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DAVIDE FERRARIO, “F” (LIBELLULA MUSIC)

Al primo disco solista, Davide Ferrario arriva dopo aver già percorso una lunga strada, che l’ha portato a Sanremo nel 2007 con gli Fsc e a collaborare con vari ‘big’ della musica italiana, tra cui Litfiba e Gianna Nannini. L’incontro decisivo è però stato quello con Franco Battiato che, oltre ad avviare con lui una collaborazione costante, l’ha anche portato in tour, permettendogli di esibirsi col brano “Non capiranno”, qui presente.

I dodici brani che compongono “F” si muovono tra coordinate abbastanza definite: il cantautorato italiano, da un parte, un rock spesso colorato di elettronica dall’altro.

La formula ricorda, a tratti, i Subsonica, ma il paragone è puramente indicativo: Ferrario evita infatti di pigiare l’acceleratore, oltre a mostrare una vena intimista e, in un certo senso, meno ‘piaciona’, rispetto al gruppo torinese pur cedendo, in qualche episodio alle tentazioni di un synth-pop un tantino ammiccante.

A dominare sono invece toni per lo più crepuscolari, più adatti a fare da contorno sonoro a una scrittura che appare in un certo frammentaria sospesa: i brani sembrano estrapolati da brandelli di conversazioni, considerazioni tra sé e sé, appunti. Un apparente ‘disordine’ che trova la sua corrispondenza nel booklet, in cui i singoli testi sono presentati di volta in volta, come stralci di file scritti al computer, pagine di diari, lunghi sms, note prese sul primo foglio che capita, quasi a restituire l’immediatezza – e la casualità – del processo creativo.

Una scrittura che appare convincente che nel suo essere sospesa e nel suo lasciare spazio al ‘non detto’ restituisce un’impressione di immediatezza, di mancanza di ‘filtri’.

Nel complesso, è un disco che convince, pur lasciando l’impressione che la scelta della formula sonora non abbia reso sufficientemente alla componente testuale, in un certo senso depotenziadola: nel corso dell’ascolto si avverte la mancanza di una maggiore incisività, di una differenziazione che desse una veste sonora più caratterizzante ai singoli brani. Al suo esordio Davide Ferrario mostra di avere comunque tutte le carte in regola per proseguire in maniera più che positiva la propria carriera.

IN COLLABORAZIONE CON LOSINGTODAY

LA PLAYLIST DI MAGGIO

Il corpo stupido     Giorgio Gaber
Your cheatin’ heart  James Brown
2010                 Apocalyptica
The Khlysti Evangelist   Therion
Sul mare di Okinawa  Insooner
Walking down the street  Super Distortion
Of you of me         Kill Star
L’amante della luna  Antonino di Cara
Pawn & Queen         Philip Cohen
Retrocattiva         Davide Ferrario
L’alba               Luca Gemma
Medusa               Nicolò Carnesi
Sto ancora aspettando Il Disordine Delle Cose
1977                 FEV
Night Train          James Brown
La peste             Giorgio Gaber