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TOP 20 DISCHI 2019

Come di consueto, eccovi la mia personale classifica dei migliori dischi dell’anno appena concluso, tra quelli recensiti sul blog.

  1. LAROCCA,  VENTIZEROTRE
  2. ELECTRIC CIRCUS,  CANÍCOLA
  3. GASPARAZZO BANDABASTARDA,  PANE E MUSICA
  4. ANDREA LORENZONI, SENZA FIORI
  5. ARTURA,  MASSIVE SCRATCH SCENARIO
  6. ALEPHANT,  WHOLE
  7. AFRICA UNITE E ARCHITORTI,  IN TEMPO REALE
  8. BOB AND THE APPLE,  WANDERLUST I – II
  9. CRANCHI,  L’IMPRESA DELLA SALAMANDRA
  10. MONÊTRE, MONÊTRE
  11. PAOLA RUSSO,  NON È COLPA MIA
  12. RONCEA,  PRESENTE
  13. ALESSANDRA FONTANA, SEMPLICEMENTE
  14. LATLETA, MIRAGGI
  15. DIECICENTO35,  SECONDO ME
  16. MARELLA MOTTA,  AND EVERYTHING IN BETWEEN
  17. KEET & MORE,  OVERALLS
  18. ROAD OF KICKS, BEFORE THE STONE
  19. LEANDRO, FOSSIMO GIÀ GRANDI
  20. L’AVVERSARIO, SANGUE SANGUE

 

PLAYLIST 3 / 2019

Periodica selezione di brani tratti ai dischi recensiti sul blog.

 

Falling Fireballs        Andrea Pellicone Van Gogh Project

Pensiero portante      Gianni Venturi

La disillusione       Andrea Lorenzoni

The Hunter      The Spell Of Ducks

Cerotti       Portobello

Peter Pan     Rovere

I miei occhi            Cinque Uomini Sulla Cassa Del Morto

Instant lover        Bob And The Apple

Enaffio      Paola Russo

Polaroid     Diecicento35

DIECICENTO35, “SECONDO ME” (AUTOPRODOTTO)

Il ‘successo’e la sua gestione: non dev’essere stato facilissimo, per i Diecicento35… “Secondo me”, si riferisce al ricorrente incipit di tante opinioni espresse nel corso di tante discussioni… Il problema col successo – giunto nel caso della band torinese grazie all’esordio di “Il Piano B”, con la vittoria di contest, l’entrata in playlist radiofoniche, ospitata da Fiorello, fino ad esibirsi durante la ‘Partita del Cuore’ davanti a 40.000 persone.

Il punto insomma, è il solito: se e quanto ‘scendere a compromessi’ per confermare quel successo: il vecchio dissidio, mai sanato, tra il restare ‘orgogliosamente’ indipendenti e l’essere ‘pop'(olari).

La premessa, mi rendo conto, è un po’ lunghetta, ma sembrava necessaria per un disco che convince, nonostante (almeno, per quanto mi riguarda) il suo essere apertamente ed esplicitamente ‘pop’… o meglio, ‘pop – rock’, di quello che gli ascoltatori più ‘esigenti’ troverebbero più o meno ‘innocuo’ (per dirne una: il pezzo di apertura – ‘Bunjee Jumping’ non sfigurerebbe nella discorgrafia di un Nek…), ma che i più potrebbero anche trovare gradevole.

Una base elettrica e un pizzico di elettronica a fare da contorno, brani dedicati a situazioni sentimentali ed autoriflessione, col titolo che in fondo oltre a un riferimento al secondo lavoro (che è sempre “il più importante” come cantava Caparezza) e alle discussioni in studio, vuole essere un omaggio alla libertà di espressione e di confronto.

Il quintetto torinese è guidato con buon piglio dalla voce Carola Rovito, sospesa tra grinta e dolcezza, il resto lo fanno pezzi costruiti sapientemente e ben equilibrati,di fronte ai quali non si può evitare di battere il piede…

Un pop (rock) che insomma non riesce a non farsi piacere, per una band in crescita.

LA PLAYLIST DI LUGLIO

…in anticipo? O è quella di giugno in ritardo? Mah…

 

Plasters Inc.   Hyris Corp. LTD

Anything goes    Dropp

La cicala e la formica   Luca Burgio & Maison Pigalle

Direzione opposta   Cappadonia

Abbraccio vago   Azimut

Hurry & Fall   Sir Rick Bowman

V per settembre   Daniele Celona

Bold    Jester At Work

Di sana e robusta Costituzione    Le3corde

Le giovani coppie     Bifolchi

Ask yourself    Fratelli Tabasco

La grande beffa     Carlo Conti Trio

Fantacoscienza    Fabrizio Tavernelli

La nostra guerra   Circolo Lehmann

Gatti Neri          DieciCento35

Tristi tropici (Infinita Nostalgia)     Supermarket

 

DIECICENTO35, “IL PIANO B” (AUTOPRODOTTO)

10135 è il CAP di Mirafiori Sud, periferia torinese, luogo di provenienza di questo sestetto;
Il ‘Piano B’ è sempre quello ‘alternativo’, la via di fuga, l’opzione di riserva nel caso le cose vadano storte… e di cose che ‘vanno storte’ in certi periodi della vita ce ne sono parecchie, specie in quella fase che segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta… fase che tra l’altro di questi tempi va prolungandosi per un periodo che a tratti può apparire infinito.
I Diecicento35 sono giovani, (molto giovani, credo) e cantano di incertezze, di difficoltà nei rapporti umani, con la vita, con sé stessi; di fragilità e solitudine, del sentirsi ‘fuori posto’, della rabbia e della sofferenza provocate dal portarsi appresso un bagaglio di insicurezze, di domande e dubbi la cui risposta arriverà solo col tempo, con lo scorrere della vita.
Lo fanno (per fortuna), dando libero sfogo ai propri impulsi in questi undici pezzi, con un rock in cui chitarre arrembanti trovano adeguato sostegno in una sezione solida e compatta e in cui una certa attitudine pop cerca di smussare gli spigoli più acuminati.
Un suono che, va bene, ammettiamolo, non ha granché di originale, ma che diventa convincente proprio perché ‘istintivo’, perché appare rispondere soprattutto all’urgenza comunicativa della giovane band…
Il cerchio trova la sua perfetta conclusione nella voce di Carola Rovito, un campionario di emozioni comunicate senza troppi filtri, gridando dietro al microfono, una voce rock femminile come troppo poco spesso si ascoltano nel panorama tricolore.
I Diecicento35, insomma, ci sanno fare: o almeno, in questa fase riescono a dare una forma convincente alle proprie idee, in un riuscito mix di ‘ansia di comunicazione’, ed esiti sonori: grinta, ‘attitudine’ e freschezza; per il momento, possono bastare.