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CRANCHI, “UN POSTO DOVE STARE” (NEW MODEL LABEL / HAPPENSTANCE RECORDS)

Il sesto disco di Cranchi (Massimiliano) da Mantova.

Ricerca di un ‘posto dove stare’, paradossalmente o forse no durante la ‘clausura collettiva’ del 2020, quando si è dovuti stare dove si stava.

Luoghi reali o filtrati dall’immaginazione di altri tempi attuali, o più o meno passati.

Dante e Borges, Vonnegut e Steinbeck.

I profughi di Mostar per ricordare quelli del Mediterraneo e involontariamente quelli dell’Ucraina, quasi un presagio.

Calciatori argentini di culto.

L’amore, complicato o in esaurimento.

Ricordi famigliari.

Tutto visto, o immaginato, dalle rive del Po, con un’atmosfera indefinita, come certi silenzi in mezzo alla nebbia.

Certo indie folk nordamericano (con escursioni al sudamerica) riportato nella pianura padana: non Nebraska, ma Felonica (MN), più che cantato mezzo declamato, con disillusione: l’ombra di Guccini che si allunga.

Cranchi, di nuovo, una riposta possibile a chi chiede che fine abbiano fatto ‘i Cantautori’.

ALBERTO NEMO, “DANTE VS NEMO” (NEW MODEL LABEL)

La sfida stavolta è di quelle ‘toste’: il confronto addirittura col padre della letteratura italiana, il ‘Sommo Vate’, Dante Alighieri e con la sua ‘Commedia’.

Alberto Nemo, ascendenze tra ‘dark’ ed elettronica, al quarto capitolo della propria biografia sonora compie un deciso passo in avanti costruendo un progetto ambizioso e allo stesso tempo emotivamente intenso.

Sei pezzi, ispirati ad altrettanti passi dell’opus magnum di Dante (quattro dall’Inferno), recitati nelle aperture da Marino Bellini.

Composizioni che riecheggiano atmosfere liturgiche, il canto gregoriano, gli inni sacri; un cantato dolente, sofferente, dai toni lirici, cui contribuiscono le voci di Sephine Llo e Claudia Is On The Sofa (Claudia Ferretti).

La grana sonora è più che mai rarefatta, dilatata, tra flebili tessiture di chitarra, echi di percussioni, sonorità d’ambiente che costruiscono scenari onirici come non poteva essere altrimenti, trattandosi della Divina Commedia.

Un dipinto di un altro ‘Dante’, Gabriel Rossetti, introduce un lavoro che ha già ottenuto i favori della critica (il brano di apertura, ‘Ancora’, ha ottenuto il “Premio Musicultura”), che offre un ascolto non agevole, che getta lo sguardo verso la cosiddetta ‘musica colta’, e che risulterà per i più curiosi un esperienza stimolante.