Posts Tagged ‘Dimora Records’

ANDREA LORENZONI, “SENZA FIORI” (DIMORA RECORDS / NEW MODEL LABEL)

Secondo disco per il bolognese Andrea Lorenzoni, poeta oltre che cantante con un paio di pubblicazioni all’attivo.

A colpire, stupire per certi versi, è la varietà di un disco capace di cambiare ‘pelle’ in ognuno dei dieci pezzi: tra cantautorato, parentesi elettroniche che riecheggiano certo pop anni ’80, o all’insegna di maggiori dilatazioni, fino a sventagliate apertamente rock, con accenni grunge e qualche vaga allusione metal.

Il rischio di cadere nella ‘trappola’ di una serie di esercizi di stile finire a sé stessi è abilmente evitato, anche grazie a una sequenza che non rende troppo drastico il salto tra un’atmosfera e un’altra.

Testi spesso vagamente ermetici, giustapposizioni di pensieri, soliloqui, riflessioni su di sé, gli immancabili ‘sentimenti’ che però per una volta non sono dominanti.

“Senza fiori” è un disco di cantautorato atipico, in cui la musica è tutt’altro che secondaria rispetto alle parole, un lavoro che si stacca per suoni e temi dall’andazzo generale di troppa musica corrente italiana, ‘indie’ o meno.

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ALBERTO NEMO, “6 X 0” (DIMORA RECORDS / NEW MODEL LABEL)

Come suggerisce il titolo, sei brani compongono il secondo lavoro del cantante / compositore veneto Alberto Nemo.

Siamo in territori al confine tra musica elettronica, colonne sonore, classica contemporanea: composizioni ‘palindrome’, composte in un verso e registrate all’incontrario, sull’esempio di quanto a suo tempo ideato da Jocelyn Pook per la colonna sonora di “Eyes Wide Shut”.

Un lavoro dal sapore sperimentale, con suggestioni ‘avanguardistiche’, accompagnato dal cantato ‘lirico’ e dolente di Nemo, che si staglia su tappeti ‘ambientali’ che possono evocare fabbriche abbandonate, cattedrali gotiche da archeologia post-industriale.

Un ‘esercizio di ascolto’ che offre un’esperienza diversa dal ‘consueto’; la brevità del lavoro (una ventina di minuti) e delle singole composizioni evitano l’effetto ‘prova di resistenza’ offrendo un’esperienza che, se avvicinata con curiosità, può affascinare.