviamo in piena adolescenza, dopo aver vissuto vicende che l’hanno fatto crescere forse troppo in fretta, privandolo di tanto, anche fisicamente. Carl, in questo numero, smette definitivamente di essere un bambino, compie una scelta, per quanto impulsiva – perché legata ai sentimenti – ma finalmente decide di rischiare in prima persona, di abbandonare lo status quo per inseguire ciò che vuole, per combattere, forse per la prima volta in vita sua, per qualcosa di cui non vuole essere privato.
Voto: 7,5

 

IL CAVALIERE OSCURO COLPISCE ANCORA

I sequel sono un brutto affare – specie se l’originale è un capolavoro – anche nel mondo nel fumetto, anche se a curarli è lo stesso autore dell’originale e anche se l’autore in questione è Frank Miller.
Uscito nei primi anni 2000, questo seguito ideale del “Ritorno del Cavaliere Oscuro” vede un Batman ancora più invecchiato ed acciaccato scatenare la rivoluzione per abbattere una dittatura globale fondata sui media, dietro alla quale si celano due ben noti supercattivi… Ad aiutarlo, oltre alla Carrie della storia precedente (non più Robin ma in altro costume), un esercito di voleterosi ragazzotti e un pugno di eroi ripescati dal passato; della partita finirà per essere anche un Superman sempre più disilluso e schiavo del ricatto di chi gestisce nell’ombra le sorti del mondo, almeno fino a quando non entrerà in ballo la sua progenie.
Il limite principale de “Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora” è nel suo essere un’operazione squisitamente commerciale: non è l’opera di un autore ambizioso che vuole squadernare il genere; è il lavoro di un onesto e abile mestierante che ha ceduto di fronte alle offerte economiche dell’editore.
L’esito è una storia che, sebbene per fascino e per ‘idee’ superi comunque una bella fetta di ciò che si può leggere oggi in tema di superuomini in costume, presa a sé risulta tirata via, sia sotto il profilo narrativo, che procede a strattoni, in modo a tratti confusionari, sia dal lato grafico, in cui Miller sembra avere tante idee (dai disegni che evocano i geroglifici egiziani a scene che strizzano l’occhio a certa arte contemporanea, passando per le caricature da giornale satirico e i manga giapponesi) che però vengono affastellate quasi alla rinfusa, col risultato di un alternarsi tra tavole che conservano la potente evocatività del primo capitolo e altre delle quali che semplicemente sono disegnate male.
“Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora” sarebbe potuto essere un capolavoro, se solo Miller avesse veramente avuto la ‘spinta creativa’ di scriverlo: ma appare del tutto evidente che questa è semplicemente un’opera guidata da più ‘pragmatiche’ motivazioni…

Voto: 6,5

 

TESORI DISNEY INTERNATIONAL 3

Dopo due numeri dedicati all’Uomo dei Paperi Carl Barks, spazio all’Uomo dei Topi, Floyd Gottfredson: tre lunghe storie, originarimente nelle strisce quotidiane, che fissano le radici della pluridecennale carriera da detective di Topolino, qui nelle tradizionali braghette rosse coi bottoni gialli.
Siamo negli anni ’30, una vita fa (forse anche due): una storia di rivalità sentimentali che si tinge di giallo (voto: 7); la prima avventura poliziesca in tandem con lo stralunato Pippo (voto: 7); ma, soprattutto, il primo, epico scontro con Macchia Nera: una pietra miliare. Voto: 8,5

 

DISNEY DEFINITIVE COLLECTION 12 – FANTOMIUS VOLUME 4

Prosegue (e si conclude, per il momento, raggiungendo quanto pubblicato nella prima metà del 2016) la ristampa delle storie dedicate a Fantomius, ‘antesignano’ di Paperinik ai primi del ‘900, del quale il giustiziere mascherato raccoglierà l’eredità ai giorni nostri.
Marco Gervasio, che si è assunto gli oneri – raccogliendo poi gli onori – di sviluppare il personaggio inizialmente solo citato nelle storie della Disney, nelle quattro storie porta il nostro sulle orme di Cagliostro e Francis Drake, alla scoperta di Atlantide ri-scoperta di legami famigliari in precedenza perduti, fino al ritorno a Paperopoli e all’incontro – scontro con un giovane e già ricchissimo papero…
Gervasio muove con abilità protagonista e comprimari sui quali ormai lavora con sicurezza da tempo, confermandosi una delle penne – e matite – più interessanti dell’attuale scuola Disney italiana.
Voto: 7